100th 6Days FIM Enduro Of Nations. Piccolo Enduro può diventare grandissimo (e insegnare allo Sport) [VIDEO]

100th 6Days FIM Enduro Of Nations. Piccolo Enduro può diventare grandissimo (e insegnare allo Sport) [VIDEO]
Super Italia. Da qualsiasi parte la si guardi, la doppia vittoria Italiana in Portogallo è un trionfo assoluto. Le Squadre, le individualità, la gestione, la forza di tradurre una responsabilità in una potenza imbattibile. E quella “questione Verona” finalmente risolta e diventata il simbolo di un successo incredibile, completo
19 ottobre 2026
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Grândola, Portogallo, 17 Ottobre. Lunedì. Al lavoro. Però, non so com'è, più volentieri. Invece lo so, ho un bel pensiero che mi accompagna da sabato. Un pensiero azzurro. Aver vinto l’edizione numero 100, la 100th 6Days FIM Enduro Of Nations, è sì qualcosa di storico, una pietra miliare della storia dell’Enduro e dello Sport. Bene, l’Italia è due volte consecutive oltre questa pietra angolare dell’Enduro. Non è la prima volta che la Nazionale vince e visto che son già 35 possiamo dire che non sarà l’ultima. Tuttavia ogni anno è più difficile, più “tirato”, per cui Bergamo-Grândola è una doppietta che vale tanto di più. Non avrei dubbi. E poi c’è sopra il timbro 100, il sigillo di un momento che non può capitare tutti i giorni. Bisogna ricordarlo: l’Enduro è uno sport piccolo, quasi una nicchia, ma può diventare grandissimo e esemplare perché conta sulla forza di una tradizione rispettata e contagiosa. E sulla perseveranza, sulla conservazione, la distillazione delle sue qualità più concrete.

Perché l’Italia è più forte? È un po’ una questione ciclica. Ed è anche una questione, come dire, di fiducia. Ci sono state le ere finlandesi, francesi, dei paesi dell’Est. E ci sono state epoche italiane. Ci sono momenti della storia in cui 4 campioni stratosferici sono tutti dello stesso Paese e allora sono dolori per anni. C’è un fatto, però, c’è il modo di lavorare e di sentire il “compito” con una certa passionaccia che spinge oltre e che trasforma il sempre delicato senso della professionalità, del ruolo, in qualcosa di extra. L’Italia è sempre stata una delle patrie dell’Enduro. Piloti, Team, Campionati, oggi come allora tutto funziona forte e si auto alimenta su una base tradizionalmente forte. Alla fine non si sa più se è un privilegio o un premio, le due componenti si fondono nel risultato che abbiamo visto oggi, 17 Ottobre 2026.

Cristian Rossi (ma c’è dietro una struttura federale di fuoriclasse, Franco Gualdi era alla 50ma 6 Giorni) ha studiato, scelto, formato, deciso, poi fatto chiamare i suoi dalla Patria, ed è come se avesse acceso la miccia di un congegno micidiale. Con il propellente Andrea Verona, un fuoriclasse che ha trascinato la Squadra nonostante una “questione personale” importantissima, e con il carburante del contributo non meno importante dei Piloti che hanno richiamato il meglio di sé per metterlo a disposizione della missione. Si è visto bene che non basta un fuoriclasse a fare una nazione vincente. Non ha potuto niente la Francia di Zachary Pichon, e hanno potuto ancora meno la Spagna di Josep Garcia o la Svezia di Max Ahlin.

