Diogo Moreira, talento senza confini: dalla Moto2 al flat track per una buona causa

Diogo Moreira, talento senza confini: dalla Moto2 al flat track per una buona causa
Dopo i test MotoGP, Moreira torna a divertirsi nel flat track e corre una gara di beneficenza al Rocco’s Ranch di Barcellona. Raccolti 30 mila euro per la ricerca contro il retinoblastoma
14 gennaio 2026

Diogo Moreira continua a sorprendere. Il Campione del Mondo Moto2 2025 ha dimostrato più volte di essere velocissimo sull’asfalto, ma il suo talento va ben oltre i cordoli dei circuiti. Anche lontano dall’asfalto, sulla terra e sulle piste di flat track, il brasiliano si muove con naturalezza e sicurezza, confermandosi uno dei piloti più completi della sua generazione.

Non è un caso che Moreira possa vantare nel proprio palmarès anche la vittoria della 100 Chilometri dei Campioni 2024, disputata al Ranch di Valentino Rossi. Un successo che racconta molto del suo legame con il mondo off-road.

Dopo i recenti test in sella alla Honda MotoGP, Moreira ha chiuso l’anno partecipando a una gara di flat track dal forte valore simbolico. L’evento si è svolto sulla celebre pista di Rocco’s Ranch, situata all’esterno delle curve 3 e 4 del circuito di Barcellona, un luogo ormai iconico per questo tipo di competizioni.

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La TT Christmas non era una gara qualunque. Si trattava infatti di un appuntamento benefico che ha permesso di raccogliere 30 mila euro a favore dell’ospedale Sant Joan de Déu e della fondazione La Nineta dels Ulls, impegnata nella lotta contro il retinoblastoma. Sport e solidarietà si sono così intrecciati in una serata speciale, capace di unire spettacolo e impegno sociale.

In pista, Moreira ha condiviso il gradino più alto del podio con il compagno di squadra Ferran Cardus, al termine di una competizione di ottimo livello tecnico. Il parterre dei partecipanti parlava da solo: tra gli altri erano presenti campioni e specialisti di diverse discipline come Jaime Busto, Eddie Sun, Manuel Simón, Remy Gardner, Aleix e Pol Espargaró, Dani Pedrosa e Pedro Acosta. Insomma una "garetta" tra amici più o meno.

Un’iniziativa riuscita sotto ogni punto di vista, che dimostra come il motociclismo possa essere anche uno strumento concreto per fare del bene. Un esempio che dovrebbe far riflettere anche l’Italia, dove eventi di questo tipo stanno diventando sempre più rari, nonostante il valore sportivo e umano che riescono a esprimere.

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