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Il sabato di Vallelunga entra di diritto nella storia del motociclismo nazionale. Sul tecnico e selettivo tracciato romano, in condizioni di pista finalmente asciutta (DRY, con asfalto a 23°C), si è consumata una doppia apoteosi che ha assegnato i due scudetti più prestigiosi del Dunlop CIV 2026. Alessandro Delbianco (Yamaha – DMR Racing) in Superbike e Lorenzo Dalla Porta (Yamaha – Promodriver) in Supersport 600 sono ufficialmente i nuovi Campioni Italiani, coronando una stagione vissuta da assoluti dominatori. Per la casa dei tre diapason si tratta di una giornata di festa trionfale.
Il pomeriggio di Vallelunga si è aperto con una tensione che si tagliava con il coltello, esplosa in pista fin dalle prime curve. Al via, il poleman Gabriele Giannini (Honda – Scuderia Improve by Firenze Motor), scattato con il chiaro intento di mantenere vive le speranze di campionato, è incappato in una pesantissima caduta alla curva 11 durante il corso del primo giro. Nonostante il disperato tentativo di rientrare in gara e un passaggio dai box, Giannini è stato costretto al ritiro definitivo dopo appena una tornata, lasciando via libera al suo diretto rivale.
Con il rivale fuori dai giochi, Alessandro Delbianco non ha mostrato il minimo segno di esitazione o braccetto corto: si è preso con forza la leadership della gara, martellando un ritmo martellante (siglando il suo miglior passaggio personale in 1'37.621 al quinto giro) e gestendo magistralmente il vantaggio fino alla bandiera a scacchi, chiudendo in 21'17.895. La sua cavalcata solitaria ha legittimato un titolo strameritato, costruito su una costanza e una velocità impressionanti nel corso di tutto il 2026.
Alle spalle del neo-campione italiano si è scatenata una bellissima battaglia per le posizioni d'onore. Ad avere la meglio è stato Luca Bernardi (Aprilia – Titano Cecchini Racing), bravissimo a conquistare la seconda posizione con un ritardo di 2.671 secondi dal vincitore. Sul terzo gradino del podio è salito Michael Ruben Rinaldi (Ducati – Team Bmax Racing), staccato di 4.033 secondi, bravo a resistere al forsennato ritorno di Christian Gamarino (BMW – Sisma Racing Team). Gamarino, giunto quarto per appena 77 millesimi dal podio, si consola parzialmente stampando il giro veloce della gara in 1'37.386 alla media di 151,931 km/h.
La top 5 viene completata dalla Ducati Barni Racing di Nicholas Spinelli, attardata di 10 secondi e mezzo, che ha preceduto l'esperto Michele Pirro (Ducati – Fiamme Oro) e la BMW di Emanuele Pusceddu. Tra le note dolenti della giornata si registrano, oltre a Giannini, i ritiri pesanti del tedesco Lukas Tulovic (scivolato alla curva 12 nelle primissime battute) e di Luca Ottaviani, caduto alla curva 14 durante il settimo passaggio.
La gara della Supersport 600 ha regalato emozioni fortissime dal primo all'ultimo dei 13 giri previsti. Lo scatenato Niccolò Antonelli (Yamaha – Altogo Racing Team) ha fatto tutto ciò che era in suo potere per tenere aperti i giochi, conquistando una splendida vittoria in solitaria in 21'40.937 e firmando anche il giro veloce della corsa in 1'39.228. Alle sue spalle si è piazzato Kevin Zannoni (Yamaha – D&A Racing), staccato di 3.308 secondi.
I riflettori della festa erano però tutti puntati sul terzo gradino del podio: con una prova di intelligenza tattica ed estrema freddezza, Lorenzo Dalla Porta (Yamaha – Promodriver) ha conquistato la terza posizione in 21'44.567, tenendosi alle spalle per un soffio il compagno di marca Edoardo Colombi (quarto a soli 91 millesimi). Grazie a questo piazzamento a podio, l'ex Campione del Mondo Moto3 ottiene la certezza matematica del titolo tricolore. Una stagione da incorniciare per Dalla Porta, che succede con merito ai grandi nomi della velocità italiana regalando al team Promodriver uno storico scudetto. Quinto posto per la prima delle Ducati, quella di Federico Fuligni, staccato di 4.505 secondi.
Gara 1 alle 15:20
Gara 1 alle 16
Gara 1 alle 16:40