E così è successo. Ci sono Piloti che si dimostrano imbattibili nei campionati nazionali ma impacciati nel Mondiale, o viceversa. A parte Verona, Samuele Bernardini, Matteo Cavallo e lo stesso Morgan Lesiardo hanno avuto una stagione a tratti complicata, anche per fattori esterni. Però arrivati in Portogallo sono riusciti a sbarazzarsi di ogni “negatività” catalizzandosi attorno all’occasione e puntando dritti all’obiettivo. “Senatori” e “Under” non si sono risparmiati, non si sono tirati indietro neanche per un momento, hanno resistito alla tentazione del dolore di una ferita o un infortunio. Anche questo conta. Vale per la formazione World Trophy e vale anche per la Squadra Junior. Kevin Cristino, Alberto Elgari e Manuel Verzeroli hanno compattato le energie e esploso una forza incontenibile. Tanto per averne conferma, basta vedere l’ultima classifica del giorno, terzo, quarto e quinto, uno dietro l’altro sulla spiaggia di Sines.

Qualcuno potrebbe obiettare che i francesi Junior si sono dovuti arrendere per lo stop di Thibault Giraudon, non credo che il risultato finale sarebbe stato diverso. Vero è, invece, che l’”effetto Verona” è straordinario, il nostro Super Campione che irrompe e, anch’egli in una stagione non completamente cristallina, diventa imprendibile, non negoziabile, cioè un modello di volontà che non si può ignorare. Verona diventa “effetto” perché non resta isolato. Guardate Alberto Elgari, alla fine del sesto giorno è lo Junior Assoluto. Guardate Manolo Morettini, dopo sei giorni è il Club Team Assoluto. E prima di lui Pietro Scardina, idem.

Sfortunati, è il caso di dirlo, i ragazzi del Team Italy impegnati nei Club Team Award. Erano i più forti, ugualmente compatti e incisivi, in un certo senso “rassicurati” dall’intrattabile efficacia del loro Campione del Mondo, Pietro Scardina. Proprio il toscano, tuttavia, è incorso in quel dato statistico “contrario” altrimenti eccezionale e di cui si è parlato. Un guasto alla Moto, Simone Cagnoni e Manolo Morettini si sono ritrovati in mare aperto su una scialuppa di salvataggio, da primi a fuori gioco e in balia delle corazzate americane Rabacinda, Missouri Mudders e GTBN. C’è mancata una Nazionale al femminile, magari per completare l’opera, o meglio l’affresco di un’Italia dell’Enduro (ma diciamocelo, del Motorsport) molto al di sopra dell’eccellenza, magari per provare a contrastare il dominio delle bravissime americane Brandy Richards, Korie Steede e Rachel Gutish, di fatto però assolutamente inavvicinabili (ne sanno qualcosa australiane e francesi).

Polvere. Se n’è parlato quasi tutti i giorni. La polvere è stata una costante, onnipresente. Due giorni modificati per “scarsa visibilità”, un eufemismo preso dalla nautica. Abbiamo già detto che è quasi inevitabile. Ovvero, si deve scegliere. In generale, bel tempo uguale polvere. Perché quando partono uno dietro l’altro 500 concorrenti e in terra è secco, ben presto il contesto si “annuvola” partendo dal basso. Quindi, o facciamo la 6 Giorni in pieno inverno o nella foresta pluviale, oppure questo è il destino. C’è da dire che il bel tempo quest’anno ha “sforato”, e due gocce d’acqua ci potevano stare e invece no. Non importa, al momento la memoria va indietro solo fino al delirio del podio improvvisato sulla spiaggia di Sines sotto il sole. Due volte Italia! (E poi per l’”umido” abbiamo già la prospettiva Galles, 101ma edizione, Builth Wells, dal 13 al 18 settembre 2027)

Classifiche (due c******i così grandi). Per le classifiche si deve fare di più. Lente, claudicanti, ogni volta costretti a ripartire dalla prima giornata, dati mai live ma in differita da fuso giapponese. I tempi si prendono con i transponder, la registrazione è in tempo reale. Allora non si capisce come mai, ma è lo stesso problema che si ripete anno dopo anno, quest’anno addirittura peggio. Il Mondiale Enduro sa far molto meglio, il Mondiale Motocross è perfetto, istantaneo. È buio pesto e sul sito 6giorni vincono ancora i canadesi e un certo Medaglia!!!

