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Pol Espargaró è tornato in pista ad Aragon per sostituire ancora una volta l’assente Maverick Viñales.
Parlando con i media, il pilota KTM è tornato a parlare del futuro della MotoGP, soffermandosi soprattutto sul passaggio alle 850cc e ai nuovi pneumatici Pirelli. Espargaró, che ha già avuto modo di provare più volte la nuova generazione di moto, ha spiegato quanto sarà radicale il cambiamento per i piloti, sia per le caratteristiche delle moto che per il diverso comportamento degli pneumatici. Secondo lo spagnolo, sarà una vera e propria rivoluzione.
Ecco le sue dichiarazioni raccolte da As: "È la seconda gara in cui vengo a sostituire Maverick e non posso raccontarvi molto di più. L’unica cosa che sappiamo dal team è che Maverick sta seguendo un trattamento conservativo, che fondamentalmente è quello che già conoscete, con piccole iniezioni per accelerare il processo di guarigione della spalla e dei tendini che ha danneggiato. Ora bisogna aspettare e vedere come si sentirà: se potrà salire sulla moto a Misano, meglio. Altrimenti sarà la gara successiva, e se non sarà quella, quella dopo ancora. Io cercherò di essere il più competitivo possibile senza sapere cosa succederà il prossimo weekend. Non è la situazione migliore del mondo, ma è il mio lavoro. E la prendo così"
L'incertezza legata al suo doppio ruolo di collaudatore e sostituto:
“Normalmente ricevo una chiamata il venerdì della settimana precedente o durante il weekend. Mi dicono che la settimana successiva devo salire sulla moto e io preparo le valigie, organizzo tutto, hotel e vengo qui. Non è l’ideale perché non ti permette di prepararti molto, ma non è una lamentela, è la realtà della mia vita. Voglio dire che ora sono su questa moto, ma domani sono sulla 850cc. Supero questa situazione, ma è quello che è. È il mio lavoro, mi piace ed è qualcosa per cui sono grato”
Sul futuro arrivo di Luca Marini in KTM:
“Da quello che ho capito, Marini è un pilota molto calmo e tranquillo e questo aiuta sempre nei processi di sviluppo della moto durante un weekend di gara. Le gare sono molto intense e, nonostante tu abbia una squadra di test molto valida, dovrai provare delle cose anche durante i weekend. La velocità di crescita di queste moto te lo richiederà. Sarà inevitabile per tutte le case: dovranno introdurre cose nuove, perché probabilmente i risultati sui circuiti non arriveranno e bisognerà fare un po’ di questo processo di test. Detto questo, dopo aver provato parecchio, anche la categoria andrà verso uno stile di guida molto dolce, con traiettorie molto ampie. Bisognerà essere molto dolci con il gas e poco aggressivi. E credo che, sulla stessa linea, i piloti che abbiamo siano così: sono piloti corpulenti, ma dalle traiettorie dolci”
Sulle attuali 1000cc, ormai vicine alla fine del loro ciclo:
“Questo è un circuito che abbiamo indicato come un tracciato in cui funziona meglio avere poco carico aerodinamico e si possono mettere o togliere alcuni elementi aerodinamici, ma non ci saranno grandi cambiamenti a livello di giri motore. La moto da 1000cc morirà praticamente tra cinque mesi e non vale davvero la pena investire altro capitale per farla funzionare meglio. È già tutto investito nella moto dell’anno prossimo, con una ricerca e sviluppo enorme, e tutta la fabbrica è ormai concentrata sul far funzionare bene la moto del prossimo anno”
“Quello che vogliamo è tornare alla normalità. Abbiamo avuto i problemi al motore per una questione che è sfuggita al nostro controllo, che non ci aspettavamo e che non sarebbe dovuta accadere, ma è successo. Avevamo motori che funzionavano perfettamente e che avevamo già testato percorrendo moltissimi chilometri, poi hanno iniziato a rompersi per qualcosa che non controllavamo. Ora quello che stiamo facendo è tornare alla normalità. Non è un miglioramento: è tornare a quello che avevamo prima, alla normalità, all’affidabilità, affinché i piloti siano tranquilli e contenti e possano essere competitivi senza pensare che la moto possa fermarsi. Questo è l’obiettivo di KTM”
