Carburanti e trasporti sotto scacco: la crisi di Hormuz colpisce famiglie, imprese e logistica

Carburanti e trasporti sotto scacco: la crisi di Hormuz colpisce famiglie, imprese e logistica
Dal taglio delle accise alle flotte pesanti, ecco come guerre e tensioni energetiche stanno rimodellando costi alla pompa, rotte marittime e prezzi dei biglietti aerei
7 aprile 2026

La chiusura dello stretto di Hormuz e l’escalation militare in Iran hanno rimesso in moto una crisi energetica globale, con effetti diretti sui costi dei carburanti, sui trasporti su gomma, marittimi e aerei. Il conflitto Usa–Iran sta paralizzando un’area che da sola regge circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas, con ripercussioni evidenti. In Italia benzina e gasolio hanno già accusato colpi: il gasolio ha superato i 2 euro al litro, mentre la benzina ha superato l’1,80/litro. Il rialzo del gasolio si traduce in costi di gestione più elevati per gli autotrasportatori e, in prospettiva, in pressioni sui prezzi delle merci.

Sul fronte marittimo, le principali compagnie hanno sospeso o limitato i transiti da e verso il Golfo Persico e hanno introdotto sovrapprezzi fino a migliaia di dollari a container, prolungando i tempi di viaggio verso il Capo di Buona Speranza e aumentando i tempi di resa nelle rotte Italia–Asia.

Anche il settore aereo è sotto stress: il carburante per gli aerei ha superato i 170 dollari al barile, circa il doppio del livello di inizio anno, coprendo circa un quarto dei costi operativi delle compagnie. Su alcune rotte Europa–Asia, i prezzi dei biglietti sono saliti fino al 900% in alcuni slot, con compagnie costrette a modificare rotte o a valutare riduzioni di frequenza se lo stretto resta chiuso.

In questo contesto il governo italiano è intervenuto con un taglio temporaneo delle accise su benzina e gasolio, in vigore dal 18 maggio, cercando di smorzare l’impatto dei rincari, il “decreto carburanti” ha ridotto le accise di circa 25 centesimi al litro su benzina e diesel inizialmente per 20 giorni, ma ora il provvedimento proseguirà fino al 1° maggio. Da rilevare altre misure d’intervento come il credito d’imposta per autotrasportatori e pescherecci, eppure la preoccupazione resta alta. Sul breve termine, se il blocco dovesse allentarsi potremmo assistere a un progressivo riallineamento dei prezzi, mentre uno scenario di chiusura prolungata potrebbe portare nuove ondate di rincari su carburanti, bollette e trasporti, con una ricaduta inflazionistica che penalizzerebbe soprattutto le piccole medie imprese e le famiglie.

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