MotoGP 2026. Test di Buriram. Le prime parole di Jorge Martín prima del rientro al test di Buriram: "Sono al 90%, le ossa sono guarite"

MotoGP 2026. Test di Buriram. Le prime parole di Jorge Martín prima del rientro al test di Buriram: "Sono al 90%, le ossa sono guarite"
Il pilota spagnolo ha parlato alla vigilia dei due giorni di test sul circuito thailandese, dove poi si correrà il primo GP
20 febbraio 2026

Jorge Martín si è presentato ai test con una spalla e una mano ancora in fase di recupero. Martí ha subito due operazioni dopo Valencia, ha saltato il test di Sepang e ha fatto qualche allenamento in Spagna sul circuito Aspar: ora è pronto a rimontare in sella alla MotoGP. Il campione del mondo 2024 ha parlato di fisico, di circuiti, e del futuro contrattuale.

Come stai?

"Bene, molto meglio. La settimana scorsa ero in Spagna ad allenarmi e mi sentivo bene. Sembra che non abbia dimenticato come si guida una moto. Vedremo adesso sulla MotoGP come reagirà il mio corpo dopo due giorni di test. Penso che sia una delle piste migliori per ricominciare, perché è una pista con tante curve a destra e questo farà bene al mio fisico per riprendere la forma"

Sei vicino al 100%?

"Forse al 90%. Le ossa sono guarite al 100%, ma in termini di mobilità e forza ho ancora bisogno di un po' di lavoro. Però questo è secondario: l'importante era arrivare con le ossa completamente a posto. Adesso ci sono e posso spingere"

Qual è il programma per questi test, girare e basta o provare anche cose nuove?

"Ho alcune cose da provare, ma non tante come Marco. Non avrebbe senso tornare in MotoGP e mettersi subito a fare sviluppo: sarebbe inutile sia per me che per la Casa. Per entrambi è importante fare giri e abituarmi alla nuova carena e alle novità che sono già sulla moto di base"

Puoi spiegarci com'è andata la cosa delle due operazioni?

"Mi sono operato a novembre. Dopo Valencia avevo ancora dolore, sono andato da altri medici a Madrid e mi hanno detto che dovevo operarmi. L'ho fatto il prima possibile, la settimana dopo il GP di Valencia in cui avevo corso. Ho fatto entrambe le operazioni, mano e spalla, e ho iniziato il recupero. Non sapevo se sarei riuscito ad arrivare in Malesia, era davvero al limite. Poco prima del test abbiamo capito che non era possibile: dovevo aspettare altre due settimane. Dopo il test ho fatto l'ultima visita, mi hanno detto che era tutto guarito e ho potuto ricominciare ad allenarmi"

Potrebbe cambiare qualcosa nel modo in cui i piloti gestiscono le cure mediche in futuro? Si sente che meno gente va a Barcellona e che qualcuno si rivolge ad altri centri.

"È difficile dirlo. Per quanto mi riguarda, continuerò con i medici che mi hanno seguito questa volta. Per tanti anni Barcellona era il riferimento, ma dal mio punto di vista è arrivato il momento di cambiare, almeno per me"

Philip Island non sarà più in calendario. Che effetto ti fa?

"È un peccato perdere quella che per me è la pista più bella di tutto il calendario, la mia preferita. È un peccato, ma è anche interessante scoprire una nuova città, un nuovo circuito. Mi è sempre piaciuto guidare su piste nuove perché di solito parto forte. Vedremo come si sviluppa questo progetto, sarà comunque una bella esperienza"

C'è un circuito che se venisse cancellato ti farebbe davvero arrabbiare?

"Forse Lombok. Amo quel posto, adoro andarci, tutta l'esperienza del weekend di gara lì, il sole, e anche la pista è fantastica. Se togliessero quel circuito sarei davvero molto arrabbiato"

Ai test di Sepang si è parlato molto già della prossima stagione. Hai qualcosa da dire su tutto quello che si è sentito sul tuo conto?

"Nessuna risposta. Ci sono persone nel mio team che stanno lavorando sul mio futuro. Vedremo: tutto si muove molto velocemente, ma non perché si muovano i piloti — è che quando qualcuno inizia a spostarsi, si mette in moto tutto il resto. Lo saprete quando sarà il momento"

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