MotoGP 2026. Test di Sepang. Massimo Rivola promuove l’Aprilia: “La nuova moto è migliore dappertutto. Pecco Bagnaia? Dopo la sua simulazione potremmo quasi andare tutti a casa”

MotoGP 2026. Test di Sepang. Massimo Rivola promuove l’Aprilia: “La nuova moto è migliore dappertutto. Pecco Bagnaia? Dopo la sua simulazione potremmo quasi andare tutti a casa”
L’AD si è detto soddisfatto dei progressi compiuti, sottolineando come la RS-GP 2026 sia migliorata in ogni area rispetto all'anno precedente. Rivola evidenzia anche l'ottima sintonia nel box con Marco Bezzecchi e guarda, ottimista, al futuro del team
5 febbraio 2026

Sepang - Massimo Rivola traccia un bilancio estremamente positivo dai test sulla nuova moto, sottolineando come il lavoro svolto stia dando i frutti sperati.

L'AD di Aprilia guarda al futuro con fiducia, forte di una moto più equilibrata e di una squadra sempre più solida, ecco le sue parole:

 

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Le parole di Massimo Rivola

Come giudichi complessivamente queste giornate di test?

“La nuova moto è migliore rispetto alla precedente, quindi siamo soddisfatti. Considerando il livello attuale della MotoGP, dove è molto difficile fare grandi passi avanti in una singola area, possiamo dire che abbiamo migliorato un po’ dappertutto. Il pacchetto aerodinamico è migliorato ed è un segnale molto positivo del buon lavoro svolto dall’azienda. La notizia più bella è proprio questa: i commenti dei piloti sono generalmente molto uniformi. Questo è decisamente positivo. Quando la moto è migliore, il pilota prende più fiducia: è chiaro che con qualcosa di nuovo la fiducia arriva con qualche chilometro in più, ma la sensazione è positiva”

Con Bezzecchi è stato subito feeling?

“Con il Bez non possiamo parlare di amore a prima vista, se parliamo di fidanzamento, perché in realtà ci eravamo già un po’ ammiccati qualche anno fa. Però questa coppia meritava di andare avanti, anche in una maniera ‘simpatica’ come abbiamo fatto noi. Ma questo dà l’idea dell’atmosfera che c’è nel team, che credo sia abbastanza unica”

L’anno scorso eravate arrivati a un livello molto alto e in costante crescita. C’era il rischio di rompere quell’equilibrio cercando di migliorare ancora la moto?

“Se guardo la storia di Aprilia, ogni anno ha fatto una moto migliore. Io continuo a dire ogni anno che la prossima sarà sempre meglio, anche se la 2027 ovviamente sarà diversa perché cambia il regolamento. Lo dico perché vedo la qualità dell’azienda, come ci siamo strutturati e il livello delle persone. Non avevo dubbi che la 2026 fosse migliore, anche perché i numeri delle simulazioni ce lo dicono e stiamo iniziando ad avere una buona correlazione e dati sempre più attendibili”

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Molte delle informazioni raccolte in questi mesi serviranno anche per la moto 2027, giusto?

“Sì, tutto quello che abbiamo fatto sulla moto 2026 è un know-how che ci porteremo dietro nel 2027. Se sai fare un buon motore oggi, lo sai fare anche domani, soprattutto perché la corsa resta la stessa e cambia solo l’alesaggio. Lo stesso vale per l’aerodinamica e per i metodi di correlazione. La 2027 sarà una moto diversa, ma una volta fissati i target di drag, di carico laterale, di cavalli, di coppia e di curve di erogazione, quello che impariamo oggi diventa fondamentale”

Questo significa che nel 2027 non ci sarà una vera rivoluzione dei valori in campo?

“È difficile dirlo. Ci sono incognite importanti, come le gomme, che possono stravolgere tante conoscenze attuali. Con gomme nuove c’è tanto da imparare. Detto questo, l’azienda definisce i nuovi target e una volta capiti quelli, si punta dritti lì. La grande forza di Aprilia è il time to market: non dico che siamo più veloci degli altri, ma siamo decisamente efficienti nel raggiungere gli obiettivi”

Con il rinnovo di Bezzecchi siete andati sul sicuro. Sul secondo pilota si può osare di più?

“È presto per rispondere. Ora abbiamo fissato una priorità, vediamo come evolve il mercato. Alcuni piloti usciranno presto dal mercato perché anche le altre squadre hanno le loro priorità. Ci sono scenari interessanti, ma non posso dire né sì né no. Credo però che se Aprilia continua a crescere e a dimostrare di saper fare moto veloci, i piloti buoni arriveranno”

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Dopo questi test vi sentite più vicini alla Ducati rispetto all’anno scorso?

“Nei test è sempre difficile capire quanta benzina c’era, quante gomme avevano e in che condizioni. Pecco ha appena fatto una simulazione Sprint e potremmo quasi andare tutti a casa e rivederci nel 2027 (ride, ndr). Di sicuro abbiamo una moto migliore dello scorso anno, e visto che l’anno scorso non è andata male, possiamo essere ottimisti. Ducati resta comunque il riferimento”

La moto 2027 dovrà essere più conservativa o più rischiosa?

“Non credo sia un tema di rischio, ma di conoscenza. Se guardiamo gli ultimi cinque anni, la moto di oggi rispetto a quella di allora sembra un aereo con due ruote. I motori girano a regimi impensabili fino a poco tempo fa. Con meno cavalli, ad esempio, cambiano completamente i parametri: magari sei più aperto col gas e l’elettronica interviene meno. Bisogna capire quali saranno le vere priorità. L’incognita vera, ancora una volta, resta la gomma”

Marco è cresciuto molto nell’ultimo anno: dove è migliorato di più e dove deve ancora fare il salto?

“È migliorato un po’ dappertutto: in pista, fuori pista, nel box, sul giro secco e in gara. Quest’anno per lui è una sorta di prova del nove, perché c’è più aspettativa rispetto allo scorso anno. Il salto più grande che spero faccia è nella gestione dell’aspettativa. È quello che spesso frega tutti. Devi ricordarti che conta solo il presente: la qualifica è adesso, quello che hai fatto prima non conta più. La cosa bella è che con Marco tutto quello che facciamo, lo facciamo insieme”