SBK 2026. GP d’Australia a Phillip Island. Miguel Oliveira: “Se vuoi essere competitivo ti devi reiventare. In GP come in SBK”

“Tra le GP e le SBK c’è una grande differenza di prezzo, ma i tempi sul giro non sono poi tanto diversi. Toprak in GP può far bene perché ha corso per produttori diversi. Consiglierò ai piloti GP di passare in SBK”.
20 febbraio 2026

Miguel Oliveira è la grande novità non solo della BMW ma di tutto il WorldSBK 2026. Il portoghese ha vinto 5 gare in MotoGP e porta in Superbike un grande bagaglio di esperienza e professionalità, oltre ad un indubbio talento. A giudicare dai tempi sul giro si sta adattando più velocemente alla M1000RR rispetto al suo compagno di squadra Danilo Petrucci, e nonostante i tribolati test invernali sta compiendo grandi passi verso la piena competitività sua e della sua moto.

L’azienda tedesca non poteva fare scelta migliore (sia con lui che con Petrucci) per sostituire il tre volte campione del mondo Toprak Razgatlioglu.

La sua è una gara contro il tempo, per essere competitivo e lottare con Nicolò Bulega prima che l’italiano della Ducati acquisisca un vantaggio difficile da colmare.

Com’è andata questa tua prima giornata nel WorldSBK?

“Ne bene e nemmeno male. Una via di mezzo. Siamo ormai vicini alle prime cinque posizioni, ma ho fatto fatica a trovare un buon passo, specialmente nel pomeriggio. Avevo poco grip soprattutto in uscita di curva. E’ normale che sia così quando fa caldo come oggi, ma dobbiamo continuare a lavorare per fare meglio ed essere più competitivi già nella giornata di domani”.

Sia tu che Danilo siete alla prima esperienza con la BMW. Non pensi che sarebbe stato utile poter contare almeno su un pilota che conoscesse già la moto?

“Io e Danilo stiamo fornendo al team gli stessi commenti e le stesse impressioni. Entrambi oggi abbiamo avuto problemi di grip, anche se Petrucci ha accusato un calo di gomme maggiore rispetto al mio. Sto girando 3 o 4 decimi più velocemente di lui, ma sono proprio al limite. Il nostro feedback è molto simile e le due squadre stanno lavorando nella stessa direzione. Oggi abbiamo apportato alcune modifiche alla parte elettronica e le cose sono migliorate. Siamo a Phillip Island e le temperature cambiano in modo repentino, così come il vento, e per questo ti devi adattare in fretta alle differenti condizioni, intervenendo specialmente sulle sospensioni, che influiscono molto sul grip e sull’usura delle gomme”.

In quale direzione state lavorando? Sul passo gara o sul time attack che vi servirà in Superpole?

“Stiamo lavorando su entrambi anche se non è semplice, soprattutto perché il tempo a disposizione è molto poco. Oggi ci siamo concentrati sul passo gara e domani nelle FP3 lavoreremo per il tempo sul giro. E’ un lavoro normale in un week end di gara e a me piace che sia così”.

Non deve essere stato facile saltare prima su una KTM, poi su una Yamaha in MotoGP e ora su una BMW in Superbike

“No, non è facile. Cambiare moto, anche se nello stesso campionato, è un passo difficile da compiere perché devi modificare il tuo stile di guida per adattarti alle diverse moto, specialmente con tutti i cambiamenti che ci sono stati negli ultimi anni. La moto può anche essere competitiva, ma devi capire come tu, con le tue caratteristiche di guida, puoi sfruttarne tutto il suo potenziale, e per questo devi lavorare molto sul set up. E’ così in MotoGP ma anche in Superbike. Per questo ci sono giornate nelle quali non fai nessun progresso ed altre, come oggi, nelle quali riesci a fare passi importanti”.

Pensi che sia più difficile per Toprak passare in GP o per te passare in SBK?

“Se hai un tuo stile di guida e sei abituato ad un certo tipo di gomme ci sono molte cose alle quali ti devi adattare. Se vuoi essere competitivo in GP ti devi reinventare ed adattare alle novità, ma la stessa cosa succede quando fai il passaggio inverso. Il cambiamento è comunque difficile e devi avere grandi capacità di adattamento. Non so quale dei due cambiamenti sia più difficile da affrontare. Per quanto riguarda Toprak penso che, grazie all’esperienza che ha maturato qui in Superbike, dove ha corso per diversi produttori, possa far bene anche in GP e lo stesso penso valga per me, che in carriera ho corso con moto diverse”.

Le prestazioni delle moto GP e SBK sono diverse.

“Si certamente, qui le moto vanno più piano e frenano di meno, ma stiamo paragonando moto da duecento o trecento mila euro a moto il cui costo supera il milione di euro, e nonostante questo la differenza dei tempi sul giro non è poi così accentuata. Penso che in Superbike il bilanciamento tra frenata, gomme e prestazioni sia molto valido e consenta di guidare forte e di divertirsi.

Consiglieresti ai piloti GP di passare in Superbike?

“Certo! (sorride) Dirò loro che passare in Superbike è una bella esperienza”.

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