100th 6Days FIM Enduro Of Nations. D5. Tutto “regolare”, ma il finale annunciato è da pelle d’oca. Ecco perché [VIDEO]

100th 6Days FIM Enduro Of Nations. D5. Tutto “regolare”, ma il finale annunciato è da pelle d’oca. Ecco perché [VIDEO]
Italia World Trophy in testa, Italia Junior Trophy al comando. Vantaggi rassicuranti e penultima giornata di contenimento. Ma il finale degno della 100ma riserva un incontro di “cartello” sensazionale, eccezionalmente teso e controverso, inaspettatamente cruciale
16 ottobre 2026
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Grândola, Portogallo, 16 Ottobre. Ci sono oggi tre formidabili fuoriclasse dell'Enduro che sono semplicemente inarrivabili. Sono i due marziani di KTM-Farioli, Andrea Verona e Josep Garcia, e la stella figlio d’arte di TM-Boano, Zachary Pichon. Anche oggi lo si è visto chiaramente, e dato che siamo all'ultimo dei giorni di puro enduro della FIM 6Days questo è un regalo dell’Enduro al Motorsport tutto. “Zac”, finalmente vincitore di una giornata, “Pepin” e Andrea hanno chiuso il Day 5 nell’ordine e in un fazzoletto di appena 6 secondi e 34 centesimi, e alla festa pre-finale ha partecipato anche un mostro sacro ultimamente non troppo fortunato, l’ufficiale Beta-Dini Brad Freeman, per l’occasione terzo assoluto. Spettacolo!

Non basta. Adesso accade un fatto eccezionale. Il paradosso. L’Assoluta individuale dell’Olimpiade dell’Enduro sarà risolta “a vista”, gomito a gomito sulla pista di cross. Cosa succede? Succede che Andrea Verona è ancora in testa, ma il suo vantaggio su Josep Garcia è ridotto a meno di 10 secondi. Praticamente, niente! È facile ipotizzare che il primo che uscirà dalla polvere del “crossodromo” ricavato sulla spiaggia di Sines, Sud-Ovest di Grândola, sarà il vincitore del duello che ha attraversato, enfatizzandola, questa Sei Giorni. Garcia non ha niente da perdere, su Verona gravano lo stimolo di un successo personale strepitoso ma anche la responsabilità del contributo determinante al risultato dell’Italia. Parlando a sproposito, anzi bestemmiando, diciamo che ci sarebbero gli estremi per un “ordine di scuderia”. Garcia ha già vinto tutto, Verona in fondo non è completamente libero di esprimersi come se non ci fosse un domani. D’altra parte è la centesima edizione della Sei Giorni, un’occasione nella quale non si può chiedere niente a nessuno. Verona scioglierà i cavalli della KTM 450, Garcia farà frullare fino al mal di testa la KTM 250, questa è l’unica indicazione tecnica che può avere un peso sul sabbione decisivo. Dunque è certo che il gran finale di un evento straordinario si configura come uno spettacolo extra fuori dall’ordinario.

Le 5 Speciali del quinto e penultimo giorno tra Pinhal do Concelho, Alcacer Do Sal e il paddock non hanno esposto i concorrenti a eventi speciali. Chi era indietro ha cercato quanto meno di innervosire, chi era davanti si è dedicato a una giornata di contenimento. Ammettiamolo, oggi la Francia del World Trophy ce le ha suonate, ma era in preventivo, il vantaggio era tale per cui gestire il margine era quasi obbligatorio, e comunque stra-opportuno. Diamoci delle arie e diciamo che abbiamo “concesso” ai francesi un tre quarti di minuto. Ce ne restano adesso un filo meno di tre, e sono quelli cruciali che Verona, Lesiardo, Bernardini e Cavallo dovranno gestire nel gran finale sulla spiaggia.

Stessa storia, più o meno, per quanto riguarda la grande sfida dello Junior Trophy. Elgari, Verzeroli e Cristino controllano gli americani Jones, Cleveland e Tino, che hanno vinto la quinta giornata, dall’alto di un vantaggio che, analogamente a quanto accade nel Wolrd Trophy, ammonta a poco meno di tre minuti, 2’50” tondi, per l’esattezza. Svezia da una parte, e Spagna dall’altra, sono distanti e non possono pretendere di “disturbare” lo show delle due Nazionali Italiane impegnate nella sfida finale contro, rispettivamente, Francia e Stati Uniti d’America.

Fa un po’ tristezza vedere Pietro Scardina sollecitare la gara singola dei suoi due “ex” compagni di avventura. Manolo Morettini, secondo, e Simone Cagnoni, quinto, sono e restano tra i migliori in assoluto, ma il ritiro di Scardina il quarto giorno ha interrotto la marcia trionfale del Team Italy nella corsa per il Club Team Award. Se lo giocano, adesso, i tre Team americani del Rabaconda, Missouri Mudders e GTBN, mentre le americane Brandy Richards, Korie Steede e Racher Gutish non dovrebbero far fatica a confermarsi nel World Women Trophy, e ad imporsi su australiane e inglesi.

Come si dice, è ora di trattenere il respiro, tutti in piedi fino al pomeriggio di uno storico sabato 17 Ottobre...

Cristian Rossi, Commissario Tecnico FMI: "Oggi siamo riusciti ad amministrare il gap sugli avversari, nel senso che abbiamo perso dei secondi ma siamo pur sempre in testa con un buon margine sia nel Trofeo che nel Trofeo Junior. Nell'ultima giornata di gara non dovremo dare nulla per scontato e, anzi, sulla spiaggia di Sines - dove è stato predisposto il tracciato di cross - dovremo pensare a portare a casa il risultato".

© Immagini Andrea Belluschi | Future7Media, FMI, ANSA, KTM, Beta Media, GasGas, Honda RedMoto Media, TM Team Boano, NSA Racing, JET Racing, Triumph

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