Supercross

Torino Supercross 2018: al via sabato 15 dicembre al Pala Alpitour

- Quali saranno i top riders a correre? Cosa rimane di Genova? Tutte le risposte nell'intervista a Paolo Schneider, uno degli organizzatori dell'evento

Dopo tantissime edizioni a Genova, il Supercross arriva a Torino e lo fa alla grande con top rider di livello mondiale, pronti a stupire gli spettatori con gare al cardiopalma. Non solo Supercross però, quest'anno il 15 dicembre al Pala Alpitour ci sarà anche lo show di Freestyle con grandi piloti pronti ad infiammare il pubblico con salti eseguiti da rape da 22 e 36 metri.

Abbiamo intervistato per voi Paolo Scheneider, uno degli organizzartori dell'evento e ci ha raccontato i dettagli di un'edizione che rimarraà sicuramente nella memoria dei tanti appassionati della disciplina.

 

Quando è nata l’idea del Supercross di Torino?

 L’idea del Supercross di Torino è nata circa un anno fa dalla mancanza in Italia di un evento di Supercross di riferimento dopo la fine di Genova, che purtroppo aveva perso l’accessibilità al palazzetto e da allora non si era più visto Supercross di livello internazionale in Italia. 

La passione per il Motocross e per il Supecross mi ha portato a fare questo ragionamento con Alfredo Lenzoni, mio partner in questa avventura che era rimasto a secco di Supercross dopo la fine di Genova, a parte il Campionato Internazionale d’Italia che è un po’ diverso.

Abbiamo capito che l’unica struttura in Italia, la più moderna per accogliere un evento di questo genere fosse il Pala Alpitour di Torino e abbiamo deciso di approcciarci a questo progetto. Ci siamo mossi subito per capire a livello organizzativo quali fossero le cose da verificare per farlo a Torino, ci siamo subito trovati bene con il Palazzetto e dall’altra parte per capire come organizzarci con i piloti a livello internazionale e con la data. Siamo rimasti molto soddisfatti. Abbiamo lavorato con Eric Ronard che ha saputo garantirci una line up di piloti di alto livello.


Avete incontrato dei problemi particolari dal punto di vista organizzativo?

 No, non abbiamo trovato nessun problema particolare. A dire la verità organizzare nei palazzetti è più semplice rispetto all’outdoor, ci sono diversi servizi garantiti e, essendo strutture chiuse, è più facile controllare l’afflusso di pubblico. Sono luoghi che tutte le settimane ospitano grandi eventi dai concerti alle fiere agli eventi sportivi, quindi è stato semplice.
 

Quali sono i punti di forza del Torino Supercross?

I punti di forza sono diversi. Il principale è il fatto che si svolga in una struttura con tutti i servizi a portata di mano ed è quindi più accessibile per le famiglie e per tutti gli spettatori ed essendo uno spettacolo continuo, con colpi di scena che si susseguono minuto dopo minuto, risulta essere entusiasmante per tutti. Questo anche grazie alla combinazione tra la gara di Supecross  allo show di Freestyle, entrambi di alto livello con piloti tra i più bravi al mondo con freestyler che hanno vinto medaglie d’oro ai recenti X-Games. Parliamo di piloti del calibro di Axell Hodges, Jarryd McNeal, Edgar Torrenteras, che è il mito del freestyle Europeo, Matt Rebeaud e poi gli italiani Davide Rossi e Massimo Bianconcini che è una leggenda italiana del freestyle. Sarà uno show di altissimo livello che avrà il valore aggiunto della combinazione della gara e dello Show.


Parlando del fulcro della manifestazione, quindi della pista, che caratteristiche ha il circuito?

La pista sarà sicuramente molto tecnica, in modo tale da esaltare le qualità dei piloti americani, con Carmichael che è l’ambasciatore dell’evento e che prenderà anche parte a gran parte del programma, è ancora velocissimo, l’ho visto in Florida mentre si allenava e fa paura. Poi ci sono tre altri grandi nomi: Cole Seely, ufficiale Honda e compagno di squadra di Ken Roczen, Justin Brayton e Malcom Stewart. Sono tutti sullo stesso livello, sarà una gara entusiasmante.

Per quanto riguardi gli outsiders ci sarà Angelo Pellegrini, che si è trasferito in America e che tornerà a Torino per l’evento e poi tanti altri come Adam Chatfield, Joe Clayton, Vongsana Khoun-Sith, il livello della gara di Supercross sarà molto alto.

