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Ezio Mascheroni è morto nel sonno a quasi novant'anni, era nato il 26 novembre del 1936. Validissimo tecnico, oltre che pilota, nasceva motorista alla Aermacchi e arrivò fino alla direzione del reparto corse di Schiranna con il marchio Cagiva e i fratelli Castiglioni. Era simpatico e vivace, un talento nelle relazioni interpersonali e pieno di iniziative. La sua voglia, enorme, di sperimentare e cambiare sempre, lo spinse qualche volta a valicare le gerarchie. Ma con una battuta e una risata Ezio finiva per sistemare le cose.
Aveva iniziato a lavorare da Mainini a Busto, e con una Ducati 175, sulla salita Varese-Campo dei Fiori, fu anche concorrente di Renzo Pasolini sull’Aermacchi ufficiale. Erano amici già allora e del resto gli amici, a Ezio, non sono mai mancati: aveva un rapporto stretto anche con Oguma, grande manager e progettista della Honda. Il giapponese era appassionatissimo di aerei e quando Ezio lo portò a visitare la fabbrica aeronautica Aermacchi gli regalò il suo regolo personale, in bambù. Un trofeo carissimo a Mascheroni.
Ezio ha lavorato sulle moto da corsa per oltre mezzo secolo, prima con Gilberto Milani (telaista), Albino Fabris (motorista), Angelo Brusa (telaista), Francesco Botta ed Egisto Cataldi (progettisti); poi nella fase Cagiva con tanti altri: Romano Albesiano (oggi Honda) e Andrea Goggi (Ducati), per dire, lui li definiva i miei “pulin”, i miei pulcini. Ezio si era diplomato alle scuole tecniche, aveva grande stima per gli ingegneri però riusciva a mantenere la sua autorità. Poi Lazzati, Rosa, Materazzi…
Con l’ing. Materazzi (ex-Ferrari) furono scintille. Mi racconta Enrico Minazzi, reponsabile del registro storico Aermacchi: “Intervistai Materazzi per la Gazzetta, ma l’intervista non uscì mai: Claudio Castiglioni gli aveva dato carta bianca per il reparto corse, ma dopo due o tre mesi già se ne andava, con Ezio non era facile”.
I piloti di Ezio Mascheroni sono stati tantissimi e ricordarli tutti è impossibile. Basti citare Pochettino per l’off-road e Tenconi per le salite, poi Pasolini, lo stesso Milani, Alberto Pagani, Giuseppe Mandolini, Kel Carrutthers, Patrignani e Tondo, per restare sulle mitiche Ala d’Oro. Poi la fase dei due tempi bicilindrici e dopo Pasolini ecco Bonera, Villa, Uncini. Infine la Cagiva 500: da Lucchinelli e Ferrari fino a Lawson e Kocinski…
Fino a una decina di anni fa Ezio continuava a lavorare sul materiale d’epoca e sulle 500 Cagiva da GP. La notizia si è sparsa ieri in serata e tantissimi appassionati hanno espresso sui social il loro profondo cordoglio. Alla famiglia, al figlio Maurizio, responsabile della HRT di Solbiate Olona, ai tanti amici arrivi il nostro abbraccio. I funerali si terranno venerdì 6 febbraio alle 15.15 a Busto Arsizio, nella chiesa parrocchiale di San Michele. Ciao Ezio!