MOARD

Giovanni Antonacci: "È doveroso che Ducati pensi all'elettrico"

- Nel secondo giorno del MOARD, il salotto di Moto.it ha ospitato Giovanni Antonacci, designer delle ultime Monster Ducati e della Diavel 1260. L’intervista completa su IGTV di Moto.it

Dopo gli incontri della prima giornata, Moto.it ha ospitato al MOARD di Milano Giovanni Antonacci, il designer del Centro Stile Ducati. Il papà della Diavel 1260 ha parlato (qui l’intervista completa su IGTV) di un futuro a cui è necessario pensare, della ricerca d’ispirazione personale e di tutto quello che Ducati ha portato al MOARD.

Il Diavel 1260 all’inizio si doveva chiamare Mega Monster, perché questo nome?

«Sì il Diavel nasce con questo nome, qualche anno fa, perché l’idea era quella di partire da un Monster. Abbiamo in realtà messo insieme gli aspetti di una naked, di una cruiser e di una sportiva. Abbiamo miscelato gli elementi e le linee principali, creando quella che oggi è la linea del Diavel».

Possiamo parlare di una moto crossover, utilizzando un gergo automobilistico?

«Non so se la parola crossover possa essere esatta ma sicuramente è una moto unica nel suo genere. Ha delle proporzioni che la contraddistinguono completamente rispetto alle concorrenti».

Mixare moto e mixare generi è qualcosa che avevate già fatto con la Multistrada, quindi è qualcosa che vi piace?

«Sì, sono degli esercizi che ogni tanto facciamo, perché ci divertiamo a renderci le cose più difficili. Il Multistrada doveva essere un po’ un mega motard che però potesse permetterti anche di fare dei viaggi e portare le borse. Sul Diavel abbiamo esagerato perché ne abbiamo messe insieme tre a livello di concetto».

Di queste tre moto da cui trae ispirazione quali sono gli aspetti che avete portato sul Diavel?

«Della naked e del Monster in particolare abbiamo voluto riprendere la linea del serbatoio. Avendo sulla carta il bozzetto di un Monster di seconda generazione volevamo un serbatoio con una schiena abbastanza importante.
Della Superbike invece abbiamo preso la caratteristica che sulle moto carenate abbiamo la carena che va quasi dal bracciale alla ruota anteriore quindi abbiamo voluto dare questo carico sull’avantreno. Del Cruiser infine abbiamo riportato un po’ queste protezioni sviluppate in orizzontale».

Qui al MOARD è presente anche il modello pre-produzione, come si chiama?

«È il Clay. Fa parte di una di quelle fasi che portiamo avanti nel processo di stile. Quindi possiamo dire che è una scultura che viene modellata a mano».

Ma il Clay è il materiale?

«È una specie di creta, quindi è modellabile. La utilizziamo proprio per realizzare la moto in scala 1:1 ed è anche un po’ un bozzetto in 3D che ci dà la possibilità di toccare con mano il progetto».

È la prima volta che viene esposto in una fiera?

«Esatto. Purtroppo soffre un po’ le temperature calde però per l’occasione è stato bello portarla qui per raccontare come nasce la moto».

Con quanti anni di anticipo inizi a pensare ai progetti futuri?

«Chi fa questo mestiere comincia già a pensare a cosa succederà tra cinque o dieci anni».

E che cosa succederà tra dieci anni?

«Cercheremo di scoprirlo. La difficoltà di questo lavoro, a parte poi quella operativa di disegnare e modellare le moto, è proprio quella di pensare e avere una visione di quello che succederà tra dieci anni».

È banale dire che tra dieci anni ci sarà prevalentemente l’elettrico?

«Sicuramente molte case motociclistiche ci stanno lavorando e stanno già vedendo qualcosa. Ovviamente ora abbiamo molti limiti dovuti, per esempio, alle batterie. Però più in avanti sarà un aspetto di cui tener conto».

E Ducati ci sta lavorando?

«Diciamo che è un argomento che non si può trascurare immaginando e pensando a quello che potrà succedere tra dieci anni ma parliamo sempre di un discorso futuro ed è doveroso pensarci».

Tu dove cerchi l’ispirazione per creare qualcosa di nuovo?

«L’ispirazione la trovi un po’ dappertutto. Magari basta guardarsi un po’ in giro, o su internet. Nel caso specifico del Diavel è stato un po’ particolare perché mi sono molto ispirato molto al mondo delle Muscle Car americane perché queste auto hanno cofani motore molto lunghi e secondo me a livello di proporzioni possiamo ricondurla molto a quel mondo là. E poi un po’ anche ai film della Marvel visto che sono sempre stato affascinato da Iron Man e dagli Avangers. Quindi ho immaginato una moto che potesse essere utilizzata all’interno di questi film. L’ultimo aspetto è sicuramente quello della tecnologia: pensare a qualcosa che fosse altamente tecnologico e proiettato verso il futuro».