La pista sarà molto tecnica, un circuito simile a quello di Bercie di Ginevra, una pista tra i 30 e 35 secondi come le altre in Europa, sicuramente verrà fuori un bel lavoro. Per ora abbiamo un disegno elaborato nei minimi particolari, ma ci saranno delle sorprese dell’ultimo minuto con dei miglioramenti. Per quanto riguarda il tracciato di Freestyle, prevede due rampe, una tradizionale da 22 metri e una da 36 metri che esalta le doti dei fuoriclasse, il tracciato di Supercross si integra bene con quello Freestyle.


Quanto c’è del Supercross di Genova?

C’è sicuramente tanto, la metà della società e della partnership è gestita da Alfredo Lenzoni che ha gestito oltre 20 edizioni del SX di Genova, portandosi così dietro tutto il know how organizzativo e tutto il team di persone che aveva già gestito quanto fatto a Genova. L’innovazione sta nel coonubio tra me e lui, tra le nostre passioni che se per alcuni aspetti sono molto simili, per altre differiscono. Il mio compito è stato portare le mie relazioni internazionali con i piloti americani, che conosco bene, con il designer di tracciati americani che darà una mano ad Armando Razzi che è il nostro costruttore che aveva già lavorato a Genova e mi porto dietro tutta la conoscenza maturata con Maggiora, andando così a rafforzare il progetto.

Ci sarà tanto di Genova, mixato con anche le mie esperienze personali. Siamo erti che miglioreremo quanto fatto a Genova.


Quanti spettatori può ospitare il Pala Alpitour?

Il Pala Alpitour può ospitare circa 12.500 persone, nella nostra configurazione. La prevendita sta andando bene e sicuramente ci aspettiamo una buona affluenza nel giorno della gara. Il nostro obiettivo è quello di riempire il palazzetto visto che lo show merita una grande affluenza.


L’obiettivo è ovviamente sarà quello di portare a termine una prima edizione di una lunga serie?

Certo, noi abbiamo già firmato un contratto di tre anni con il Pala Alpitour, quindi saremo lì per tre anni. Poi vedremo nel futuro quali altri progetti nasceranno legati a questo ma questo è un progetto che va oltre al  primo anno e alla prima gara. Noi ci crediamo molto, sempre spinti dalla passione, che è la cosa più importante e anche chi viene deve sapere che anche gli organizzatori sono grandissimi appassionati e che fanno uno sforzo in più per garantire uno show di primissimo livello che soddisfi per primo anche le nostre esigenze.

Le biglietterie apriranno alle 15.00 il giorno dell’evento, nel pomeriggio ci saranno già le prove, qualcosa di bello di bello per gli appassionati, arricchito dalla sessione di autografi, interazione con i piloti, giochi con il pubblico e speaker, ci si potrà divertire sin dal primo pomeriggio.

Noi di Moto.it saremo presenti in qualità di Media Partner. Se volete procurarvi i biglietti e saperne di più dell'evento, potete collegarvi al sito dell'evento.

  • lucamax62, Milano (MI)

    Rispetto alle gare a Genova c'è da dire che i fruitori sono profondamente cambiati e sopratutto sono molti di meno di una volta.

    I giovani non sono più appassionati di motocross come lo erano 20 anni fà questo malgrado l'Italia con Cairoli abbia dominato per anni il mondiale.

    Auguro il meglio agli organizzatori ma spero per loro che abbiano fatto una polizza per il mancato incasso.

    Inoltre senza un traino televisivo è difficile attirare un pubblico generico all'evento.

    Trovo triste che Italia 1 trasmetta invece quella vaccata colossale della Formula E da un paese arabo con le inviate italiane che indosseranno il velo islamico, manco fossero la Sig.ra Boldrini.
  • MASXX751273, Volvera (TO)

    Il problema, come detto da Albe14, è il prezzo del biglietto.
    Ne avrei approfittato per portare mia moglie e le mie bimbe a vedere uno spettacolo diverso, ma cavolo, non si può spendere più di 200 euro per questo, in più la stessa sera c’è il derby di Torino e ci sarà il delirio fuori dal palazzetto che è attiguo allo stadio.

    Sarà per la prossima volta. Mi spiace.
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