l'editoriale di nico

Nico Cereghini: "Oggi parlo del motociclista di ritorno"

- In tanti avete mollato la moto anni fa per paura o problemi familiari, e ora vorreste tornare in sella. Anche a me è successo - ma con le corse - di aver paura e di dover dire basta | di N. Cereghini
Nico Cereghini: Oggi parlo del motociclista di ritorno


Ciao a tutti.

Oggi voglio parlare del motociclista di ritorno. Ne conosco diversi che, dopo aver rinunciato per anni alla moto, a un certo punto si scaldano e non ce la fanno più.
E mi chiedono: “quale moto consigli per uno come me che è fermo a venti anni fa? Mi ha ripreso la voglia!”.
E di solito indico una media cilindrata di quelle facili, versatile e non troppo costosa, che se l’amico dovesse cambiare idea, e scoprirsi inadeguato, potrà rivendere facilmente e pazienza.

Ma non si pentono. Come si fa a pentirsi di aver ritrovato la felicità? Magari si erano staccati dalla moto per far piacere alla compagna, motivazione che si può anche non condividere ma è diffusa; oppure perché sentivano molto la responsabilità dei figli, o di un lavoro importante, o di tutte le cose insieme. Si capisce: il timore di farsi male e doversi fermare per un po’. Ma col tempo di solito emerge la nostalgia, e a vedere quei gruppi di motociclisti che scorazzano sulle strade a primavera, è difficile restare indifferenti se il fuoco ti brucia dentro.

Ma c’è anche il caso che dalla moto ci si sia staccati per paura. Succede. Ne conosco diversi. Una motivazione irrazionale e per questo più insidiosa. Guardate che non è tanto raro incontrare dei motociclisti che convivono con l’insicurezza. Hanno voglia, passione, ma non riescono a dare del tu alla loro motocicletta. Ne hanno un po’ paura. In questo caso c’è soltanto un consiglio che si può dare: aspetta, lascia passare il tempo, non forzare le cose. Poi di solito passa.

A me è successo tanti anni fa. Correvo in 500, terza stagione con la Suzuki RG, ed ero bloccato. Avevo dei problemi personali, era un periodo difficile, e fin dalle prime gare mi ritrovai incapace di fare i tempi dell’anno prima. Mi sforzavo, ma niente, quel secondo (spesso anche due) non lo toglievo. Poi Imola. Fin dalle prove una bestia. Di traverso ad ogni curva. Partenza dalla prima fila con Lucchinelli , Rossi (Graziano) e Ferrari. Ago e Roberts in seconda fila.
Asfalto umido perché aveva piovuto. Parto come una scheggia che non mi succedeva mai, Roberts prova a passarmi al curvone del Tamburello e io non mollo, resto con i primi per cinque giri, ogni staccata a saltare, ogni uscita di curva con la Suzuki di traverso.

Poi di colpo mi sorprendo a pensare: non ero io quando andavo così piano, ma non lo sono nemmeno ora che vado così forte, e prendendo questi rischi. Mi è venuta paura. Mi sono fermato al box e ho detto basta, smetto di correre. I fratelli Sacchi mi hanno detto va bene, del resto eravamo un po’ stanchi. Magari mi ammazzavo.
 

  • cielle, Savona (SV)

    una lunga strada

    Ho cominciato a girare a 10 anni con una vespa 125, quella col faro basso.Giri di poche centinaia di metri... A 14 anni ho comperato un Motom usatissimo,di quelli con il cambio a bacchetta, e l'ho modificato,riverniciato,smontato e alla fine distrutto.I miei non lo sapevano. A 16 anni,usato, uno Stornello sport della Guzzi! E ho continuato,lottando con il portafoglio.Non sono mai riuscito a tenere una moto (per me significativa) a dormire in garage: le ho sempre vendute per comperare la successiva. Quando ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia mogle giravo con un Falcone sport (quello con il volano-affettatrice) Mi ha poi detto che le sembravo un tipo strano,ma le ho attaccato la "malattia".Gli anni sono passati, mi sono sposato ed ho avuto una figlia.Sono stati anni in cui giravo con una Vespa 50 ma ATTENZIONE: stavo restaurando una Guzzi 500 GTV del 1948. Ho venduto anche quella : quando ci penso,mi prenderei a schiaffi. Ho passato anni senza moto,anche se ho sempre avuto scooter,ma quelli non sono moto,sono elettrodomestici come le auto. Da diversi anni sono risalito in moto e,dopo 4 BMW, sono arrivato alla mia ottava Guzzi, una Norge. Sono diventato nonno,e penso con tristezza al momento in cui non riuscirò più a reggere il peso di una moto così. Allora sarà il momento di rimettere in marcia i miei 4 Motom,che negli hanni ho cercato,smontato, restaurato e che(questi sì) dormono in garage e non venderò MAI!
  • moro68, Monsummano Terme (PT)

    passione di ritorno

    Io la definirei cosi' ... dopo un digiuno " forzato " durato circa 14 anni ho ricominciato a vivere la mia passione a 42 anni ... quanto patire a vedere gli altri che passavano con le loro gioie a due ruote ..
    Ho dovuto rinunciare alla mia passione a suo tempo forzatamente , poiche' ,complice una tassa assurda che ai primi anni '90 taglio' per cosi' dire le gambe a molti amici motociclisti... Sto' parlando aime' di quell'infelice tassa di lusso una tantum introdotta dal governo Amato che incostituzionalmente , specie a noi motociclisti della toscana fece passare la voglia di andare in moto per lungo tempo . Poi gli impegni familiari e di lavoro fecero il resto........
    Adesso pero' che ho la possibilita' di risalire in sella sono tornato ad apprezzare quelle belle sensazioni che solo le due ruote sanno trasmettere ........ W la MOTO.......
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