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Marco Melandri: "Sarei potuto tornare in Superbike già a gennaio"

- La dichiarazione choc, ieri sera durante la diretta Instagram di Moto.it con Moreno Pisto e Alberto Capra

“Sarei potuto tornare in Superbike già a gennaio. Sono stato cercato e sono tutt’ora contattato per provare moto anche competitive”. Un passaggio nel bel mezzo di una discussione leggera che, però, non è sfuggito ai più attenti. E ai più romantici.

Erano i primi di luglio del 2019, infatti, quando Marco Melandri, con la voce spezzata dall’emozione, aveva annunciato la sua intenzione di chiudere con le corse di moto: “Come in tutte le favole deve esserci una fine”. Una favola, la sua, iniziata con le biciclette, poi l’incontro con le minimoto a otto anni e, nel 1997, un primo affaccio al Motomondiale, nell’allora classe 125, a soli 15 anni.

Il resto è scritto nella storia del motorsport italiano, con una carriera caratterizzata da grandi picchi, come la vittoria del Mondiale 250 nel 2002, e da altrettanto grandi delusioni. Restando, però, per quel suo carattere verace da romagnolo puro, sempre nel cuore dei suoi tifosi e degli sportivi in genere. Anche quando il palcoscenico non è più stato quello della MotoGP, ma del mondiale di Superbike, con Melandri che ha chiuso gli ultimi tre campionati al quarto e quinto posto, in sella alla Ducati, e al nono posto, lo scorso anno, in sella alla Yamaha del team GRT.

Tre stagioni che gli hanno permesso di assestarsi saldamente in testa alla speciale classifica dei piloti italiani con il maggior numero di vittorie in SBK. Poi la decisione già anticipata a luglio, e quella frase ripetuta in conferenza stampa: “Come in tutte le favole, deve esserci una fine”.

Una frase che non ha lasciato spazio a interpretazioni, ma che sembra non tener conto, almeno nelle speranze di chi ha sempre amato l’istrionico pilota, del fatto che qualche fiaba ha pure un seguito. Una seconda puntata.

Proviamo a fantasticare...

Potrebbe succedere anche per la fiaba del Macho? Ipotizzarlo è certamente suggestivo ed è bastato un passaggio nella nostra diretta di ieri sera per risvegliare i sogni dei suoi tifosi. Melandri, a dire il vero, è stato molto chiaro: “Quando hai chiuso hai chiuso. Anche con la Energica ho solo voluto provare”. Ma sognare non costa niente, soprattutto in questi giorni di isolamento più o meno parziale a cui tutti siamo costretti. Così, visto che di tempo dovremmo averne, proviamo ad azzardare un gioco. Una sorta di fantamotorsport con le ipotesi più suggestive.

Già nel recente passato c’è stato chi avrebbe voluto Melandri sull’Aprilia GP in attesa del rientro di Andrea Iannone. Ma lasciando stare l’impossibile, ed escludendo l’ipotesi MotoE a cui lo stesso Melandri ha detto di non ambire, quale potrebbe essere, per voi lettori, il team ideale per Marco Melandri?

E la moto più adatta al suo stile di guida e alle sue caratteristiche fisiche?

Oppure, ipotizzando un ritorno nel Mondiale Superbike, dovrà essere necessariamente come pilota, o magari la sua esperienza potrebbe tornare utile in un qualche altro ruolo all’interno di un team?

  • francescopd, Padova (PD)

    Tornare in gara per fare esattamente cosa?????
    Certo sempre meglio che lavorare.
  • MAXPAYNE IT, Fusignano (RA)

    Non vedo nulla di cosi' scioccante nelle dichiarazioni di marco.
    Ha fatto una scelta,anche se sono convinto che come tutti gli appassionati ,prima ancora che piloti,il fuoco della moto non si spegnera' mai,in marco.
    Per questo ha riportato quella frase,capibile anche da chi l'ha cercato per rimetterlo in sella,fra l'altro.
    Io comunque condivido la scelta di marco,ha una bella famiglia,una moglie stra gnocca e una bellissima figlia.
    Rischiare la pelle ogni minuto ,a 300 e passa orari,non e' cosa semplice,con gli affetti che hai a casa.
    Inoltre,probabilmente e' arrivato in quella fase dove e' a posto ,con lui stesso e con gli altri,e vuole godersi la famiglia.
    E' da criticare uno che fa una scelta del genere?
    NO,assolutamente.
    Chi lo fa' non ha famiglia,o se ha famiglia la considera poco,meno della sua passione,che vuol dire considerarla poco.
    Probabilmente marco non abbandonera' completamente il mondo moto.
    Magari lo vedremo collaudatore o tester d'eccellenza,ma non girera' certamente solo in bici.
    Anzi gli auguro ogni bene con la sua famiglia,e che se ne sbatta di questi pagliacci da bar che sanno solo infamarlo,seduti sul divano di casa,dove il rischio piu' grande e' quello di scivolare andando a prendersi una birra,e la capacita' piu' grande che hanno e' quella di regolare il volume dal telecomando,senza peraltro andarselo a prendere dal mobiletto.
    Ridicoli ieri,oggi e sempre,sono questi personaggi da zelig.....
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