Anche il Simson entra nella storia elettorale tedesca, con l'Afd

Anche il Simson entra nella storia elettorale tedesca, con l'Afd
Lo storico ciclomotore della Ddr già al centro delle polemiche per la passione di Höcke, torna protagonista: stavolta in sella c'era Ulrich Siegmund, che ha appena portato l'AfD a un passo dalla maggioranza assoluta in Sassonia-Anhalt. Ecco che ruolo può avere un motorino in una campagna elettorale
8 settembre 2026

Vi ricordate quando vi avevamo raccontato la passione di Björn Höcke per i ciclomotori Simson e le polemiche scoppiate in Turingia? Quella stessa strategia, spostata di qualche mese e di un Land più a nord, ha appena contribuito a una vittoria elettorale storica: in Sassonia-Anhalt, Ulrich Siegmund ha portato l'AfD a sfiorare il 45% dei consensi, aprendo per la prima volta dal 1945 la possibilità concreta che un partito di estrema destra guidi da solo un Land tedesco.

E anche stavolta, al centro della narrazione politica, c'era un piccolo motorino a due tempi color celeste: lo Schwalbe.

Domenica 6 settembre, giorno del voto, Siegmund si è presentato al seggio di Tangermünde, la cittadina in cui è nato, accompagnato dalla moglie in sella al suo Simson Schwalbe personale. Non un episodio isolato, ma la messa in scena finale di una campagna elettorale costruita per mesi attorno anche a quel ciclomotore: un tour a Quedlinburg ha radunato circa 5.000 persone, dopo settimane di raduni motociclistici organizzati lungo le strade di campagna della Sassonia-Anhalt.

La "Vespa" della DDR

Per chi non lo conoscesse, facciamo un ulteriore ripasso. Il Simson, e in particolare il suo modello più iconico, lo Schwalbe ("rondine"), è un ciclomotore prodotto a Suhl, in Turingia, tra il 1964 e il 1986: oltre 1,17 milioni di esemplari costruiti, un primato tra i due ruote motorizzati mai realizzato in Germania. Insieme al più recente S51, resta oggi un frammento vivo della quotidianità della Germania dell'Est: la gita al lago, i lavoretti in garage col padre, la prima libertà su due ruote. Per una generazione che la Ddr non l'ha mai vissuta, il Simson è diventato l'equivalente sentimentale della Vespa italiana ed è esattamente per questo che si presta così bene a diventare simbolo politico, come avevamo già raccontato lo scorso febbraio parlando del caso analogo in Turingia legato al leader locale dell'AfD Björn Höcke.

Nella narrazione di Siegmund, il Simson rappresenta la "libertà di movimento individuale" e un'epoca in cui, a suo dire, le persone restavano più unite. Una lettura che l'AfD sta tentando di trasformare in racconto identitario più ampio: non tutto ciò che veniva dalla Germania dell'Est era negativo, non tutto ciò che è arrivato dopo la riunificazione è stato un miglioramento. Ed è la stessa operazione che avevamo già visto all'opera con Höcke: un oggetto di culto popolare, apolitico per natura, riconvertito in manifesto elettorale per intercettare un elettorato che nella nostalgia dell'Est riconosce ancora un'identità precisa.

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Ciò che l'Afd preferisce non raccontare...

Il punto, lo scrivevamo già a febbraio, è che il marchio Simson porta con sé un pezzo di storia difficilmente compatibile con l'uso che ne fa oggi l'estrema destra tedesca. L'azienda fu fondata nell'Ottocento dai fratelli Moses e Loeb Simson, una famiglia ebrea che a Suhl produceva prima armi, poi veicoli. Nel 1936, sotto il regime nazionalsocialista, la famiglia fu espulsa dalla Germania e costretta a fuggire negli Stati Uniti. Il nome è rimasto sui serbatoi dei ciclomotori prodotti poi dalla Ddr; la storia dei suoi fondatori, per decenni, no.

Da tempo i discendenti della famiglia protestano contro l'appropriazione del marchio da parte dell'AfD. Dennis Baum, portavoce della famiglia, ha ribadito anche in questi giorni che i Simson non vogliono avere nulla a che fare con un partito le cui posizioni si traducono, nei fatti, in minacce contro immigrati, persone di colore e minoranze sessuali. Parole che ricalcano quanto Baum aveva già dichiarato all'agenzia dpa lo scorso inverno, quando aveva definito "ripugnante" e "un insulto" ogni collegamento tra il nome della sua famiglia e l'AfD.

Al governo in motorino

Che oggi, con l'AfD proiettata verso il governo della Sassonia-Anhalt, le immagini di Siegmund in sella al suo Simson vengano rilanciate come simbolo della "svolta" rivendicata dal partito, conferma quanto un oggetto popolare e affettivo come un vecchio ciclomotore, di fatto un feticcio, possa essere piegato a un uso politico preciso e duraturo. Non si tratta di un episodio isolato legato ad un'iniziativa di Höcke, ma una strategia comunicativa che l'AfD sta replicando Land dopo Land, a prescindere da cosa ne pensino gli eredi di chi quel marchio lo ha creato, e da chi, ottant'anni fa, fu costretto ad abbandonarlo insieme al proprio paese a causa di una pulizia etnica.