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Sono solo test, e per di più ieri la pista di Jerez ieri è stata costantemente bagnata dalla pioggia, però il primo tempo di Danilo Petrucci fa sorridere il pilota ternano che nei precedenti test di fine novembre 2025, sempre sul tracciato andaluso, aveva messo le mani avanti, affermando come la strada da percorrere prima di poter sfruttare tutto il potenziale della sua M1000RR fosse ancora lunga e difficile.
“Ho impiegato alcuni mesi per capire e sfruttare la Panigale V4 e me ne serviranno altrettanti per questa BMW che è completamente diversa dalla moto italiana. Al momento la moto tedesca è più adatta a piloti come Toprak che guidano “stop and go” mentre io preferisco farla scorrere – commentò Danilo – e si tratterà quindi di venirci incontro: io dovrò adattarmi a lei ed i miei tecnici dovranno adattare la moto a me. Questo richiede tempo”.
Di tono diverso invece le dichiarazioni rilasciate ieri dal pilota ternano ai microfoni della Dorna: “Questa moto è davvero ottima. Sul bagnato ho avuto da subito delle ottime sensazioni e sono felice di aver realizzato il giro migliore. Ha anche fatto una scivolata ma è comunque bello essere davanti. Spero che domani le condizioni meteo siano migliori. Erano i primi giri con un nuovo set di gomme, c’era vento forte e tanta acqua in pista”.
“Ovviamente ho bisogno di passare più tempo su questa moto – ha proseguito Danilo – soprattutto sull’asciutto, e quindi non so se nella seconda giornata scenderò in pista. Il livello della Superbike è talmente alto che per essere competitivi devi curare ogni piccolo particolare e quindi siamo solo all’inizio del nostro lavoro di preparazione al campionato”.
Miguel Oliveira ha fatto segnare il terzo tempo e anche per lui i tempi di adattamento alla BMW richiedono più tempo, ma la cosa importante è che, come ci aveva già dichiarato il direttore tecnico di BMW Motorrad Christian Gonschor,
il portoghese sia arrivato in Superbike con la mentalità giusta. “Il WorldSBK per me non è una soluzione di ripiego – ha dichiarato ai colleghi di Speedweek – ma una grande opportunità. Non voglio nascondermi ed è chiaro che guidando la moto campione del mondo il mio obiettivo non possa che essere il titolo mondiale, ma penso che sia lo stesso obiettivo della maggior parte dei piloti che corrono in questo campionato. Per me la differenza tra la MotoGP e la SBK è che ora posso disporre di una moto e di una squadra vincenti, mentre nel campionato prototipi questo non è mai successo. Questo mi da nuovi stimoli. Voglio divertirmi ed avere successo”.