Triumph Tracker 400 2026 TEST: la prova della nuova Flat Track per patente A2 [GALLERY]

Dal mondo delle competizioni flat track alla strada di tutti i giorni: Triumph amplia la gamma 400cc con una moto dal carattere racing e un prezzo accessibile. La Tracker 400 arriva a maggio 2026 a partire da 6.345 euro: ecco come va, i suoi pro e i suoi contro
28 marzo 2026

Il rombo delle flat track sulle piste in terra battuta, i piloti che scarrociano con il piede sinistro a sfiorare l'ovale, la polvere rossa che si alza nelle arene americane: il flat è una delle discipline più affascinanti e visivamente spettacolari del motorsport mondiale. Triumph lo conosce bene, e con la nuova Tracker 400 decide di portare quell'energia — grezza, immediata, viscerale — direttamente su asfalto.

La mossa non è casuale. Dal 2023, quando Speed 400 e Scrambler 400 X si sono palesate nel mercato, Triumph ha costruito attorno al monocilindrico TR-Series da 398cc una famiglia sempre più articolata. Prima è arrivata la Scrambler 400 XC, versione ottimizzata per il fuoristrada con dotazione adventure, poi la recentissima Thruxton 400 ha riportato in vita lo spirito café racer che ha fatto la storia del marchio.

Ora tocca alla Tracker 400 chiudere il cerchio, rivolgendosi a chi nel motociclismo cerca attitudine, personalità e una connessione diretta con il mondo delle corse. La moto sarà disponibile nelle concessionarie a maggio 2026, al prezzo di partenza di 6.345 euro franco concessionario.

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Un design che non nasconde le origini

La Tracker 400 non cerca compromessi stilistici. Ogni elemento del design racconta la stessa storia: il serbatoio dalle profonde sagomature per le ginocchia, il codino monoposto in tinta carrozzeria, il piccolo flyscreen frontale che taglia il vento senza fare concessioni al comfort. La tabella porta-numero laterale — dettaglio irrinunciabile — è un omaggio diretto ai piloti che hanno reso leggendario il flat track americano, da Scott Parker a Kenny Irwin Jr.

I cerchi ridisegnati calzano pneumatici Pirelli MT60 RS, gomme dual-purpose dalla tassellatura accentuata che sottolineano l'anima ibrida di questa Triumph: nata per la strada, ma con il cuore che batte al ritmo delle gare su terra. Il motore contribuisce all'estetica con i suoi coperchi verniciati a polvere e le alette di raffreddamento lavorate con cura, nel pieno rispetto della tradizione Modern Classic del marchio. Tre le colorazioni disponibili al lancio: Racing Yellow, Phantom Black e Aluminium Silver.

Ergonomia: come cambia

Salire in sella alla Tracker 400 significa abbandonare immediatamente alcuni dei riferimenti presi con la Speed 400 da cui deriva la piattaforma. La posizione di guida è completamente ridisegnata: il manubrio è più largo di 23mm e più basso di 134mm rispetto alla Speed 400, mentre le pedane sono arretrate di 86mm e rialzate di 27mm. Il risultato è una postura alta e dominante, schiena dritta e gomiti larghi, da autentica flat track racer.

L'altezza sella si attesta a 805mm e il peso in ordine di marcia è di 173kg, cifra ragionevole per una moto di questo tipo che promette agilità nel traffico urbano quanto in curva. Il passo è di 1371mm, geometria che punta alla maneggevolezza più che alla stabilità ad alta velocità.

Punto importante da chiarire: la Tracker 400 non è semplicemente una Speed 400 con una carena diversa. Il telaio tubolare in acciaio è stato specificamente ottimizzato per le geometrie e i carichi di questo modello, con un sottotelaio imbullonato e un forcellone bi-braccio in lega di alluminio pressofuso che aggiunge un tocco di raffinatezza al design complessivo.

All'anteriore lavora una forcella rovesciata Big Piston da 43mm con anodizzazione nera e pistoni maggiorati, che garantisce 140mm di escursione ruota — dato superiore ai 135mm della Thruxton 400, a testimonianza di una calibrazione orientata verso un utilizzo più dinamico. Al posteriore, il monoammortizzatore con serbatoio esterno offre 130mm di escursione ed è regolabile nel precarico. L'impianto frenante è di alto livello per la categoria: disco fisso da 300mm all'anteriore con pinza radiale a quattro pistoncini, disco da 230mm al posteriore con pinza flottante a singolo pistoncino, ABS di serie su entrambi gli assi.

Il motore TR-Series evoluto: +5% di potenza

Il cuore della Tracker 400 è la versione aggiornata del monocilindrico TR-Series da 398cc (alesaggio 89,0mm × corsa 64,0mm, rapporto di compressione 12:1), che in questa iterazione guadagna il 5% di potenza massima rispetto alla versione montata su Speed 400 e Scrambler 400 X/XC. Il risultato è 42 CV a 9.000 giri/min (30,89 kW), ottenuto attraverso nuovi componenti meccanici interni, un profilo dell'albero a camme rivisto e una nuova mappatura del motore.