Per ultimo, la favola dell’Assoluta. E qui copio e incollo dalla breaking news del pomeriggio (così correggo anche qualche errore della fretta e dell’entusiasmo). Il sabbione di Sines, suggestivo, atlantico e vagamente Touquet, ha chiuso la Sei Giorni portoghese con l’epilogo del duello stellare mandato in scena dai “fratelli” KTM-Farioli Andrea Verona e Josep Garcia. Andrea Avanti subito, Josep in recupero i successivi 4 giorni. Infine la resa dei conti. La lunga serie, 5 vittorie, di Josep Garcia è interrotta: l’edizione numero 100 è di Andrea Verona, l’Assoluto! E questa è la perla della “nostra” Sei Giorni Internazionale, l’”Olimpiade” dell’Enduro che parla quasi esclusivamente itaiano.

Cristian Rossi, Commissario Tecnico FMI: "Non potevamo chiedere di più da questa Sei Giorni di Enduro. Conquistare ancora una volta il Trofeo e il Trofeo Junior è stato meraviglioso. Ce l’abbiamo messa tutta, ci siamo impegnati a fondo e siamo riusciti in un’impresa. Merito dei ragazzi che fin dal loro arrivo si sono concentrati appieno sulla competizione, studiando nei minimi particolari le Speciali, per poi affrontare tutte le difficoltà con un solo obiettivo: aiutare la squadra e vincere. Sinceramente non so quante altre formazioni sarebbero arrivate in fondo con gli stessi infortuni fisici che abbiamo subito noi. I piloti sono stati semplicemente perfetti, nel risultato finale così come nell’atteggiamento, la nostra vera arma in più. La cura dei dettagli da parte di tutti ha fatto la differenza. In questa occasione voglio ringraziare i Tecnici Andrea Balboni, Andrea Benedetti, Giuseppe Canova e Alex Zanni, fondamentali per questa vittoria, e tutto lo staff della nazionale che ha lavorato dietro le quinte. Un ringraziamento anche ai team, con i quali abbiamo lavorato in piena armonia. L’anno prossimo, in Galles, difenderemo i due titoli di Campioni del Mondo a squadre. Farlo sarà un onore".

Giovanni Copioli, Presidente FMI: “E’ stata una Sei Giorni incredibile, meravigliosa. Nel 2025 abbiamo vinto in casa e quest’anno ci siamo confermati in un contesto completamente diverso, difficile, su un percorso in cui tutte le squadre sono andate in difficoltà. Ripetersi sia nel Trofeo che nel Trofeo Junior, nella 100esima edizione della 6Days, la competizione motociclistica più antica al mondo, rende questa giornata una pagina storica dello sport italiano. Non ho parole per descrivere la forza, l’atteggiamento, lo spirito di squadra dei nostri piloti: hanno superato una Sei Giorni che li ha messi a durissima prova tra polvere, infortuni, noie meccaniche. Hanno affrontato gli ostacoli con determinazione e compattezza. Ma tutta la delegazione è stata encomiabile e per questo voglio ringraziare in particolare il Coordinatore Enduro Franco Gualdi – alla sua 50esima Sei Giorni, il CT Cristian Rossi e i nostri tecnici. Il loro è un lavoro che prosegue da anni e che continua a dare risultati incredibili. Si meritano queste soddisfazioni. Un grande plauso va poi ai team – con i quali vi è stata ampia collaborazione – e a tutto lo staff della nazionale; senza queste componenti tutto ciò sarebbe impossibile. Chiudo con i complimenti ai Moto Club italiani che hanno affrontato la Sei Giorni, mettendo in campo una passione davvero unica. Ricordo infine che celebreremo la vittoria del Trofeo e del Trofeo Junior alla Moto d’Oro, in programma il 10 dicembre a Rimini. I nostri ragazzi si meritano i più importanti festeggiamenti”.

© Immagini Andrea Belluschi | Future7Media, FMI, ANSA, KTM, Beta Media, GasGas, Honda RedMoto Media, TM Team Boano, NSA Racing, JET Racing, Triumph