Pescara, inseguimento finisce in tragedia

Pescara, inseguimento finisce in tragedia
In fuga dopo l'alt dei Carabinieri, finiscono a terra; il passeggero ha purtroppo la peggio
3 luglio 2026

Ennesimo episodio con esito mortale sulle nostre strade: stavolta palcoscenico della tragedia è la regione d'Abruzzo, nelle province di Pescara e Teramo, a cavallo dei comuni di Città Sant'Angelo e Silvi.

Durante una normale attività di controllo della circolazione, un TMax con a bordo due persone non ha rispettato l'alt dei Carabinieri e si è dato alla fuga lungo la statale 16: prontamente inseguito dagli agenti, lo scooter ha terminato la sua corsa contro una Gazzella di supporto, giunta sul luogo per dare un supporto ai colleghi.

L'impatto, molto violento, non ha lasciato scampo al passeggero del veicolo a due ruote.  

Secondo una prima ricostruzione dell'incidente, intorno alle 20 una pattuglia del Radiomobile dei carabinieri di Montesilvano avrebbe intercettato lo scooter con a bordo due persone che procedeva ad alta velocità in direzione Silvi Marina, sul tratto costiero; il guidatore non si è fermato all'alt dei Carabinieri dandosi alla fuga e dopo aver percorso diversi tratti di strada ad alta velocità, avrebbe effettuato un’inversione di marcia in prossimità della zona “Expo 2000” di Silvi Marina, imboccando una rotatoria per tornare in direzione Montesilvano.

In quel punto si è trovato davanti l'auto dei Carabinieri, contro cui si sarebbe schiantato: l'impatto frontale è stato inevitabile e violentissimo; il passeggero è stato sbalzato dallo scooter e si sono rivelati inutili tutti i tentativi di rianimazione messi in campo dai sanitari del 118 giunti sul posto con l’ambulanza medicalizzata.

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Ai Carabinieri è bastato poco per identificare la vittima: si tratta di  Massimo Ciarelli, un 43enne pregiudicato e già condannato per l'omicidio dell'ultrà pescarese Domenico Rigante, avvenuto nel 2012, delitto per il quale era stato condannato a trenta anni di carcere.

La condanna era poi stata ridotta a 17 anni dopo l'annullamento dell'aggravante della premeditazione da parte della Cassazione e la successiva rimodulazione della pena, nel 2017, da parte della Corte d'assise d'appello di Perugia; nel 2025, Ciarelli aveva ottenuto la semilibertà e di sera doveva rientrare in carcere. 

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