Dopo 63 anni cade il divieto di correre in Svizzera: arriverà la MotoGP?

Dopo 63 anni cade il divieto di correre in Svizzera: arriverà la MotoGP?
Nella Confederazione elvetica non esistono corse motociclistiche, e automobilistiche, per via di un divieto di 63 anni fa. Che ora è stato revocato. Un'occasione per nuovi campionati?
6 giugno 2022

La Svizzera è un Paese atipico per molti versi, per la sua struttura statale e la neutralità in primo luogo, ma anche per altre questioni meno centrali.

Fra queste c'è il divieto di corse automobilistiche e motociclistiche, una decisione presa diversi decenni fa, dopo che alcuni incidenti colpirono l'opinione pubblica e soprattutto dopo che si verificò la tragedia durante la 24 ore automobilistica di Le Mans del 1955, quando una vettura in gara piombò sul pubblico provocando la morte di 83 spettatori, del pilota Pierre Levegh e il ferimento di altre 120 persone.

La vittoria di Manuel Fangio, con la Mercedes, nel GP di Svizzera del 1954 è stata pertanto l'ultima competizione motoristica della velocità che si è disputata in territorio elvetico, mentre il GP motociclistico si tenne l'ultima volte un anno prima, nel 1954, con la vittoria della Gilera di Geoff Duke nella classe 500.

Successivamente hanno fatto eccezione gare di kart, fino a 250 cc, alcune corse in salita e particolari raduni, ma nulla di più.

Nel dicembre del 1958, dopo la sospensione iniziata nel 1955, l'Assemblea federale approvò infatti una nuova legge sulla circolazione della strada: all'articolo 52 vietava sul territorio della Confederazione tutte le gare di velocità con veicoli a motore, in circuito e su strada, alla presenza di pubblico salva speciale autorizzazione del Consiglio federale.

A distanza di 63 anni quel divieto è stato rimesso in discussione, dopo che la Commistione trasporti del Consiglio nazionale ha approvato una revisione della normativa che regola la circolazione stradale e nel contempo ha proposto di revocare la vecchia disposizione.
Un'apertura giustificata dal notevole miglioramento degli autodromi in ambito sicurezza e dalla cresciuta qualità dei veicoli da competizione.

Cancellato definitivamente il divieto, dopo l'approvazione del Consiglio nazionale pochi mesi fa e di quello degli Stati alla fine di maggio, rimane però la parte più importante in termini di investimenti, ovvero la costruzione degli impianti adatti a ospitare le gare. Un campionato che potrebbe già ripartire in patria, dopo che si era svolto all'estero, è quello Supermoto per il quale sarebbero sufficienti i kartodromi esistenti.

Dopo così tanto tempo, un primo passo è insomma stato fatto nella nazione che ospita fra l'altro la sede della Federazione Motociclistica Internazionale.

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