L'editoriale di Nico

Nico Cereghini: “Quel Locatelli di Selvino con l’Ape Cross”

- Fin da ragazzino Andrea è l’idolo del paese a 1000 metri in Val Seriana, l’anno scorso ha dominato la Supersport e ieri è salito sul suo primo podio in SBK con la R1. Ma mentre noi festeggiamo “il Loca”, ad Aragon si piange un giovanissimo pilota di 14 anni

Ciao a tutti! Che bello vedere Andrea Locatelli al primo podio della SBK. E’ un rookie sulle derivate 1000, la Yamaha se lo tiene stretto dopo il perentorio successo dell’anno scorso in Supersport con la R6, lo ha messo di fianco a Razgatlioglu. Gara 2 era iniziata come peggio non si poteva, con Gerloff autore di un’entrata folle su Toprak, il turco furibondo a terra, due R1 out alla prima curva. Ma la terza Yamaha era nelle mani giuste: quelle del Loca, in testa per metà gara.

Dicono “il pilota di Alzano Lombardo”. Ma è giusto precisare “di Selvino”. E c’è una bella differenza: tra Alzano e i 1000 metri di altitudine di Selvì (in bergamasco) c’è una strada tutta da scoprire, 17 chilometri in salita, un tratto centrale ricco di tornanti spettacolari dove ho ambientato molte delle mie prove televisive. E’ una vera meraviglia, in molti punti la provinciale 36 pare davvero una pista panoramica sulla valle Seriana: la pista che ha forgiato il Loca.

La prima volta che sentii parlare di Andrea Locatelli era una decina di anni fa; mi trovavo lassù con la troupe e una Ktm Superduke. Si faceva un pranzo veloce sulla terrazza di un ristorante, all’inizio del paese, e qualcuno mi parlò dell’idolo motociclistico locale, un pilotino che già prometteva sfracelli. “Abita duecento metri più avanti, sulla strada c’è parcheggiato il suo bolide”. Si trattava di un’Ape Cross abbondantemente modificata, l’adesivo posteriore “da grande sarò un TIR”. Non vidi il giovanissimo pilota, ma mi fu subito simpatico.

E oggi anche di più. L’ho seguito nelle sue stagioni in Moto3, ricordo nei dettagli il suo primo podio in Germania con il bagnato e il team Leopard. In squadra con lui in quel 2016 correvano Mir e Quartararo, piloti oggi protagonisti in MotoGP. Il Loca era promettente, ma per un motivo o per l’altro la sua carriera, conclusa con tre anni in Moto2, non è mai decollata.

Bello vedere che adesso ha trovato la sua strada: a ventiquattro anni è tra i migliori piloti della SBK, guida benissimo, sbaglia poco, adesso che ha trovato la strada per il podio me lo aspetto anche più consapevole e forte.

Però vedete come può essere dura la moto. Nello stesso giorno in cui festeggiamo il primo podio in SBK di Andrea Locatelli, quasi nelle stesse ore, arriva da Aragon la drammatica notizia della morte di un giovanissimo pilota andaluso. Hugo Millàn, quattordici anni soltanto, era un protagonista dell’European Talent Cup, aveva già ottenuto due pole e quattro podi: è caduto, purtroppo è stato investito da chi lo seguiva, si è arreso per le gravi ferite quando era all’ospedale.

Hugo era una promessa del motociclismo spagnolo, chissà dove sarebbe potuto arrivare. Alla famiglia e agli amici del giovanissimo pilota arrivi il nostro cordoglio più sincero. Dopo la tragedia le gare in programma sono state annullate. Nonostante tutto il lavoro che si fa nella giusta direzione, verso la sicurezza e con l’impegno di tutte la parti in causa, il nostro resta un sport pericoloso. E’ molto triste: oggi c’è chi alza la coppa felice e chi piange.

  • MAXPAYNE IT, Fusignano (RA)

    Grande nico,
    Sempre belli i tuoi racconti "storici".
    Al loca auguro un futuro radioso in sbk, sarei molto felice che divenisse la bandiera Yamaha, a me il turco proprio simpatico non sta, anche se ammetto sia bravissimo come pilota.
    Gerloff?? O si da una regolata o rimane un americano, nel vero senso della parola.
    Uno sbruffoncello dell'arrivo e spacco tutto io....
    Per iniziare ha pesantemente spaccato i maroni a tutta la yamaha!
    Il turco credo che lo avrebbe volentieri torturato, domenica!
    Ma nulla toglie che il loca è un grab pilota, manico da vendere e freddezza agonistica da veterano, spero cresca a livello dei migliori, costantemente!
    Quanto purtroppo al ragazzino spagnolo, caro nico, che devo dire...
    La moto è bellezza e disgrazia allo stesso tempo. Ci sarà sempre una parte di rischio mortale, in essa, specialmente nelle gare ad alto livello.
    E anche su strada, diciamolo tranquillamente.
    Chi corre o va in moto è ben conscio di questo.
    Condoglianze alla famiglia del ragazzino morto in pista.

    Solo quello possiamo fare, purtroppo.
    Da quando hanno. Riaperto dal lockdown , comunque, la gente per strada alla guida, è peggiorata ulteriormente, io mi son già giocato diversi jolly per colpe altrui, che sinceramente ti fan passare la voglia di girare in moto, anche perché da questi fatti ora ho abbastanza terrore nell'andare in moto. Spero che la cosa passi, perché sommi questo a fatti come quello del ragazzino morto in pista, e sinceramente per la prima volta , metto in dubbio di continuare ad andare jn moto.

    Bisognerebbe girarw solo in pista, DA SOLI!
  • billiballo, Bergamo (BG)

    piccolo appunto:la salita di selvino è lunga 10km e mezzo non 17
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