A proposito di tecnologia: si sta lavorando sull’incrementazione di aspetti tecnologici anche per quanto riguarda il pratico?

«Devo dire che Ducati è molto attenta a questi aspetti e quindi stiamo sviluppando delle tecnologie che possano aumentare la sicurezza, è doveroso. Più andremo avanti e più secondo me questo sarà presente sulle moto».

Quanto il tuo lavoro è influenzato dalle richieste degli altri settori di Ducati?

«Ovviamente quando si inizia a fare una nuova moto c’è un brief di prodotto quindi molte volte si parte con paletti e vincoli. Ma altre volte, come nel caso del Diavel, la scintilla arriva direttamente dal centro stile. Poi il segreto è lavorare un po’ in squadra quindi mettere insieme le esigenze dell’ufficio Stile con quelle dell’ufficio Tecnico».

Quanto, dal momento di partenza di un progetto a quello finale, rimane fedele e attaccato all’idea?

«Con il Diavel nello specifico mi posso ritenere abbastanza soddisfatto perché rispecchia il 95% di quello che mi aspettavo. Quindi a parte cambiare qualche piccolo dettaglio che può andare incontro a problemi di fattibilità, o costi o tempi, posso dire che siamo rimasti abbastanza attaccati a quello che era il bozzetto iniziale».

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Scheda tecnica

Ducati Diavel 1260 S (2019)
  • Informazioni generali
  • Misure
  • Motore
  • Ciclistica
  • Batteria
  • Marca Ducati
  • Modello Diavel 1260
  • Allestimento Diavel 1260 S (2019)
  • Categoria Naked
  • Inizio produzione 2018
  • Fine produzione n.d.
  • Prezzo da 22.990 - franco concessionario
  • Garanzia 24 mesi, chilometraggio illimitato
  • Optional n.d.
  • Lunghezza 2.235 mm
  • Larghezza 860 mm
  • Altezza 1.192 mm
  • Altezza minima da terra n.d.
  • Altezza sella da terra MIN 780 mm
  • Altezza sella da terra MAX n.d.
  • Interasse 1.600 mm
  • Peso a secco 218 Kg
  • Peso in ordine di marcia 244 Kg
  • Cilindrata 1.262 cc
  • Tipo motore termico
  • Tempi 4
  • Cilindri 2
  • Configurazione cilindri a V
  • Disposizione cilindri longitudinale
  • Inclinazione cilindri n.d.
  • Inclinazione cilindri a V 90
  • Raffreddamento a liquido
  • Avviamento elettrico
  • Alimentazione iniezione
  • Alesaggio 106 mm
  • Corsa 71,5 mm
  • Frizione multidisco
  • Numero valvole 4
  • Distribuzione desmodromica
  • Ride by Wire
  • Controllo trazione
  • Mappe motore 3
  • Potenza 159 cv - 117 kw - 9.500 rpm
  • Coppia 13 kgm - 129 nm - 7.500 rpm
  • Emissioni Euro 4
  • Depotenziata No
  • Tipologia cambio automatico sequenziale
  • Numero marce 6
  • Presenza retromarcia No
  • Consumo medio VMTC n.d.
  • Capacità serbatoio carburante 17 lt
  • Capacità riserva carburante 2 lt
  • Trasmissione finale catena
  • Telaio Telaio a traliccio in tubi d’acciaio
  • Sospensione anteriore Öhlins a steli rovesciati da 48 mm di diametro completamente regolabile
  • Escursione anteriore 120 mm
  • Sospensione posteriore Ammortizzatore Öhlins completamente regolabile. Forcellone monobraccio fuso in alluminio
  • Escursione posteriore 130 mm
  • Tipo freno anteriore doppio disco
  • Misura freno anteriore 320 mm
  • Tipo freno posteriore disco
  • Misura freno posteriore 265 mm
  • ABS
  • Tipo ruote integrali
  • Misura cerchio anteriore 17 pollici
  • Pneumatico anteriore 120/70 ZR 17"
  • Misura cerchio posteriore 17 pollici
  • Pneumatico posteriore 240/45 ZR17"
  • Batteria n.d.
  • Capacità n.d.
  • Autonomia e durata n.d.
  • Batteria secondaria n.d.
Ducati

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