BMW R NineT custom Project: ad EICMA le quattro special giapponesi

Edoardo Licciardello
  • di Edoardo Licciardello
Ad EICMA le quattro spettacolari special giapponesi realizzate sull’evocativa naked tedesca
  • Edoardo Licciardello
  • di Edoardo Licciardello
6 novembre 2014


L’idea di BMW Motorrad Japan ricorda un po’ l’iniziativa Yamaha Hyper Modified: prendere un modello particolarmente evocativo della propria gamma e darlo in pasto a quattro preparatori di chiara fama con mandato pieno. Massima libertà di elaborazione, per creare una special ciascuno secondo ciò che la R NineT – modello con cui la Casa dell’Elica entra in grande stile nel settore delle moto dirette ai customizers – ha detto loro da un punto di vista stilistico e concettuale.

Il risultato (trovate qui il sito originale giapponese) è stato davvero spettacolare, perché ciascuna delle quattro special si è dimostrata il risultato di una visione del tutto personale rispetto al messaggio che ciascuno dei preparatori ha ricevuto dalla NineT e background nonché filosofia motociclistica personale. Vediamole una per una.

 

Shiro Nakajima, 46 Works

La sigla 46 Works potrebbe risultarvi nuova, ma Nakajima non è certo un debuttante – ha semplicemente cambiato nome, dopo aver lavorato per anni sotto l’egida di Ritmo Sereno a special spettacolari con forte preferenza per BMW e Guzzi. La nuova iniziativa di Shiro, non a caso ex pilota, nasce per realizzare special efficaci e corsaiole, da usare con gusto per strada e in pista.

La R NineT Clubman Racer incarna alla perfezione questa filosofia: alleggerita sostanziosamente (30 i chili in meno rispetto al modello di serie) e resa più efficace grazie a sospensioni completamente Ohlins, cerchi in magnesio, pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa e diversi pezzi realizzati su misura, è anche più vigorosa grazie a scarico ed airbox in titanio realizzati a mano. L’ABS è stato smontato (presumiamo per alleggerire la moto e renderla più adatta alla pista) mentre diversi altri componenti sono stati prelevati dai cataloghi dei più famosi marchi di aftermarket giapponesi.

Curiosamente, la maggior difficoltà incontrata da Nakajima è stata la realizzazione completamente artigianale delle sovrastrutture in alluminio, sfida ben diversa dalla mera elaborazione meccanica delle moto.

 

Hideya Togashi, Hide Motorcycle

Denominata semplicemente Boxer, la NineT realizzata da “Hidden” Togashi è un’affascinante racer dal sapore retrò, con un’aerodinamica carenatura anteriore forata dai cilindri del propulsore. Evidente il richiamo alle Harley XR (le special su base Sportster sono del resto una specialità di Togashi) allestite per i campionati AMA; qui l’approccio si è limitato al minimo indispensabile in termini di modifiche, con tutte le sovrastrutture realizzate in alluminio battuto a mano.

Realizzati per lo scopo anche i coperchi teste; il telaio è stato sverniciato così come i cerchi, messi in bella evidenza dal nuovo impianto di scarico nascosto all’interno della vasca inferiore e fatto poi uscire in zona codino.

 

Go Takamine, Brat Style

A metà fra una scrambler e una tracker, la Cyclone di Takamine è bella e ben realizzata – Brat Style, del resto, è uno dei preparatori più apprezzati a livello mondiale e non è raro che le sue special facciano tendenza. Leggera ed elegante nonostante la colorazione dorata, la Cyclone è contraddistinta da un marcato sapore retrò per lo più legato ai cerchi Akron – a raggi con freni a tamburo – e a diversi altri dettagli forniti per lo più da Ceriani. Il diametro dei cerchi (19-18”) è naturalmente aumentato come si addice ad una scrambler.

Le sovrastrutture sono state sostituite completamente; bello l’effetto brillante del coperchio motore anteriore in alluminio e le teste placcate e lucidate. Lo scarico è stato realizzato completamente a mano per questo esemplare.

 

Kaichiro Kurosu, Cherry Company

Evidentemente ispirata a modelli di grande rilevanza nella storia BMW realizzati a cavallo della seconda guerra mondiale, con le loro linee Art Déco, la Highway Fighter realizzata da Kurosu sembra uscita da un capolavoro cinematografico steampunk.

Le sovrastrutture sono tutte realizzate a mano in alluminio e si integrano perfettamente alle componenti tecniche della NineT; i cerchi (divenuti rispettivamente 18 e 16” all’avantreno e retrotreno) calzano pneumatici Metzeler ME880 Marathon con un bellissimo effetto estetico. Le sospensioni sono quelle di serie, anche se la forcella è stata sfilata e modificata sia internamente che esternamente con un trattamento superficiale nero opaco. Telaietto, cannotto e piastre di sterzo sono stati modificati; i comandi a pedale sono stati realizzati appositamente.

Fonte: BikeEXIF

 

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Bmw R nine T 1200 (2014 - 16)
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Via dell'Unione Europea, 1
200097 San Donato Milanese (MI) - Italia
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  • Cilindrata 1.170 cc
  • Potenza 110 cv
  • Peso 222 kg
  • Sella 785 mm
  • Serbatoio 18 lt
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Scheda tecnica Bmw R nine T 1200 (2014 - 16)

Cilindrata
1.170 cc
Cilindri
2 contrapposti
Categoria
Naked
Potenza
110 cv 81 kw 7.750 rpm
Peso
222 kg
Sella
785 mm
Pneumatico anteriore
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Pneumatico posteriore
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