La coppia massima è di 37,5 Nm a 7.500 giri/min, ma il dato forse più significativo per l'uso quotidiano è che l'80% della coppia è disponibile già a 3.000 giri/min: il motore è pronto, fluido, non richiede di essere girato per esprimersi. L'iniezione elettronica Bosch con ride-by-wire gestisce la risposta dell'acceleratore, mentre lo scarico con collettore a doppia parete in acciaio inox — soluzione che contiene le temperature verso il pilota migliorando la durata nel tempo — contribuisce al sound caratteristico dei motori Triumph. La trasmissione finale è a catena X-ring su cambio a sei rapporti; la frizione è multidisco a bagno d'olio, assistita e antisaltellamento.

I consumi dichiarati secondo ciclo WMTC sono di 3,6 litri per 100km, con emissioni di CO2 pari a 84g/km nel pieno rispetto della normativa Euro 5+. Il serbatoio da 13 litri garantisce un'autonomia teorica di circa 360km.

Dotazione elettronica e manutenzione

Nonostante il look retrò, la Tracker 400 integra una dotazione elettronica moderna e completa. La strumentazione combina tachimetro analogico con display LCD multifunzione; il traction control è disinseribile per chi vuole spingersi oltre; l'ABS è di serie; la frizione assistita alleggerisce il lavoro alla leva nel traffico intenso.

Sul fronte manutenzione, Triumph stabilisce un intervallo di 16.000km o 12 mesi (qualunque delle due condizioni si verifichi prima), tra i più estesi della categoria 400cc. La garanzia globale è di due anni a chilometraggio illimitato, accessori originali Triumph inclusi.

A 6.345 euro, la Tracker 400 si posiziona 250 euro al di sotto della Thruxton 400 (6.595 euro) e sopra la Speed 400, creando una gamma 400cc che ora conta cinque modelli — Speed, Scrambler 400 X, Scrambler 400 XC, Tracker e Thruxton — ciascuno con una proposta stilistica e dinamica distinta.

Nel segmento delle flat tracker stradali la concorrenza non è affollata: la Ducati Scrambler e la Royal Enfield Meteor giocano in territori limitrofi ma con DNA differente, mentre Honda e Kawasaki non offrono proposte comparabili per ispirazione stilistica. Triumph ha individuato uno spazio preciso e lo ha occupato con coerenza.

Come va

Sappiamo tutti quanto il design sia un elemento centrale dell'ecosistema moto. Bene, la Tracker 400 oltre a gratificare l'occhio, gratifica anche sotto l'aspetto del piacere di guida.

Il nuovo motore risulta più elastico e regolare rispetto all'unita equipaggiata sulle sorelle Speed e Scrambler 400. Il propulsore ha guadagnato in fluidità ai bassi giri (perdendo qualcosa in termini di reattività) e allungo. Sale regolare fino a fondo scala e l'effetto on/off è pressoché nullo. L'ultima evoluzione del monocilindrico TR Series è ben riuscita: il mono mantiene il suo carattere peperino migliorando prestazioni e piacere di guida. Pollice in su!

Azzeccata anche la posizione di guida. Siamo padroni della moto: gomiti larghi, gambe leggermente piegate e il serbatoio accoglie bene le nostre gambe. In termini assoluti la Tracker 400 è molto agile e diretta. Il misto stretto è il suo terreno di battaglia, la piccola 400 volta che è una bellezza e guai dirgli che non è capace a piegare; l'attituidine sportiva è sorprendente. Nonostante una taratura delle sospensioni morbida (specialmente del mono) e votata al comfort, a ritmi più che sostenuti, la Tracker tiene botta. Certo, un set leggermente più rigido avrebbe incrementato ulteriormente il piacere di guida, ma si sarebbe persa un po' quella versatilità che caratterizza il modello.

Parlando infatti di versatilità la Tracker ha un carattere camaleontico. Frizione morbida, cambio preciso, sella bassa, accessibile e facile, per tutti. Combinare le esigenze di un o una motociclista alle prime armi con il coinvolgimento di guida che richiede un utente più esperto è difficile, ma in questo Triumph ha fatto centro.

Cosa si può migliorare? Le leve di freno e frizione non sono regolabili, peccato. Il motore, pur essendo fluido e regolare, è pur sempre un monocilindrico: sopra i 7.000 giri/min la Tracker inizia a vibrare, in particolare sulle pedane. Ai bassi e ai medi, invece, le vibrazioni vengono ben filtrate.

Quindi vi starete domandando: la Tracker è una sportiva o una tranquillona? La palla è al centro: sportiva quando volete, tranquilla quando serve. Quello che riesce a fare molto bene è infatti accontentare un po' tutti.

Pro e contro

Pro

  • Facilità e attitudine sportiva
  • Fluidità ed elasticità motore
  • Stile

Contro

  • Leve di freno e frizione non regolabili
  • Vibrazioni sopra i 7.000 giri/min

Argomenti

Triumph Tracker 400 (2026)
Triumph

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Via R. Morandi, 27/B
20090 Segrate (MI) - Italia
02 84130994
stefano.nizzola@triumph.co.uk
https://www.triumphmotorcycles.it

  • Prezzo 6.345 €
  • Cilindrata 398 cc
  • Potenza 42 cv
  • Peso 173 kg
  • Sella 805 mm
  • Serbatoio 13 lt
Triumph

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