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ESCLUSIVO - Caso Iannone, parla l'avvocato: "È stato fatto tutto il possibile per difendere la sua innocenza"

- Antonio De Rensis, difensore del pilota dell’Aprilia: “La decisione deve essere presa entro 45 giorni, a partire dal 4 febbraio”. L’avvocato si è avvalso della collaborazione di luminari del doping e delle intossicazioni alimentari: a tesi scientifiche, l’accusa risponde con… Wikipedia
ESCLUSIVO - Caso Iannone, parla l'avvocato: È stato fatto tutto il possibile per difendere la sua innocenza

L’annullamento del GP del Qatar e lo spostamento - forse a settembre nella data prevista per il GP di Aragon, ma è tutto da decidere - del GP della Thailandia rappresenta un vantaggio per Andrea Iannone, ancora in attesa di giudizio definitivo dopo essere stato sospeso per presunto doping a fine 2019. Già, Andrea Iannone: ma quando verrà presa la decisione?

“Nessuno può rispondere con esattezza a questa domanda: secondo il codice, la sentenza va data entro 45 giorni a partire dal 4 febbraio” spiega l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Andrea. Insomma, bisogna aspettare, chissà fino a quando. Intanto, è giusto ripercorrere quanto accaduto nell’ultimo mese in una vicenda che, sinceramente, sembrerebbe una farsa se in ballo non ci fosse la carriera di un giovane (e talentuoso) pilota.

Il 4 febbraio scorso si è svolta a Mies (in Svizzera) l’udienza, nella quale l’avvocato De Rensis ha presentato una serie di argomentazioni scientifiche, prodotte da luminari del settore, come il professor Alberto Salomone (Professore Associato presso il dipartimento di Università di Chimica di Torino e consulente per la Tossicologia Forense presso il Centro Regionale Antidoping e di Tossicologia A.Bertinari di Orbassano); Professor Bartolomeo Biolatti (Dipartimento Scienze Veterinarie, esperto di sostanze proibite negli animali);  Professor Andrea Formigoni (Dipartimento Scienze Veterinarie, specialista in nutrizione e alimentazione animale); Professor Luigi Adinolfi (Scienze mediche) e altri ancora.

Con la collaborazione di questi specialisti, l’avvocato De Rensis ha prodotto una serie di prove scientifiche - quindi teoricamente ineluttabili - tra le quali l’esame del capello che esclude, a ritroso fino a settembre 2019, la presenza di qualsiasi anabolizzante, in particolare del drostanolone, nel pilota Iannone. Non solo: Michele Zasa, medico della Clinica Mobile, ha prodotto una certificazione scientifica spiegando come nel 2019 non siano stati riscontrati cambiamenti antropometrici significativi nel fisico di Iannone.

Accuse basate su foto... in mutande

Dopo questo primo dibattito, sono stati concessi 5 giorni all’accusa e 5 giorni alla difesa, prolungati a 14 giorni per richiesta del pubblico accusatore, Jan Stovicek, presidente della Federazione Motociclistica Ceca e manager di piloti (tra l’altro: uno dei tre giudici è della Repubblica Ceca esattamente come il pubblico accusatore: quanto meno anomalo, per non dire completamente fuori luogo). Il 18 febbraio, Stovicek ha depositato le sue argomentazioni, avvalendosi della consulenza di due dottori, Van Eenoo e Rabin, che però non hanno ritenuto l’esame del capello utile (l’esame del capello viene però utilizzato regolarmente dal TAS, come è successo, per esempio, nel caso della tennista Sara Errani, poi assolta), rispondendo con argomentazioni vaghe e citando, come fonte, “Wikipedia” (sembra ridicolo, ma questo sarebbe scritto nero su bianco…).

Il 28 febbraio, la difesa ha depositato oltre 100 pagine di controprove alle accuse, esibendo, come detto, ogni tipo di considerazione scientifica, allegando anche foto di Vinales, Marquez e dei due fratelli Espargaro per rispondere alla foto presentata da Stovicek di Iannone a torso nudo, come prova, a suo dire, del cambiamento fisico di Andrea; la difesa ha voluto dimostrare come oggi un pilota sia un atleta a tutti gli effetti e che sia assolutamente normale avere sviluppate certe muscolature. 

"Iannone ha fatto tutto il possibile"

La difesa, insomma, avrebbe dimostrato come la presenza (minima) di drostanolone fosse dovuta a intossicazione alimentare: è noto che Andrea mangi 250/300 grammi di carne (di ogni tipo: rossa e bianca) a pasto, e la carne mangiata in Malesia avrebbe causato l’anomalia del dato riscontrato nel test antidoping effettuato dopo il GP a Sepang.

“Nei processi sportivi - spiega l’avvocato De Rensis - c’è l’inversione dell’onere della prova. In pratica, è l’accusato che deve esibire le prove della sua innocenza, non l’accusa che sei effettivamente colpevole. Per quanto ci riguarda, posso assicurare che Andrea ha fatto tutto ciò che poteva per dimostrare la sua innocenza”.

Adesso bisogna solo aspettare la decisione dei giudici. E se l’accusa dovesse essere confermata?

“In quel caso, si può ricorrere al TAS entro 20 giorni” spiega l’avvocato, facendo intendere che sarebbe una vera ingiustizia.

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Commenti

  • Fortu G., Roma (RM)

    Vorrei aggiungere un dato di fatto.

    In Italia esiste una normativa che prevede il controllo con il famoso "palloncino" di chiunque sia alla guida di un veicolo.

    Ora se uno ha bevuto alcolici oltre un certo limite, si procede con le sanzioni ed eventuale ritiro della patente etc etc

    Anche in questo, uno potrebbe dire, voglio fare l'esame del capello per contro verificare l'esito del "palloncino"..

    Ecco, a leggere i commenti mi sembra che stiamo a questo livello dove, il ragionamento che sembra lineare in realta' esce fuori dalle normative attuali e sono le normative attuali che vanno rispettate, non delle pseudo normative inventate man mano nei commenti per trovare una soluzione ..
  • Alessandro200958, Mogliano Veneto (TV)

    Spero che questo commento non venga bloccato perchè esprimo un concetto che da parte mia è innegabile.

    La FIM non ha perso occasione per dimostrare, per l'ennesima volta, quanto sia imbarazzante.

    Imbarazzante nella gestione del caso Marquez, imbarazzante nella totale impotenza veso le piste che hanno rifatto gli asfalti in maniera poco attenta, imbarazzante nella gestione della storia delle ali della Motogp, che in motogp sono pericolose e in SBK no visto che la Panigale R ha esattamente le ali che aveva in motogp e che erano state dichiarate pericolose...
    Ed in fine imbarazzante all'ennesima potenza nel caso Iannone, dove si cerca in tutti i modi di portare avanti una positività attraverso l'esame più banale che esiste, ovvero le urine.

    La difesa ha presentato l'esame del capello, ma dovrebbe essere proprio la FIM a farlo a fronte di una positività alle urine, e nonostante questo non si da credito a questo esame che in assoluto quello più attendibile..
    Non solo, l'accusa, nel nome della FIM, si presenta con le foto di Instagram....
    Non serve aggiungere altro, è già evidente il livello di totale approssimazione e incapacità organizzativa di un organo che si è ridicolizzato da solo negli ultimi 5 anni...
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