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Il futuro del motore a combustione potrebbe passare non soltanto dall'elettrificazione, ma anche da carburanti molto diversi da quelli che utilizziamo oggi. E in questa direzione arriva una nuova iniziativa di Eni e PETRONAS, che hanno deciso di unire le rispettive competenze per studiare lo sviluppo di bio-benzine ad alte prestazioni ottenute da materie prime rinnovabili.
L'accordo è stato firmato in occasione del Gran Premio d'Italia di Formula 1 2026 e, almeno per il momento, è bene sottolinearlo, non riguarda un prodotto pronto ad arrivare nei distributori. Si tratta infatti di un Feasibility Agreement, cioè di uno studio di fattibilità con il quale le due società intendono verificare se questa nuova generazione di carburanti possa funzionare dal punto di vista tecnico, economico e ambientale e possa essere prodotta su scala commerciale.
La parte più interessante dell'accordo è probabilmente proprio questa. Le nuove benzine saranno studiate inizialmente pensando alle applicazioni nel motorsport, dove temperature, regimi di rotazione, pressioni e richieste prestazionali rappresentano un banco di prova particolarmente severo.
L'obiettivo dichiarato da Eni e PETRONAS è però andare oltre le competizioni: le soluzioni sviluppate potrebbero successivamente contribuire alla realizzazione di prodotti commerciali. In altre parole, il motorsport potrebbe ancora una volta trasformarsi in laboratorio tecnologico per carburanti destinati, in futuro, anche alla mobilità di tutti i giorni.
Non significa naturalmente che sia già in arrivo una nuova benzina "bio" da mettere nel serbatoio della nostra moto. L'accordo serve proprio a capire se esistano le condizioni tecnologiche, produttive e di mercato per arrivarci.
Il punto di partenza sarà la tecnologia Ecofining, processo attraverso il quale Eni produce dal 2014 biocarburanti HVO utilizzando materie prime rinnovabili. Lo studio dovrà capire come sfruttare questo patrimonio tecnologico anche per sviluppare benzine rinnovabili capaci di garantire prestazioni adeguate a motori a combustione particolarmente esigenti.
Eni porterà nel progetto l'esperienza maturata attraverso le bioraffinerie Enilive, dove vengono già prodotti carburanti da materie prime rinnovabili come il diesel HVO e il SAF destinato al settore dell'aviazione, oltre al lavoro già avviato sulle bio-benzine.
PETRONAS contribuirà invece con il proprio know-how nella formulazione dei carburanti, compresi quelli ad alte prestazioni per motori a combustione, e nello sviluppo di prodotti energetici avanzati.
Al momento non sono ancora previste applicazioni specifiche per il settore motociclistico, ma il tema è inevitabilmente interessante anche per le due ruote. Il parco circolante mondiale di moto e scooter con motore termico resterà infatti enorme ancora per molti anni e la possibilità di ridurne l'impatto ambientale intervenendo sul carburante rappresenta una delle strade tecnologiche complementari all'elettrificazione.
Soprattutto perché un carburante rinnovabile compatibile con motori e infrastrutture esistenti potrebbe teoricamente intervenire anche sui veicoli già in circolazione, senza richiedere necessariamente la completa sostituzione del mezzo. Su compatibilità, caratteristiche finali e possibili applicazioni delle bio-benzine oggetto dell'accordo, però, sarà necessario attendere i risultati dello studio.
Quello appena annunciato non è peraltro un progetto isolato. Eni e PETRONAS collaborano già in diversi settori energetici e, insieme alla giapponese Euglena, Enilive e PETRONAS stanno sviluppando una nuova bioraffineria a Pengerang, in Malesia.
L'impianto dovrebbe entrare in attività nella seconda metà del 2028 e potrà lavorare fino a 650.000 tonnellate all'anno di materie prime rinnovabili, destinate alla produzione di SAF per l'aviazione, diesel HVO e bio-nafta. Secondo Eni, l'HVO di Enilive è oggi distribuito in oltre 1.700 stazioni di servizio europee.
La bio-benzina rappresenta quindi un ulteriore tassello di una strategia che punta a intervenire anche sul carburante per diminuire l'impronta carbonica dei trasporti.
Per sapere se questa strada potrà realmente portarci un giorno a fare il pieno di una moto con una benzina ottenuta in larga parte da materie prime rinnovabili è ancora presto. Ma il fatto che lo sviluppo parta dalle alte prestazioni e dalle competizioni rende il progetto particolarmente interessante: la sopravvivenza del motore termico potrebbe dipendere sempre meno soltanto dal motore e sempre di più da quello che metteremo nel suo serbatoio.