Quando il silenzio non è un'assenza, ma una scelta

Quando il silenzio non è un'assenza, ma una scelta
È il caso della WN7 di Honda, la prima moto elettrica della Casa giapponese. Il Large Project Leader Masatsugu Tanaka ne racconta la filosofia progettuale e ci spiega come quell'assenza di "sound" sia diventata il punto di partenza di un progetto tutt'altro che banale
4 maggio 2026

Quando abbiamo trascorso la nostra prima giornata insieme alla Honda WN7 a marzo, la sensazione più immediata era stata proprio quella: silenzio, quasi assoluto. Più di qualsiasi altra moto elettrica provata in precedenza (e fidatevi le ho provate tutte). Sono autoreferenziale, lo so, ma dico sempre che "l'endotermica colpisce alla pancia, l'elettrica alla testa", cercando di descrivere qualcosa che è difficile da razionalizzare prima di averlo vissuto. Per una volta dunque proviamo a pensare al fascino del "no-sound", concentriamoci sul vuoto anziché il pieno, sull'assenza anziché presenza. Honda ci ha fornito la spiegazione tecnica e filosofica di quella sensazione, attraverso un documento in cui il Large Project Leader Masatsugu Tanaka - un uomo di esperienza all'interno di Honda perché si è occupato in precedenza di molti progetti ben più "rumorosi" e abbiamo avuto modo di incontrarlo più volte parlando anche della sua grande passione motociclistica - racconta come e perché la WN7 è nata così: muta.

Tanaka-san al centro sulla WN7 assieme al suo team di lavoro
Tanaka-san al centro sulla WN7 assieme al suo team di lavoro
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"Be the wind" non è uno slogan, un obiettivo di progetto

Il punto di partenza del ragionamento di Tanaka-san è disarmante nella sua semplicità: «Che sia a combustione o elettrica, una moto rimane sempre una moto». Da lì in poi, però, il team ha tracciato una linea netta. Il diktat era chiaro fin dall'inizio dei lavori: non avrebbero mai creato una moto elettrica che fosse semplicemente la trasposizione di un modello endotermico. L'elettrico non doveva (e non deve) essere un sostituto del termico, ma dimostrare il proprio valore su basi autonome.

Questa impostazione ha portato a rimettere in discussione certezze consolidate anche all'interno dello stesso reparto tecnico Honda. Il suono dell'aspirazione, le vibrazioni del telaio, il crescendo meccanico in accelerazione: tutto questo ha sempre definito il carattere di una moto. Rinunciarci ha generato resistenze genuine, ammette Tanaka-san senza nascondersi dietro la retorica aziendale.

L'intuizione che ha sbloccato il progetto è stata trattare l'assenza di rumore non come un deficit da compensare, ma come una nuova dimensione sensoriale da esplorare. Nel silenzio emergono cose che il motore termico copriva: la pressione dell'aria sul corpo, il contatto degli pneumatici con l'asfalto, i suoni dell'ambiente circostante. Da questa constatazione nasce la filosofia sintetizzata in tre parole: Be the Wind. Non "senti il vento", come si diceva delle moto tradizionali, ma "diventa il vento". Una distinzione che appare sottile ma è sostanziale.

Tanaka-san mentre prova con noi la WN7
Tanaka-san mentre prova con noi la WN7

Il silenzio che cambia la guida

Nella nostra prova avevamo già notato come la WN7 offrisse una risposta all'acceleratore particolarmente lineare e priva di transitori bruschi. Tanaka-san lo conferma e lo spiega: quella fluidità non è un compromesso, è l'obiettivo raggiunto. Honda non ha inseguito i valori di accelerazione assoluti — e del resto la potenza di picco da 50 kW non lascia a desiderare — ma ha lavorato sulla qualità della risposta, affinando il software di gestione per ottenere un'erogazione che definisce "ripetibile". La risposta dell'acceleratore è esattamente quella che richiedi, ogni volta, senza le variabili meccaniche tipiche dei motori a combustione.

