COMPARATIVA 450 Cross 2009

COMPARATIVA 450 Cross 2009
Un'incredibile sfida Europa VS Giappone per le 8 regine della MX1. Ecco chi ha vinto tra tante sorprese
5 gennaio 2009

Le Regine della MX1
La classe MX1 del Mondiale di Motocross può essere a ragione definita la MotoGP del fuoristrada. Le principali case costruttrici, giapponesi ed europee, si confrontano nella categoria fino a 450 cc, proponendo mezzi dalle soluzioni meccaniche e ciclistiche spesso molto differenti tra loro.
Le diverse filosofie progettuali si ritrovano poi nella produzione di grande serie – da cui i mezzi ufficiali non si discostano poi così tanto – ed è a loro che abbiamo riservato una delle comparative più ricche dei model year 2009.
Grazie al prezioso contributo degli amici di MotoTV (sul campo con noi, oltre al conduttore Marco Selvetti, c’erano: Davide Gozzini, Stefano Passeri, Bruno Salina, Matteo Aperio, Marco Belli e Carlo Caresana), siamo scesi in pista per valutare i pregi e i difetti delle 8 protagoniste della classe 450 marchiate 2009.
 

 

Le diverse filosofie progettuali si ritrovano poi nella produzione di grande serie – da cui i mezzi ufficiali non si discostano poi così tanto – ed è a loro che abbiamo riservato una delle comparative più ricche dei model year 2009

Da una parte abbiamo le 4 sorelle giapponesi che vedono Honda, Kawasaki e Suzuki allineate sulla scelta del telaio bi-trave in alluminio e dell’alimentazione a iniezione elettronica, mentre Yamaha resta fedele al carburatore e al telaio a doppia culla, sempre in alluminio.
Dall’altra parte le 4 europee cantano spesso fuori dal coro. Aprilia lo fa con l’innovativa bicilindrica a iniezione elettronica dotata dello splendido telaio misto in acciaio e alluminio KTM sfoggia – unica tra le 8 moto provate – l’avviamento elettrico e un’evoluta sospensione posteriore (PDS) priva di articolazione progressiva. Husqvarna è la più conservatrice del lotto e rimane fedele al telaio in acciaio e all’alimentazione a carburatore. TM infine è dotata di un pregevole telaio in alluminio a sezione perimetrale, monta le ultime evoluzioni della forcella Marzocchi USD da 50 mm e del mono Sachs Boge, ed esibisce le spettacolari finiture di foggia artigianale che l’hanno resa famosa tra gli appassionati.

Le condizioni della pista di Vercelli, allagata da una settimana di pioggia ininterrotta, hanno messo a dura prova uomini e mezzi, ma hanno anche evidenziato i pregi e i difetti delle moto testate. Su tutte è svettata la disarmante facilità di guida della Honda CRF 450R, una moto dotata di un invidiabile equilibrio tra ciclistica e motore. A ridosso della rossa si è piazzata a sorpresa la Yamaha YZ 450F: il suo progetto ha raggiunto la piena maturità, e i tanti risultati nei vari campionati lo dimostrano. Per scoprire come si sono comportate nel dettaglio tutte le regine del motocross, vi lasciamo alla lettura delle nostre impressioni. 

COMPARATIVA 450 CROSS 2009
COMPARATIVA 450 CROSS 2009



Alla fine di gennaio MotoTV (canale 237 di Sky) manderà in onda la comparativa delle 8 cross 450 con le immagini più spettacolari, commentate da Marco Selvetti, realizzate nell’inferno di fango della pista vercellese.

Aprilia MXV 450
Le condizioni della pista hanno messo a dura prova la bicilindrica di Noale. Sul circuito erano presenti 2 versioni: quella a scoppi ravvicinati (Big Bang) e la Screamer, decisamente più aggressiva. Il motore Big Bang regala sensazioni molto particolari, l’erogazione sottocoppia è infatti costante e progressiva, estremamente regolare. Ma i cavalli arrivano in alto, costringendo il pilota a far cantare parecchio il propulsore bicilindrico. Nel fango e nei canali si è dimostrata semplice da gestire, ma richiede di essere conosciuta a fondo per capire al meglio come condurla. È infatti diversa da ogni altra moto da cross provata sino ad oggi e l’approccio sulle prime può disorientare.  Quando si chiude il gas, ad esempio prima dei salti, l’Aprilia si dimostra poco intuitiva, il motore continua infatti a spingere, trasmettendo un feeling perfettibile al pilota. Dal punto di vista ciclistico, invece, il telaio è stabile, trasmette fiducia e le sospensioni lavorano in ottima armonia, denunciando solo una certa pesantezza sull’avantreno.

Honda CRF 450R
Abbiamo già provato la nuova Honda e conosciamo le sue qualità, però le condizioni della pista ci hanno consentito di apprezzare ancora di più il grande equilibrio della rossa 450, che si candida a regina della categoria per la prossima stagione agonistica. La nuova Honda non ha picchi di potenza spropositati e nemmeno un’erogazione esplosiva. Il rinnovato 450 a iniezione elettronica ora ha un crescendo elettrico che sui terreni pesanti trova la sua massima espressione. Non strappa, non tira, non stanca e alla fine ti trovi ad aver fatto la metà della fatica. Viaggiare nei canali di fango ad alta velocità è un gioco da ragazzi e la stabilità, pur considerando la leggerezza di questa moto, è da riferimento. Anche le sospensioni lavorano egregiamente e, sebbene siano lievemente morbide, trasmettono un grande senso di controllo.

