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Fabio Di Giannantonio arriva in Austria dopo un weekend di Misano nel quale si è ritrovato indirettamente coinvolto nella polemica nata dalla conversazione con Pecco Bagnaia, nel fuorionda ripreso da Dazn Espana. Il romano non entra nel merito delle parole del collega, ma critica il modo in cui un normale confronto tra piloti sia diventato pubblico.
Nel giovedì del Red Bull Ring, Diggia ha parlato anche del weekend che lo attende, dei problemi ai freni accusati a Misano e soprattutto dei test con le nuove 850 cc e le gomme Pirelli, ai quali non potrà partecipare in vista del suo cambio di costruttore nel 2027. Qui le parole di Diggia, tradotte, ai giornalisti inglesi:
Questa settimana ti sei ritrovato coinvolto nella vicenda legata a Bagnaia. Come hai vissuto quanto successo?
"Non voglio entrare nel merito di questa storia perché non è la mia storia. Però posso dire che noi piloti, soprattutto noi italiani, ci conosciamo da tantissimo tempo e parliamo sempre di moto. È completamente normale per noi. Quello che è successo era qualcosa che stava avvenendo fuori dalle telecamere, o almeno pensavamo fosse fuori dalle telecamere, perché apparentemente una telecamera invece c'era. Secondo me da quel punto di vista è stato un po' scorretto, perché non io, ma un altro pilota stava parlando di cose personali. Quindi a volte sarebbe meglio rispettare queste cose invece di cercare semplicemente qualche click in più. Dal mio punto di vista, quando ero in difficoltà con la Ducati parlavo sempre con Pecco e cercavo di strappargli più informazioni possibili. Lui mi ha sempre aiutato, cercando di darmi i migliori consigli per migliorare. E quando posso cerco di fare lo stesso con tutti i piloti che conosco da tanto tempo. Per noi era semplicemente una normalissima chiacchierata"
Quanto cambia il modo di vivere questi spazi sapendo che ormai può esserci sempre una telecamera?
"Il problema è che ormai abbiamo sempre delle telecamere. Sempre. Quindi stiamo andando verso un mondo nel quale diventa difficile parlare. Per questo penso che anche i giornalisti debbano avere un certo senso del limite, anche per il bene dello sport. È come se fossi in un pub a parlare di moto: non dovrei pensare che da qualche parte possa esserci un giornalista con un microfono ad ascoltare, perché magari è semplicemente una chiacchierata tra amici. Sicuramente possiamo migliorare anche da questo punto di vista, perché non è bello per lo sport. Vorrei semplicemente che ci fosse un po' più di rispetto tra tutti noi"
Alcuni piloti stanno già conoscendo le nuove 850 cc e le Pirelli, mentre tu non potrai provare la nuova moto fino a molto più tardi. Pensi che questo possa rappresentare uno svantaggio in vista del 2027?
"Sicuramente non è una cosa di cui sono felice, perché avremo soltanto quattro giorni per capire la nuova moto e, nel mio caso, anche una nuova squadra e delle gomme nuove. So che Fabio Quartararo, per esempio, ha detto che per lui sarebbe sufficiente avere soltanto quattro giorni sulla moto, ma secondo me devi essere davvero fortunato per riuscire in quattro giorni a trovare il setting perfetto, il bilanciamento perfetto e tutto quello che serve per poter vincere già la prima gara. Sicuramente in questo momento Bulega è il pilota con più esperienza sulla nuova moto. Adesso arriveranno altri piloti a provarla e quindi avranno qualche vantaggio in più. Da parte mia, chiaramente, vorrei avere più tempo possibile per arrivare alla prima gara il più preparato possibile. Al momento sicuramente la situazione non è uguale per tutti"
Ne avete parlato tra voi? Avete pensato di sollevare la questione in qualche sede come in Safety Commission?
"È molto difficile perché al momento non abbiamo un'associazione dei piloti. Inoltre, alcuni piloti che potrebbero far parte di questa associazione potrebbero avere interessi contrari rispetto ad altri piloti. È una situazione difficile. In questo momento penso che non ci sia molto che le parti coinvolte possano fare, a parte la MotoGP stessa, che può decidere quanto tempo concedere a un pilota prima della prima gara. Penso alle regole che abbiamo con le moto da allenamento, dove ci sono regolamenti piuttosto rigidi. Secondo me dovremmo introdurre qualcosa del genere per il prossimo anno, soprattutto in vista delle prime gare, perché sicuramente le condizioni non saranno uguali per tutti"
Potrebbero almeno concedervi lo shakedown?
"Spero. Adesso cercheremo di ottenerlo, almeno spero"
Personalmente ci sei rimasto male quando hai visto quel video? Ti ha dato fastidio?
"No, è soltanto un peccato. Secondo me ci sono dei momenti in cui noi piloti parliamo ed è normale che lo facciamo, soprattutto perché ci conosciamo tutti da tantissimo tempo, e ci vuole sempre un po' di limite anche dall'altra parte. Siamo sempre davanti a telecamere e microfoni, quindi sappiamo benissimo che dobbiamo stare molto attenti a quello che diciamo. Ma è anche per questo motivo che poi la gente a casa spesso non riesce ad avere certe informazioni, perché alla fine non possiamo mai parlare liberamente e non c'è rispetto anche da parte vostra, come giornalisti di qualsiasi tipo. Per quanto riguarda me, fortunatamente non è successo nulla. Io avevo semplicemente chiesto a un mio collega come stessero andando le cose perché alla fine ci conosciamo da tanto tempo e mi dispiaceva vederlo un po' in difficoltà. In realtà è stata una normalissima chiacchierata tra piloti, una di quelle che facciamo sempre e che abbiamo fatto in mille altre occasioni"
Parliamo del weekend in Austria. Come lo vedi?
"Vediamo un po' il meteo perché è abbastanza incerto. Speriamo, perché da quello che ho visto adesso sembra che la situazione stia migliorando un po'. È una pista che non è mai stata particolarmente amica per me, però voglio cercare di ribaltare un po' la situazione e fare un bel lavoro. Secondo me è importante tornare nelle posizioni che contano se vogliamo giocarci qualcosa di grande. Quindi è importante partire con il piede giusto già da domani"
Il problema che hai avuto a Misano in gara è stato risolto?
"Purtroppo sono cose che succedono. Negli anni è capitato diverse volte e a diversi piloti e non si capisce bene quale sia il motivo. La fortuna è che succede veramente raramente, anche se ovviamente è un peccato quando capita in gara. Quello che è successo a Misano è che avevo i freni, ma non funzionavano normalmente come al solito: la leva era molto dura. Purtroppo ogni tanto può succedere, però speriamo che qui non ricapiti"