Le quattro modalità di guida — Standard, Sport, Rain ed Econ — non intervengono soltanto sull'accelerazione, ma anche sulla decelerazione e sul livello di frenata rigenerativa, modificando in modo sensibile la personalità della moto.

Il design della WN7 non è nato indipendentemente dalla meccanica: è la meccanica stessa che ha dettato le forme. Senza motore endotermico e serbatoio a definire la silhouette, Honda ha trattato batteria e propulsore elettrico come elementi strutturali e di design insieme, affinati per esprimere funzionalità ed eleganza. Ne è risultato quel profilo snello e continuo che colpisce e caratterizza e che come raccontammo a EICMA 2025 dal vivo funziona ancora meglio che in foto. Un linguaggio stilistico diverso. Non necessariamente migliore o peggiore, ma diverso.

Coerentemente con il concetto Be the Wind, ogni fonte di rumore e vibrazione superflua è stata eliminata. La scelta più significativa in questo senso è la trasmissione finale a cinghia: adottata per la prima volta, elimina il caratteristico rumore della catena e riduce ulteriormente le vibrazioni trasmesse al telaio. Il forcellone monobraccio, oltre alla funzione estetica di valorizzare la ruota posteriore, contribuisce all'insieme di un progetto dove ogni dettaglio è al servizio di un'idea precisa. Vale infatti la pena ricordare che la WN7 è anche la prima Honda di serie con architettura frameless: l'involucro della batteria funge da elemento strutturale centrale, con i telaietti anteriore e posteriore che si agganciano direttamente ad esso. Una soluzione che ha consentito di ottimizzare la centralizzazione delle masse e il bilanciamento complessivo, aspetti che nella nostra prova si traducevano in una moto che "danza" non appena si alza il ritmo tanto da lasciar persino il desiderio di qualcosa in più in termini di potenza assoluta.

La cura progettuale della WN7 non è passata inosservata nel mondo del design. Come abbiamo riportato la moto ha già conquistato il Gold Award agli iF Design Awards e il titolo "Best of the Best" al Red Dot Design Award. Riconoscimenti che certificano come il lavoro di ridefinizione del linguaggio formale della motocicletta nell'era elettrica, un compito arduo e forse ingrato, abbia prodotto risultati convincenti anche per chi di moto non si occupa quotidianamente e che forse proprio per questo è meno soggetto ai nostri feticci di appassionati.

Il contesto in cui si inserisce la WN7 è quello di un impegno industriale a lungo termine: Honda ha dichiarato l'obiettivo di raggiungere emissioni nette di CO₂ pari a zero per la propria gamma motociclistica entro il 2040. Nei prossimi anni coesisteranno motori a combustione interna evoluti per la neutralità carbonica e modelli elettrici, con l'obiettivo di mantenere il piacere di guida al centro indipendentemente dalla propulsione.

Tanaka-san ha un messaggio diretto per chi è ancora scettico: li chiama «prevenuti senza aver provato». Il tono è leggero, ma il punto è solido. Noi quella prova l'abbiamo fatta, e possiamo confermare che la WN7 ha qualcosa da dire a patto di non pretendere che lo dica nello stesso modo di una moto a benzina. Qui la voce non c'è, ma il silenzio si fa sentire eccome.

Honda WN7 (2026)
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Honda WN7 (2026)

Honda

Honda
Via della Cecchignola, 13
00143 Roma (RM) - Italia
848846632
https://www.honda.it/motorcycles.html

  • Prezzo 15.190 €
  • Potenza 18 kw
  • Peso 217 kg
  • Sella 800 mm
Honda

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00143 Roma (RM) - Italia
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Scheda tecnica Honda WN7 (2026)

Categoria
Naked
Potenza
18 kw
Peso
217 kg
Sella
800 mm
Pneumatico anteriore
120/70 R17 M/C 58H
Pneumatico posteriore
150/60 R17 M/C 66H
Inizio produzione
2026
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