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Moto d’epoca, guida alla vendita

- Dopo i consigli su come procedere all’acquisto di una vecchietta, ecco alcune dritte utili a trovare alla svelta un nuovo padrone alla nostra 2 ruote
La passione per le moto d’epoca, si sa, è una brutta bestia. Si trascorrono notti insonni alla ricerca del “giocattolo” (tanto desiderato quando si era sbarbati e squattrinati), si passano in rassegna centinaia di annunci. E le notti si moltiplicano a dismisura quando l’amata entra nel nostro box, mandando su tutte le furie l’altra amata, quella in carne e ossa. Poi l’incantesimo si rompe e, dopo averle dato nuovo splendore, decidiamo di vendere la nostra moto. Ché l’appetito vien mangiando. E ora, ad ingolosirci, è un altro piatto. In soccorso arrivano le regolette d’oro di Paolo Sala. Non sono il Vangelo, ma ci possono aiutare a non cadere in errori banali, utili solo a far scappare a gambe levate il compratore. Altre indicazioni preziose possono venire da voi lettori, dalla vostra esperienza diretta. Proprio com’è accaduto nella Guida all’acquisto. A.P. Addio piccola di Paolo Sala Anni fa, da ragazzini discoli, facevamo uno scherzo pubblicando un annuncio farlocco su una nota rivista di inserzioni gratuite: mettevamo in vendita un oggetto ad un prezzo molto basso. Così il malcapitato, oggetto dello scherzo, riceveva telefonate giorno e notte da parte di persone che intendevano passare immediatamente per concludere l’affare. Beata gioventù. Ma la vendita di una moto d’epoca non è una cosa semplice. Anzi io trovo sia molto più facile comprare bene che vendere bene. Per comprare bene è sufficiente avere pazienza e non farsi prendere dall’entusiasmo e prima o poi salta fuori il pezzo che desideriamo al prezzo adeguato. Nella vendita la concorrenza è tanta e spesso ad un prezzo più conveniente di quanto non desideriamo realizzare. A ciò si aggiunga che nel mondo delle moto d’epoca non esistono listini di vendita certi. Diamoci delle regole semplici per impostare la nostra vendita e probabilmente riusciremo nel nostro intento. Primo: guardiamo bene l’oggetto che abbiamo intenzione di mettere in vetrina e facciamoci una semplice domanda: ”Ma io, quel rottame lì, lo comprerei? E nel caso, quando sarei disposto ad offrire per tale ammasso di ossido?”. Secondo: facciamo scorrere annunci simili, possibilmente corredati dalla fotografia, e facciamo un raffronto. Poi compiliamo l’annuncio, con dovizia di particolari sullo stato di conservazione della moto. Il prezzo dev’essere sempre trattabile. Non in modo scandaloso, altrimenti mancheremmo di serietà. Una moto d’epoca è un gioco e parte del gioco è trattare il prezzo, al famoso contentino è stato dato questo termine mica per nulla. Terzo: siate i più esaurienti possibili nella descrizione dell’oggetto, ma non dilungatevi in chiacchiere inutili. Il lettore ha anche altri annunci da far scorrere. Quarto: corredate l’annuncio con una o più fotografie. Valgono più di mille parole. Che siano recenti e di buona qualità (se non abbiamo la macchinetta digitale, facciamocela prestare). Quinto: non disperate se nel giro di un giorno non chiama nessuno. Stiamo parlando di giocattoli, non di cose indispensabili e, con l’avvento dell’Euro, tutto si è raddoppiato tranne gli stipendi. Sesto: se non chiama nessuno nel giro di una settimana state pur certi che i casi sono due. Avete per le mani un oggetto che non interessa oppure siete stati troppo esosi nella richiesta. Settimo: nel caso riceviate la chiamata di uno o più interessati, trattateli tutti come se fossero il primo che telefona. Ricordatevi una cosa, un appuntamento fissato non significa che la vendita è finita, per cui adottate l’art. quinto: ”Chi ha in mano i soldi ha vinto”. Della serie il primo che paga se ne va con l’oggetto e la vendita si considera conclusa solo in quel momento. Ne ho vista parecchia di gente che andava dicendo “L’ho venduta”. E hanno il catramane ancora lì in garage. Ottavo: la moto deve essere presentabile. Sporca e trascurata fa cadere il prezzo vertiginosamente. Ricordatevi come vi preparavate per i primi appuntamenti dalla vostra fidanzata, belli eleganti e profumati. Il seguito poi lascia a desiderare, ma questo si sa, un uomo per continuare a piacere ha da puzzà, non così le moto d’epoca. Nono: mettete nel serbatoio benzina fresca e fate in modo che funzioni e che si avvii al primo colpo. Sentire il rumore del motore fa aprire il portafoglio come una chiave la sua serratura. Decimo: siate sinceri, le bugie hanno le gambe corte e in un mondo piccolo come quello delle due ruote si rischia di diventare famosi anche troppo in fretta. E come mi disse un mio cliente di Parigi: ”Non dire mai che a Parigi tutti ti conosco, non sta bene”. Bello fare il professore e salire in cattedra, ma ho qui il Fantic da vendere. E’ mezzo smontato, l’ho presentato lavato approssimativamente e sono riuscito a farmi soffiare per questo anche l’unico possibile cliente. Forse è meglio così, almeno posso dire a mia moglie che nessuno vuole la mia motoretta adorata e mi tengo il giocattolo senza troppi patemi.
  • pippo200816, palermo (PA)

    la moto d'epoca

    sono un professionista in materia, una volta restaurata ci va data la vita (deve essere usata)
  • dustin02, Treviso (TV)

    GUERDA CON CHI TRATTI E SAPRAI COSA VENDE....

    CIAO, HO QUARANT'ANNI E NON MI E' ANCORA PASSATA LA "MALATTIA" DELLE MOTO, SOPRATTUTTO QUELLE DEGLI ANNI'60'70,HO AVUTO SPESSO MODO DI VENDERE E ACQUISTARE(ULTIMA UNA R80G/S '82)HO SEMPRE AGITO CON PAZIENZA E OCULATEZZA IN AMBO I CASI,LA TRASPARENZA E' LA COSA PIU' REDITIZIA IN TERMINI DI RAPPORTI UMANI(HO SEMPRE TROVATO UN AMICO IN OGNI MOTO COMPRATA O VENDUTA) CENTO EURO PIU'0 MENO SPERO NON CAMBINO A NESSUNO,CIO' CHE CONTA E' CONTRIBUIRE A CREARE IN QUESTO MONDO DI APPASSIONATI UN CLIMA DI FIDUCIA E COLLABORAZIONE.
    COMUNQUE PENSO, E POCHE VOLTE MI SON SBAGLIATO, LE PERSONE NEL LORO ESSERE RISPECCHIANO IL MODO CON IL CUALE CONSERVANO E TRATTANO LE LORO COSE..
    GRAZIE.
    NICOLA
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