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Il fronte del price cap sui carburanti si compatta. Dopo Eni e IP, anche Q8 ha deciso di aderire: accogliendo l'invito del governo, applicherà un tetto ai prezzi di benzina e gasolio per trenta giorni a partire dal primo ottobre. Nella nota il gruppo parla di benefici tangibili per gli automobilisti e di un approccio modulare, coerente con le diverse realtà della distribuzione, con l'impegno a supportare gestori e partner per la sostenibilità economica dell'intera filiera. Il comunicato non indica però i valori massimi, che andranno verificati alla pompa. L'adesione arriva dopo le verifiche diplomatiche avviate da Palazzo Chigi con il Kuwait e completa l'effetto domino innescato da Eni, che ha fissato il limite a 1,99 euro al litro per la benzina e a 2,19 per il gasolio, seguita da IP ed Esso.
Quanti impianti saranno interessati? Si può ragionare solo per stima. Eni conta circa 4.000 punti vendita e IP circa 4.500, che insieme valgono il 39% dei circa 22mila distributori italiani. Q8 dichiara una rete di circa 2.900 stazioni, mentre i database di settore ne censiscono oltre 3.000. Sommando i tre marchi si arriva a una forbice tra 11.400 e 11.600 impianti, poco più della metà della rete nazionale, salvo sovrapposizioni con le stazioni Esso riforniti tramite IP. Si tratta però di un tetto potenziale: IP è partita da circa 300 distributori con l'obiettivo di estendere il meccanismo progressivamente, e anche Q8 procederà in modo modulare, quindi la copertura effettiva crescerà con il passare dei giorni.
Restano aperte le questioni delle pompe bianche, che denunciano margini insostenibili, e dei settori produttivi, che traggono benefici limitati. Per chi si muove su due ruote, intanto, la novità è concreta: circa una stazione su due offre ora una possibilità reale di risparmio sul pieno.