Sulle future 850cc e le gomme Pirelli:
“Sono pneumatici molto diversi e credo che l’anno prossimo i piloti non siano ancora consapevoli del cambiamento che ci sarà. Ho sentito molte volte Toprak confrontare Michelin e Pirelli e dire che non riesce a guidare queste Michelin e che non si sente a suo agio. Io ho vissuto il passaggio da Bridgestone a Michelin e ora quello da Michelin a Pirelli, e il cambiamento è enorme. È molto più grande rispetto a quello da Bridgestone a Michelin. Con Bridgestone e Michelin c’erano punti migliori e punti peggiori, ma più o meno il modo di guidare era simile. Con le Pirelli cambia completamente la storia, è un altro mondo, la moto è un altro mondo. Come è già successo in Moto2, c’erano piloti che non andavano, altri che andavano molto forte e poi sono scomparsi. E non ho dubbi che succederà anche qui. Poi c’è il dubbio su quali moto saranno competitive. Con un po’ di buon senso, sappiamo già che la Ducati andrà molto forte perché fondamentalmente è una Superbike, ma un po’ più grande. E Ducati conosce bene questa categoria. Le case che arrivano dalla Superbike avranno un piccolo vantaggio”
E anche per i piloti provenienti da altre categorie, secondo Espargarò, ci sarà un vantaggio importante:
“Un vantaggio enorme per quelli provenienti dalla Superbike e per quelli che arrivano dalla Moto2. È qualcosa di cui forse i piloti della MotoGP in questo momento non sono consapevoli. I piloti che saliranno dalla Moto2 avranno un vantaggio molto grande e il pilota che arriva dalla Superbike, in questo caso Bulega, sarà molto veloce. Lo è già nei test, ma sarà veloce fin dall’inizio della stagione”
Le 850cc avranno meno velocità e potenza ma, chiarisce il collaudatore KTM, non necessariamente saranno più lente sul giro...
“È una categoria in cui le moto correranno meno. Questo non significa che saranno più lente per quanto riguarda il tempo sul giro. Credo che saranno molto simili, pur avendo un motore con molta meno potenza, perché saranno molto più leggere e questo permetterà alle moto di essere molto veloci. Essendo meno pesanti e avendo meno velocità massima, saranno meno pericolose. E credo che forse nella prima parte della stagione non sarà così, ma dalla metà del campionato, quando tutte le case inizieranno ad avere un buon livello, la categoria potrebbe equilibrarsi moltissimo. Avere meno velocità massima può rendere la categoria molto più combattuta”
E il time attack...
“Cambia moltissimo e gli pneumatici funzionano in modo molto diverso per quanto riguarda il raggiungimento della temperatura e il modo in cui bisogna sfruttarli. È completamente un’altra storia e si combinano molto bene con la moto, perché è una moto molto leggera che continua ad avere tantissima potenza, ma dalla quarta marcia in su non ha quella potenza extra così spropositata che hanno le 1000cc, con cui arrivi alla fine del regime del motore e il pilota raggiunge il suo limite. Con la 850cc si può sfruttare praticamente tutto il motore, in tutte le marce e in tutte le curve. E questo è possibile anche grazie agli pneumatici. Sarà quindi una categoria molto divertente, e con un po’ meno pericolosità. Ed è una cosa positiva per il campionato. È un altro tipo di pneumatico, con meno spinning, per esempio quando la moto è inclinata, ma poi ha molto più consumo e un po’ più di degrado rispetto alla Michelin. Il modo di utilizzare l’elettronica sarà molto diverso, così come il modo in cui il pilota dovrà dare gas e controllare lo spinning o la potenza in uscita di curva. Il punto in cui si apre il gas sarà molto diverso. La frenata, le traiettorie: cambia tutto”