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Calcinate, Bergamo, 23 Giugno. Sembrava dovesse essere un incontro informale, un saluto italiano. Invece ASO e Italtrans hanno allestito un evento “travestito” da informale ma denso di contenuti, di rivelazioni. Insomma, a fine giugno ne sappiamo molto di più di quanto tradizionalmente ci capita di sapere non prima di Novembre. Percorso, caratteristiche generali delle tappe, condizioni e contesti particolari, struttura e “densità” dell’impegno. Dicono che sarà la Dakar delle maturità, dico che è il perenne rinnovamento di un mito nato con l'ultima espressione dell'Avventura moderna del Motorsport. Da Nord-Ovest il Direttore, David Castera, e il responsabile delle relazioni con i concorrenti, Charles Kuypers, dall’Ovest di Tortona (o dall’Est di Cipro) Edo Mossi, il referente italiano del Rally-Raid per definizione, da tutt’Italia gli appassionati, molti fedelissimi. Al centro Italtrans, zenith dell’evento, gli hangar dell“Elefante del Deserto”, l’anfitrione Claudio Bellina. La conduzione, competente e simpatica, è affidata all'estro di Sandro Donato Grosso. Incontro, sì, è sempre un piacere. Occasione, pure, la Dakar lo è sempre. Istruzioni per l’uso, per una volta un privilegio italiano per gli italiani, terza “forza” nazionale della Dakar.
Ebbene, chiusa la pappardella dei ringraziamenti (ma in effetti opportuni) ecco la raffica delle notizie, delle cose che abbiamo saputo. In ordine sparso, per punti, così come sono arrivate alla nostra conoscenza. L’elenco è lungo e nutrito, allacciate le cinture di sicurezza, si parte.
1. 13 tappe più il prologo, 8.390 chilometri totali, 5.130 di prove speciali, è il record della Dakar Arabia Saudita. Una Marathon Rifugio, cioè survival, una Marathon “normale”, addirittura di lusso. 3 tappe sono completamente inedite, il percorso di terreno lo è, naturalmente, molto di più, i tre quarti delle speciali superano i 400 chilometri!
2. Il prologo è sempre quel che è, caratterizzato più dall’impazienza dei partenti che non dalle difficoltà. Buona notizia: i sassi delle seconda tappa, infamemente famosa, sono stati eliminati, ed è confermato il pit stop pneumatici. Cattiva notizia, i sassi della seconda... sono trasferiti nella terza. Zuccherino: pit stop pneumatici nella seconda e nella terza.
3. Quarta tappa, anello di Ha’Il. Novità interessante. Niente sassi, bensì una bella, lunga, solenne tappa di sabbia. Quel che ci vuole. Poi Al Dawadimi, 5a, e arriva la parte più difficile, sesta e settima collegate dal bivacco Marathon Rifugio. Bivacco. Parola grossa: tenda, sacco a pelo, razione di emergenza, per tutti prima di arrivare alla giornata di riposo di Bisha. Bisha non è Riyadh o Jeddah, ci si arriva con un volo organizzato da ASO, agli aeroporti principali come di consueto a discrezione del visitatore. Parenti, amici, fidanzati-e hanno l’attenzione degli organizzatori. Punti “belvedere” per seguire fine a inizio tappe come si deve, e a Bisha anche un altro anello da seguire, non solo baldoria al bivacco.
4. La tappa più bella. Non c’è unanimità. Secondo David Castera è la nona, quella che porta a Wadi Ad-Dawasir. Scenari da capogiro, canyon, altopiani, variazioni sui temi estetici “classici” e più affascinanti. Secondo… Castera David, è la 12ma, un affresco di 450 chilometri di speciale più 800 per una grande volata Marathon vicinissimi al Mar Rosso e, ormai, all’epilogo (sarà anche questo che la rende così attraente?). E infatti la 13ma e ultima è appena 100 chilometri, podio, cerimonia, festa.
5. Partenza e Arrivo: King Abdoullah Economic City. Confidenzialmente KAEC. È uno dei sei megaprogetti di città lanciato a inizio millennio, e la prima di queste città realizzata. Tutto nuovo, logisticamente e socialmente futurista. Ancora bivacco “Start Camp”, ovvero tutte le comodità e le facilities immaginabili, ancora in riva al mare, in più questa volta alberghi, bar, cinema, shopping, tutto nuovo, tutto “centre ville”. Magia del petrodollaro. La nuova città è 100 chilometri a Nord di Jeddah, comodamente raggiungibile con il trenino, anch’esso nuovo di zecca, che parte dall’aeroporto di Jeddah. I mezzi arrivano direttamente al porto di KAEC. Gran lusso, confort, mi pare.
6. Dakar Classic, 7ª edizione, mezzi fino al 2005, regolamento aggiornato. 7.075 chilometri totali, 3.930 di prove di... Regolarità. Bivacchi, gli stessi della Dakar, è chiaro, 90% del percorso inedito. Confermate e affinate Dakar Future Mission 1000, 3 tipi di alternative energetiche, e Saudi Next Gen, talent discovery esclusiva Arabia Saudita…
Le iscrizioni alla Dakar Arabia Saudita 2027 sono aperte da un mese… Moto quasi in bolla, credo, Auto e Classic ancora possibili. Ma visto che le informazioni chiave sono disponibili, se avete in mente la vostra, di disponibilità, non sarebbe male darsi una mossa. Dall’ospitale Arena Italtrans è tutto, a voi studio. Cioè a voi, avete tutti gli elementi per studiare a fondo ed essere super preparati per l’esame della vostra Dakar 2027.
© Immagini. ASO Media, Red Bull Content Pool, DPPI, Milagro Gigi Soldano