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Sono i veterani della Moto2, sono qui da sei anni. Erano, ahinoi e ahiloro, le speranze del motociclismo velocità italiano. Dovevano essere i due che-davano-il-cambio ai vari Bagnaia, Bezzecchi e compagnia.
E invece Celestino e Tony, Vietti e Arbolino sono diventati, loro malgrado, dei veterani (ma non specialisti) della Moto2.
A guardar bene quello che ha ottenuto i picchi più alti è stato Arbolino, secondo in Moto3 (mannaggia il Covid che sennò lo poteva vincere quel mondiale) e in Moto2, qui alle spalle di nientepopodimenoche Pedro Acosta, nel 2023.
Vietti invece aveva fatto una prima metà di 2022 alla grande, da leader del campionato, con tre vittorie nelle prime cinque gare. Poi da lì, fine della continuità, sprazzi di talento, vittorie, ma nessun piazzamento finale degno di nota.
I due italiani sono stati in orbita MotoGP nel 2022 e nel 2023, Vietti più nel 2022 e Arbolino più nel 2023, l'anno in cui ha chiuso secondo.
Dicevo appunto, veterani ma non specialisti. Insieme a loro ci sono anche Canet e Alonso Lopez, rispettivamente sette e cinque anni in Moto2.
Ma tutti questi sono veterani e non specialisti, perché hanno sempre corso ambendo alla MotoGP e senza una continuità di risultati nella classe di mezzo.
A oggi Arbolino ha 26 anni e Vietti ne compirà 25 ad agosto. Il primo non ha ancora un contratto per il 2027, mentre il secondo andrà in Aspar, continuando il suo tour nei migliori team di Moto2.
Perché Vietti ha trovato un contratto per il 2027 e Arbolino ancora no? Perché il primo non ha avuto il picco di rendimento del secondo, ma è sempre stato abbastanza veloce ogni anno, della serie: mi manca quel poco per poter essere competitivo tutto l'anno, ha vinto gare ogni anno dal 2022: 3 nel 2022, 1 nel 2023, 3 nel 2024 e una l'anno scorso.
Invece Arbolino ha fatto un buonissimo 2022 e un ottimo 2023, poi l'oblio: qualche podio nel 2024, uno nel 2025.
Vietti la MotoGP l'ha provata davvero, a fine 2025. Una specie di regalo improvvisato visto l'infortunio di Morbidelli. Arbolino no.
Vietti era stato inserito da Valentino Rossi nel campionatino per il posto in VR46, quello liberato da Diggia. Quel campionatino però sembra averlo vinto Bulega, tanto che Vietti ha trovato casa in Aspar.
Con la carenza di piloti italiani che si vede all'orizzonte (dove si intravedono solo un Pini smarrito dopo la vittoria in Texas e un Bertelle, anche lui veterano, ma non specialista della Moto3) era forse il caso di rischiare e portare su i due ragazzi?
Nessuno si è preso il rischio però. Voi che dite? Era il caso di portare in MotoGP Vietti e Arbolino? E un'altra domanda: sono ancora in tempo a farcela?