Bautista: "Mi dispiace non aver voglia di smettere"

Abbiamo intervistato il due volte campione del mondo SBK appena dopo i test di Jerez dove ha esordito per il Barni Spark Racing Team. Il "mistero" del 2019, i 2 mondiali vinti su Ducati, il regolamento "contro", la voglia di vincere e di non smettere perché a 41 anni la motivazione è altissima
28 gennaio 2026

Imperdibile occasione a Motor Bike Expo 2026 quella di incontrare Alvaro Bautista, appena reduce dai - poco significativi a causa della pioggia - test di Jerez che hanno segnato il suo debutto con la Ducati Panigale V4R del Team Barni. Ma ne abbiamo approfittato per chiedere al 41enne Alvaro un giudizio e un'opinione su alcuni episodi della sua carriera e su alcuni temi del mondiale SBK che continuano a far discutere gli appassionati: la sua incredibile stagione del 2019 dove sembrava avviato a vincere quasi tutte le gare ma poi Rea ci ha messo lo zampino, il regolamento che lo appesantisce di 6/7 chili e gli effetti sulla guida e sulla moto, oltre alla sua voglia intatta di gareggiare ai massimi livelli e giocarsi anche nel 2026 tutte le sue carte nel campionato dove Bulega e Petrucci, oltre allo stesso Bautista, sono chiamati a recitare la parte dei protagonisti. Ma ci sarà da tenere d'occhio nomi come Locatelli, Lecuona, Oliveira, Baldassarri, Lowes, solo per nominare alcuni dei piloti che mirano al podio. 

E sul passaggio di Razgatlıoğlu, campione Superbike in carica, in Motogp? Per Alvaro il talento turco "Potrà fare o molto bene, o molto male", a seconda se riuscirà ad esprimere in pieno il suo straordinario controllo sulla moto. Buona visione!

 

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