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Il 18 giugno 2026, QuantumScape Corporation (NASDAQ: QS) e Honda R&D Co., Ltd. hanno annunciato la firma di un accordo pluriennale di ricerca congiunta sulle batterie allo stato solido. Il programma copre due fronti: sviluppo delle celle e processi produttivi associati.
Non è un accordo nato da una presentazione convincente e una stretta di mano. Prima di firmare, Honda ha completato una valutazione tecnica approfondita della piattaforma QuantumScape: studio pratico delle celle, benchmarking competitivo rispetto ad altre tecnologie disponibili sul mercato. I tecnici Honda ci hanno ficcato per bene il naso, come si suol dire, prima di decidere che la tecnologia meritasse il passo successivo. E il risultato è stato positivo: "La tecnologia QS ha dimostrato vantaggi convincenti e unici durante la nostra valutazione", ha dichiarato Atsushi Ogawa, COO del Research Center of Excellence di Honda R&D. Il che ha portato all'accordo attuale: non più valutazione, ma co-sviluppo. Ok, vediamo allora di capirci di più e soprattutto di capire perché ci può interessare.
Com'è apparso chiaro sin dall'inizio e come del resto appare sensato per un gigante come Honda, la Casa non punta su una sola tecnologia per quel che concerne lo sviluppo della mobilità elettrica. Al contrario punta sulla diversificazione tecnologica e non per indecisione, ma per una scelta deliberata.
Sul fronte batterie, Honda ha già in campo una rete di partnership articolata su tecnologie e mercati diversi: General Motors per le celle Ultium destinate al Nord America, CATL per il mercato cinese, Envision AESC per il Giappone, LG Energy Solution per lo sviluppo del battery swapping in Asia (50 stazioni pilota ad Hanoi entro fine 2026, 1.000 entro il 2027). E in parallelo, dal gennaio 2025, Honda gestisce una propria linea di produzione pilota di batterie allo stato solido presso lo stabilimento di Sakura City, nella prefettura di Tochigi.
QuantumScape si aggiunge a questo ecosistema non in sostituzione di qualcosa, ma come percorso alternativo verso la stessa destinazione. L'obiettivo? Se una tecnologia raggiunge la maturità industriale prima delle altre, Honda ci sarà. Se un mercato evolve diversamente dal previsto, Honda ha già una partnership adatta. Non è un piano B: è avere più piani A simultaneamente.
QuantumScape è una startup californiana quotata al Nasdaq, specializzata in batterie allo stato solido al litio-metallo. Il suo prodotto di riferimento è la cella QSE-5: 5 Ah di capacità, densità energetica superiore a 844 Wh/L, anodo in litio metallico abbinato a un separatore ceramico solido al posto dell'elettrolita liquido delle celle convenzionali.
I vantaggi sulla carta sono noti: maggiore densità energetica, ricarica più rapida (dal 10 all'80% in circa 12 minuti), sicurezza migliorata senza elettrolita infiammabile, migliore comportamento alle basse temperature. Il problema storico è l'industrializzazione. QuantumScape sta affrontando questa sfida con la propria Eagle Line a San Jose, una linea di produzione pilota automatizzata che adotta il processo Cobra per la produzione rapida del separatore ceramico, progettata per scalare verso volumi da gigawattora. Il modello commerciale di QS non prevede gigafactory proprie: l'azienda cede licenze di tecnologia e processi ai partner industriali. Lo stesso schema adottato con il Gruppo Volkswagen, il primo grande OEM automotive ad entrare in un programma di co-sviluppo con QuantumScape. Honda è ora il secondo. E anche questo è un aspetto non secondario, perché si va sempre nella direzione di una stardadizzazione comune.
C'è un precedente che gli appassionati di moto dovrebbero tenere a mente. A settembre 2025, durante l'IAA Mobility di Monaco, Volkswagen ha portato sul palco una Ducati V21L (il prototipo utilizzato in MotoE) modificata ed equipaggiata con celle QSE-5 di QuantumScape: è stata la prima dimostrazione pubblica che la tecnologia allo stato solido di QS è fisicamente compatibile con un'applicazione motociclistica, almeno in forma sperimentale, almeno sul palco di una fiera.
Honda percorre ora lo stesso sentiero, ma come partner diretto nella fase di sviluppo, il che, in prospettiva, potrebbe portare a risultati applicativi concreti anche sulle due ruote più rapidamente rispetto a chi utilizza celle sviluppate per altri contesti.
L'accordo non menziona esplicitamente le motociclette, ma il comunicato ufficiale ci lascia intuire una direzione interessante: Honda vede potenziale per la tecnologia QS "in una gamma di applicazioni" e la Casa ha confermato che le batterie allo stato solido sono considerate rilevanti per automotive, motociclette ed equipaggiamento di potenza. D'altra parte la grande aspettativa che c'è in questo momento sulle stato solido è proprio perché si presentano come molto promettenti per applicazioni più leggere.
Per le due ruote, i benefici sarebbero strutturali. Celle più dense significano pacco batteria più compatto a parità di autonomia, o autonomia nettamente superiore a parità di volume. Non è un dettaglio: è uno dei motivi per cui la WN7, la prima moto elettrica Honda destinata al mercato occidentale (debuttata a EICMA 2025, disponibile da febbraio 2026 a 15.190 euro), monta una batteria da 9,3 kWh con funzione strutturale, una soluzione che ottimizza rigidità e distribuzione dei pesi, ma che con celle a maggiore densità energetica potrebbe evolvere significativamente e portare a mezzi più compatti, leggeri e rapidi da caricare. D'altronde Honda è il più grande produttore mondiale di motociclette, la sua rete globale di sviluppo e produzione sulle due ruote non ha paragoni nel settore perciò l'interesse a portare le batterie allo stato solido anche sulle moto non è retorica.
Naturalmente non ci sono date di commercializzazione o prodotti definiti. L'accordo con QuantumScape è di ricerca, pluriennale. Le batterie allo stato solido rimangono una tecnologia in fase di industrializzazione, molto promettente ma ancora con delle criticità nella produzione di massa benché qualche azienda come Verge le stia già sperimentando. I costi sono elevati per renderle alla portata di uno scooter da città o di una moto accessibile.
Ciò che cambia con questo accordo non è la disponibilità imminente di una moto elettrica con batterie allo stato solido. Cambia la posizione di Honda: da spettatore attento a co-sviluppatore attivo di una delle tecnologie che potrebbe ridefinire l'intero settore. E questo, per chi segue la strategia Honda da qualche anno, non è una sorpresa ma la conferma di un metodo.