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Origini impensabili di storici marchi motociclistici

- Diverse aziende erano attive in settori differenti, magari fabbricavano armi, prima di dedicarsi alle moto. Questa volta parliamo di BSA, Husqvarna, CZ...
Origini impensabili di storici marchi motociclistici

Storicamente quello delle armi è sempre stato un settore molto avanzato dal punto di vista tecnologico. La metallurgia e le lavorazioni meccaniche, con i relativi macchinari necessari per effettuarle, sono sempre stati di prim’ordine.
La cosa è stata resa possibile dalle grandi cifre che nel corso del tempo i vari Stati hanno destinato alle industrie che operavano in questo campo. Al miglioramento degli armamenti è sempre stata data la priorità assoluta.
Alcune di queste aziende hanno però pensato di differenziare la loro attività, destinando parte delle loro risorse tecniche e produttive al mondo delle due ruote, nei periodi nei quali quest’ultimo era in forte sviluppo. Gli esempi di case motociclistiche nate in questo modo e divenute in seguito famose non mancano.


 

L’inglese BSA è stata a lungo una delle più importanti realtà del nostro settore. L’acronimo sta per Birmingham Small Arms, e infatti questa azienda costruiva fucili e cannoni di piccolo calibro per l’esercito inglese

L’inglese BSA è stata a lungo una delle più importanti realtà del nostro settore. L’acronimo sta per Birmingham Small Arms, e infatti questa azienda costruiva fucili e cannoni di piccolo calibro per l’esercito inglese prima di passare alla produzione di biciclette. Nel 1911 ha cominciato infine a costruire moto.
Negli anni Trenta del XX secolo la BSA era diventata una delle più grandi case motociclistiche del mondo. Dopo la seconda guerra mondiale, mentre proseguiva la fabbricazione delle rinomate monocilindriche (tra cui le sportivissime Gold Star, diventate in seguito leggendarie), questa azienda ha iniziato la produzione di ottime bicilindriche parallele, dapprima di 500 e in seguito anche di 650 cm3. Larghi numero di queste moto sono stati esportati negli USA. Anche in diverse nazioni europee le BSA hanno comunque avuto una buona diffusione.

Nei primi anni Sessanta l’azienda è passata con decisione al cambio in blocco, adottandolo sia per le bicilindriche, debitamente rivisitate, che per le monocilindriche della nuova generazione. Tra queste ultime particolarmente famoso è rimasto il modello Victor, la cui versione da cross ha conquistato il mondiale 500 nel 1964 e '65. In seguito è iniziata una grave crisi e anche la comparsa della nuova tricilindrica Rocket 3 non è riuscita ad arrestare il graduale declino, culminato nel 1973 con la cessazione della attività produttiva.

 

Pure la FN di Herstal, in Belgio, era una famosa fabbrica di armi. Il suo ingresso nel mondo delle moto è avvenuto nel 1901.
A lei si devono le prime quadricilindriche in linea longitudinale costruite in serie. A partire dal 1904 i modelli con questo tipo di motore si sono succeduti, diventando il punto di forza della gamma della casa.
Un’altra soluzione tipica delle FN è stata a lungo la trasmissione finale ad albero, utilizzata anche sulle monocilindriche. La produzione delle moto a quattro cilindri è terminata nel 1926. In seguito per lungo tempo questa casa ha legato il suo nome a valide moto con motore monocilindrico con distribuzione sia valvole laterali che ad aste e bilancieri.
Nel 1958 una FN 500 si è imposta nel mondiale di cross (il campionato era stato istituito dalla FIM l’anno precedente). L’azienda ha terminato la produzione di moto nel 1965.

 

Per diverso tempo la CZ ha costruito moto da Gran Premio con motori a quattro tempi. Questa monocilindrica con distribuzione bialbero dalla meccanica particolarmente raffinata (ben sette ingranaggi conici nel comando della distribuzione!) è stata costruita nei primi anni Sessanta in versioni sia di 125 che di 250 cm3
Per diverso tempo la CZ ha costruito moto da Gran Premio con motori a quattro tempi. Questa monocilindrica con distribuzione bialbero dalla meccanica particolarmente raffinata (ben sette ingranaggi conici nel comando della distribuzione!) è stata costruita nei primi anni Sessanta in versioni sia di 125 che di 250 cm3

Un’altra grande casa motociclistica nata perché una industria che fabbricava armi ha voluto espandere il suo campo di azione ad altri settori è la cecoslovacca CZ, che nel 1919 faceva parte del gruppo industriale Skoda, come “Fabbrica di armi della Boemia del sud”. La produzione di moto è iniziata nel 1932.
Poco dopo la seconda guerra mondiale è avvenuta la fusione con la Jawa. Dopo avere realizzato raffinate moto a quattro tempi destinate alle gare di velocità, la CZ ha concentrato le sue attenzioni sui motori a due tempi e sulle competizioni di regolarità e di cross, specialità nella quale ha ottenuto diversi titoli mondiali. Tra di essi spiccano quelli della classe 500 conquistati nel 1966, '67 e '68.

 

Pure la Husqvarna ha iniziato l’attività producendo armi; già nel lontano 1689 infatti fabbricava fucili. Nella seconda metà del XIX secolo ha cominciato a costruire macchine per cucire, dispositivi elettrici e quindi biciclette.
Questo gruppo industriale ha preso il nome da quello della cittadina del Sud della Svezia ove è nato. La prima moto di sua fabbricazione è comparsa nel 1903.
Negli anni Trenta la Husqvarna, in aggiunta a vari modelli di serie di ottima fattura, ha anche costruito una bella bicilindrica da Gran Premio di 500 cm3 con motore bicilindrico a V di 50° e distribuzione ad aste e bilancieri, erogante oltre 40 CV a circa 7000 giri/min. Dopo la seconda guerra mondiale, oltre alle normali moto stradali la casa ha iniziato a produrre anche versioni di impostazione sempre più accentuatamente fuoristradistica.

La Husqvarna ha preso parte ai primi campionati mondiali di cross per quattro anni, imponendosi nel 1960, 1962 e 1963 con una eccellente monocilindrica a quattro tempi di 500 cm3. Dopo un periodo di assenza, la casa è tornata alle gare, ma con moto a due tempi. Spiccano le vittorie nella classe 500 ottenute nel 1969, 1970 e 1974.
La Husqvarna, oggi è di proprietà della KTM e costruisce eccellenti moto da fuoristrada e supermotard.

 

 

  • VentoInFaccia, Sesto Calende (VA)

    Vista la comune origine bellicosa di molti marchi, ecco spiegato il detto "andare a cannone".
    Vabbe', stamo a scherza'.
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