Husqvarna TC 450


La moto varesina ricalca le sue tipiche linee guida: assetto stabile, posizione in sella confortevole ed erogazione blanda e corposa. Tutto ciò le dona un carattere decisamente europeo. Le moto prodotte nel nostro continente infatti non risentono delle esigenze americane dettate dal mondo del supercross e offrono propulsori gestibili, ma potenti. Husqvarna non eccelle in prontezza e reattività, ma la gestibilità dell’erogazione, unitamente al pacchetto ciclistico stabile ed intuitivo, rende questa moto un’ottima scelta, per quanto ancora oggi poco diffusa tra i piloti privati. La maneggevolezza non è il suo forte e TC 450 richiede decisione nella fase di inserimento in curva, ma poi segue la traiettoria impostata con la massima fedeltà. Le sospensioni si rivelano buone incassatrici e l’impianto frenante mostra una buona modulabilità, pur richiedendo uno sforzo leggermente superiore alla media. Migliorabile la piega del manubrio che, restando alto, non permette di caricare l’avantreno a centro curva.

Kawasaki KX 450F
Una gran moto. Sebbene l’esemplare in prova avesse qualche problema di frizione, la semplicità di guida nei tratti tortuosi e la reattività nei cambi di direzione sono pari a nessuna. Il motore 09, ora dotato di iniezione, è diventato più lineare e meno aggressivo, specialmente ai bassi regimi dove la linearità è tutto ciò che serve per eccellere sui fondi scivolosi e pesanti. È avvertibile l’entrata in coppia, ancora abbastanza decisa, ma basta selezionare un rapporto lungo per scaricare i cavalli a terra con maggiore dolcezza. Il pacchetto delle sospensioni è di ottimo livello e consente di azzardare qualche atterraggio “lungo” sui salti più impegnativi.

KTM SX-F 450
L’ammiraglia di Mattighofen non smentisce la sua fama in termini di potenza massima erogata. Il motore sornione permette di dosare bene la spinta e di scaricarla a terra dove serve. C’è una corrispondenza diretta tra manopola dell’acceleratore e ruota posteriore. Sui terreni più viscidi questa caratteristica regala un dosaggio perfetto della potenza, limitando al massimo le inutili perdite di aderenza. Il setting ciclistico ha evidenziato un certo peso sull’anteriore, dovuto probabilmente alle forcelle leggermente morbide e al mono ammortizzatore che lasciava il posteriore un po’ alto. Ad ogni modo questa KTM resta fedele a quanto già fatto vedere in passato, confermandosi una moto affidabile, easy da gestire (grazie anche all’avviamento elettrico), e valida per ogni tipo di utenza.

Suzuki RM-Z 450
È stata la pioniera nella nuova era dell’iniezione elettronica sulle moto da cross.  Fin dal sul debutto nel 2008 la gialla è stata protagonista sui campi di gara di tutto il mondo e, provandola, è facile capire il perché. Le sensazioni in sella sono quelle tipiche che si provano a cavallo di una jap: leggera, intuitiva, reattiva dove serve, anche se afflitta da un certo sottosterzo in ingresso di curva. Un difetto riconducibile agli pneumatici Bridgestone di primo equipaggiamento, dedicati ai terreni duri. Il motore è potente, corposo e pronto nella prima parte di erogazione. Al tocco del gas corrisponde una spinta moderata che permette di scaricare tutti i cavalli a terra. Per quanto riguarda il reparto ciclistico, il telaio in alluminio è un valido alleato che permette di tenere con facilità la traiettoria tra i canali, mentre le sospensioni sono settate in origine per un utilizzo abbastanza racing.

TM MX 450F
Che sorpresa! L’ultima generazione di TM prende il meglio dal passato, come la stabilità e il controllo sui tratti veloci, miscelandoli alla grande con le novità introdotte sul modello 2009. Il motore è un po’ lento a partire, ma poi si mostra molto corposo dai medi regimi in poi. Superato il primo spunto, reagisce immediatamente ai richiami del gas con una progressione che non conosce sosta.
Questa caratteristica semplifica la guida tra i canali e nel fango, in quanto la potenza erogata è in grado di tirare fuori la moto da qualsiasi situazione. Di contro, su una pista dura e secca, queste doti potrebbero essere controproducenti. MX 450 presenta un comparto sospensivo piuttosto duro e nervoso, adatto sicuramente a chi in moto possiede già padronanza e velocità.

Yamaha YZ 450F
Il modello 2009 riceve pochi, mirati interventi che colpiscono dritto il bersaglio. Il motore è stato rivisto lievemente e mantiene le sue famose doti di progressività e facilità di guida. Non eccelle nell’allungo, richiede anzi rapidamente il passaggio al rapporto superiore. Ma l’erogazione corposa e lineare lo rende gestibile e adatto anche a chi non ha una grande esperienza con i big di 450 cc. A cambiare in modo evidente è l’assetto, rivisto grazie all’adozione del nuovo leveraggio del mono ammortizzatore.
Il retrotreno è ora decisamente più alto e reattivo, e rende la moto nel complesso più bilanciata ed agile da manovrare. Non è venuta meno la proverbiale stabilità, che ora va di pari passo con una soddisfacente maneggevolezza nei cambi di direzione e nei tratti più guidati e scavati della pista.
Valido il comportamento dei freni e delle sospensioni, sebbene la forcella anteriore si mostri un po’ dura nella prima parte di escursione quando chiamata a copiare asperità pronunciate in rapida successione.

 
Aimone Dal Pozzo
Andrea Perfetti

 

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