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C’è chi costruisce moto per piacere a tutti e chi, come Vitaly Selyukov di Balamutti Workshop, fa esattamente il contrario. Malavita è la sua ultima, folle creazione: una sorta di BMX motorizzata con un motore Ducati Pantah profondamente rivisto. Un progetto che ha richiesto oltre tre anni di lavoro e che sembra fatto apposta per dividere, far storcere il naso e accendere discussioni. Missione compiuta.
Il bicilindrico Pantah è stato letteralmente smembrato: via un cilindro, alesaggio maggiorato sull’altro e trasformazione in un monocilindrico da 426 cc. Cambio rivisto, frizione automatica, raffreddamento migliorato e una ciclistica che sembra uscita da uno skate park più che da una officina custom. Il telaio è ispirato alle BMX, la forcella è un incredibile monobraccio doppio autocostruito, mentre dietro troviamo un forcellone monobraccio Ducati.
Minimalista fino all’assurdo, Malavita pesa pochissimo, ha una posizione di guida tutta sua e nasconde un dettaglio geniale e totalmente inutile: un dispenser di whisky scozzese integrato nella moto. Se vi steste chiedendo come mai!? Semplice. Da sobri, voi, davvero vorreste provare questa cosa? Scherzi a parte, non guidate mai quando bevete. Fatto sta che per provare questa Malavita ci vuole una bella dose di coraggio. Sì comunque, sul serio. Il carburante vero è nascosto altrove, dentro uno scarico finto che in realtà non scarica nulla.
È una moto senza senso? Forse. Anzi sì. È una moto fatta con una visione chiara, personalissima e senza compromessi? Assolutamente sì. Ed è proprio per questo che Malavita funziona: perché non chiede di essere capita, ma solo guardata… e magari criticata.