Mobilità urbana: un trasferimento del 10% dalle auto su moto/scooter vale -40% di congestione

Mobilità urbana: un trasferimento del 10% dalle auto su moto/scooter vale -40% di congestione
L'Associazione Europea dei Produttori di Motociclette pubblica la guida pratica destinata alle autorità locali per integrare motociclette, motorini, tricicli e quadricicli nei Piani di Mobilità Urbana Sostenibile (SUMP) a prova di futuro
5 giugno 2026

I numeri sono importanti: 40 milioni di veicoli di categoria L circolano in Europa e 6,4 milioni di persone li utilizzano ogni giorno per i propri spostamenti. Eppure, nonostante siano sempre più presenti nella quotidianità delle città europee, nella maggior parte della pianificazione della mobilità questi veicoli non sono ancora considerati come una modalità strategica: privi di un ruolo definito, di un obiettivo misurabile o persino di uno spazio nel dibattito pubblico.

Le evidenze rendono chiare le opportunità che offrono i veicoli a due ruote. Su tutto spicca la rilevanza che un trasferimento del 10% dalle auto ai veicoli L potrebbe ridurre la congestione di quasi il 40%, a beneficio di tutti gli utenti della strada. Successivamente si rileva che quattro motociclette occupano lo spazio di un singolo posto auto, liberando spazio per pedoni, attività commerciali e spazi verdi. Infine, uno spostamento del 5% dei pendolari dalle auto nell'UE taglierebbe le emissioni di CO₂ di 2,6 milioni di tonnellate all'anno.

Le linee guida arrivano in un momento cruciale per la politica europea dei trasporti urbani. Entro la fine del 2027, le 431 città designate come nodi urbani secondo il Regolamento TEN-T rivisto sulla Rete Transeuropea dei Trasporti dovranno adottare un SUMP e iniziare a riportare indicatori standardizzati di mobilità urbana alla Commissione Europea. I quadri di riferimento stesi oggi definiranno la mobilità delle città europee per il decennio a venire, rendendo essenziale non escludere nessuna modalità rilevante.

“Sta crescendo il riconoscimento che i veicoli di categoria L avranno un ruolo significativo nel futuro della mobilità urbana" dichiara Antonio Perlot, Segretario Generale di ACEM. "Ciò che vogliamo ottenere con queste linee guida è aiutare i responsabili politici e le città a tradurre questo riconoscimento in azione, integrando motociclette, motorini, tricicli e quadricicli nella loro pianificazione della mobilità come modalità distinta e strategica”.

Perlot aggiunge: "Questo documento chiede una cooperazione più stretta tra autorità pubbliche e produttori di veicoli, che aprirebbe opportunità innovative per rendere le città europee più efficienti, più vivibili e più sostenibili, nell'interesse non solo dei loro utenti, ma della società più ampia. Le città del futuro vengono progettate ora. La domanda non è più se i veicoli di categoria L appartengano a quel design, ma quanto si possa perdere lasciandoli fuori".

La nuova guida offre raccomandazioni basate su evidenze scientifiche in tre ambiti d'azione interconnessi: mobilità, sicurezza e ambiente. Gli obiettivi sono sfruttare i veicoli di categoria L per rendere la mobilità urbana e la piccola logistica più efficiente, flessibile e attenta allo spazio, Riconoscere i guidatori come utenti vulnerabili della strada e implementare strategie di protezione e supportare la transizione verso un trasporto urbano a basse emissioni.

Il documento è scaricabile da questo link include le misure politiche concrete, organizzate per priorità, che le città possono attuare senza grandi investimenti infrastrutturali.

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