Il prossimo effetto della guerra in Iran sarà farci andare al massimo a 120 km/h

Il prossimo effetto della guerra in Iran sarà farci andare al massimo a 120 km/h
Torneremo al 1973 quando in Italia si sperimentò la riduzione del limite di velocità per bruciare meno carburante. Non si tratta di un'ipotesi buttata a caso, ma già di una proposta dell'Agenzia Internazionale dell'Energia per arginare la più grave crisi energetica di sempre
14 aprile 2026

Da quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran poco più di un mese fa, i prezzi di petrolio e gas sono saliti fino al 70%. Tutti abbiamo imparato perché questi trenta chilometri appena di acqua nel Golfo Persico noto come Stretto di Hormuz è considerato tanto strategico. La cruna di un ago attraverso cui passa un quinto dell'intera fornitura mondiale di petrolio. E poi c'è il gas, per quella che il direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Fatih Birol ha dichiarato al settimanale tedesco Der Spiegel essere "la più grande crisi energetica della storia", con interruzioni nelle forniture che superano quelle di tutte le crisi precedenti messe insieme. Ha anche fissato una scadenza: se la produzione di gasolio non si riprende rapidamente, alcuni Paesi europei potrebbero trovarsi in difficoltà già a maggio. E sì, intende proprio questo maggio.

Tra le contromisure sul tavolo (le più citate: smart working, trasporto pubblico, razionamento industriale) ce n'è una che riguarda direttamente chi guida: abbassare di 10 km/h il limite autostradale. In Italia significherebbe passare da 130 a 120 km/h.

Secondo le stime, una riduzione di dieci chilometri orari taglierebbe il consumo nazionale di petrolio fino al 6%. In Germania, dove le autostrade senza limite sono quasi un simbolo nazionale, introdurre un tetto a 120 km/h farebbe risparmiare 3,2 miliardi di litri di carburante l'anno. Sempre secondo le stime. Anche il Commissario Europeo per l'Energia Dan Jørgensen ha raccomandato la misura ai ministri dei 27 Paesi membri, aggiungendo che "anche se la pace arrivasse domani, non torneremmo alla normalità nel prossimo futuro".

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Non sarebbe neppure la prima volta a dire il vero. Nel 1973 durante la crisi petrolifera seguita alla guerra del Kippur, conosciuta anche come quarta guerra arabo-israeliana, il governo Rumor impose in Italia il limite di 120 km/h in autostrada, le domeniche a piedi e la chiusura anticipata di negozi e uffici pubblici. In effetti funzionò. Molti Paesi europei, del resto, sono già a 120 km/h da anni: Spagna, Portogallo e Svizzera non hanno mai alzato quel limite, i Paesi Bassi si fermano addirittura a 100 km/h. Che ci crediate o meno, l'Italia con i suoi 130 km/h è tra i più permissivi del continente.

Per ora quella che arriva dall'Agenzia Internazionale per l'Energia e dall'UE è un'esortazione, non una norma. Ma la velocità con cui la crisi si sta evolvendo suggerisce che il margine per ignorarla si sta assottigliando. La Commissione ha annunciato un pacchetto di misure in arrivo: il limite a 120 km/h potrebbe essere uno degli strumenti. E potrebbe essere uno dei più modesti nel sacrificio richiesto.

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