Iniziativa

Moto Guzzi V7 II Birone, da IED Milano (video)

- Ecco il primo di quattro progetti sviluppati sulla base della Moto Guzzi V7 II dagli studenti dello IED di Milano. Un'iniziativa di Moto.it e della Casa di Mandello che coinvolge un gruppo di tesisti. Il primo concept si chiama Birone

Dopo i primi briefing, le discussioni e la selezione di quattro gruppi di lavoro, eccoci alla presentazione dei progetti che gli studenti del terzo anno dell'Istituto Europeo di Design di Milano, seguiti dal professor Sergio Mori, hanno elaborato attorno al tema Moto Guzzi V7 II.
Si tratta di quattro tesi di laurea dedicate alla rivisitazione, elaborazione, customizzazione o creazione di kit della classica di Mandello. Questa è stata l'indicazione data da Moto Guzzi che ha aderito entusiasticamente alla nostra iniziativa e ha fornito la moto sulla quale lavorare materialmente. L'imput iniziale è stato dato da Luca Sacchi, responsabile innovazione strategica e marketing di prodotto del Gruppo Piaggio, mentre l'elaborazione delle idee ha visto coinvolto Mario Garibaldi, product manager marketing e prodotto Moto Guzzi.
La V7, presentata alla fine dell'anno scorso nella nuova edizione “II”, sta cogliendo buoni risultati di vendita e ha avviato un programma di personalizzazione curato dalla stessa Moto Guzzi.

Il primo dei quattro progetti che vi presentiamo è stato realizzato da Pietro Fiori, Camilla Pelegatta e Guglielmo Urso e si tratta di una customizzazione in chiave Cafè Racer della V7 II.

Le linee guida del progetto sono state messe a punto dopo avere studiato la storia di Guzzi, quella del fenomeno café racer, le moto concorrenti e il target di riferimento. La riconoscibilità, il passato glorioso e le forme del motore a V di 90° sono stati i valori di riferimento Guzzi messi in evidenza. Ispirati dalla scuola Cefé racer sono invece un certo sbilanciamento dei pesi, l'unione di componenti moderne e rétro, l'assetto di guida allungato, la sella monoposto.
Fra le moto concorrenti della V7 II, il cerchio si è ristretto alla Triumph Bonnevile (un suo punto di forza è la tecnologia in forme classiche), Ducati Scrambler (che ha colpito per i contrasti estetici e l'unione tra forme analogiche e contenuti digitali), e la BMW R nineT che ha svettato per l'aria muscolosa e massiccia.

Più in generale, le tendenze nel design attuale parlano di semplicità, geometrie nette, design per riduzione. Funzionalità che significa stile e fusione delle componenti, mentre le nuove tecnologie evolvono l'artigianalità attraverso i modelli e la stampa 3D, il taglio laser.
Per tutti questi motivi il concept Birone ha puntato a una moto sempre protetta dai furti, unica e personalizzabile, che dia senso di appartenenza e che sia sempre pronta a partire. Aggressiva, dinamica.
La scelta dei materiali utilizzati riguarda perciò metallo e pelle di aspetto vissuti, personalizzabili nelle finiture superficiali oltre che nelle colorazioni.

Il concept Birone modifica radicalmente la V7 II di serie con interventi che riguardano la parte anteriore, quella centrale e la posteriore.
Alla forcella è unito un dispositivo che è elemento di design e cela un sistema antifurto meccanico per impedire la rotazione della ruota.
La parte alta è un insieme biomeccanico e ricorda gli elmi dei guerrieri romani. Un aspetto robusto che è una rivisitazione del cavallo per gli antichi cavalieri.

Gli indicatori di direzione si trovano alle estremità anteriore e posteriore dei semi manubri e la strumentazione è analogica ma con elementi formali digitali. Inoltre integra il comando start & stop del motore. Vengono impiegati materiali in apparenza grezzi, quasi rovinati per dare l'idea del vissuto, ma di valore.
Il serbatoio Guzzi, con la vista laterale che ricorda un muscolo in tensione, è stato ridisegnato accentuando la mascolinità ed estremizzando le sue linee muscolari. E' idealmente diviso in due parti, scocca superiore e inferiore, che possono essere personalizzate nelle finiture come nei colori.
La zona centrale è dominata dalla sella che pare un mantello in balia del vento: è una sottile struttura metallica rivestita da cuoio invecchiato per ricordare le selle da cavallerizzo, e ingloba la luce e lo stop posteriori. La postura è diventata ancora più allungata, sportiva come su una classica café racer. Sotto la seduta, la centralina che gestisce il motore è coperta da una custodia: anch'essa personalizzabile.

Un supporto “di servizio” è un sito web dedicato. Nel quale si può comporre la propria moto avendo un'ampia scelta di materiali, colori e nel quale si possono abbinare kit e vedere che cosa hanno fatto gli altri utenti. Come in un blog.
Grazie alla tecnologia di testurizzazione laser è possibile riprodurre infiniti disegni 2D su qualsiasi materiale, per avere superfici rifinite con aspetto tattile differente e avere diversi riflessi alla luce. 

  • SpecialDesmo, Genova (GE)

    complimenti per la scelta dell'argomento e per il concept.
    in attesa di vedere il progetto, vorrei proporre alcune possibili variant che potrebbero costituire dei kit successivi:
    manubrio flat track e versione "rain", per coloro che sulle strade bagnate vogliano scegliere di non lavarsi la schiena come sulle Buell, aggiungendo un parafango in alluminio che richiami il serbatoio.
    grazie, in gamba!
  • Fulvietto69, Stra (VE)

    solite cose....acqua calda
    cmq meglio interessarsene che non farlo.
    Avanti tutta e soprattutto maggior originalità, grazie
Inserisci il tuo commento