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Sachsenring - Una dozzina non è mica corretto! Marc Márquez ha vinto per la decima volta al Sachsenring in MotoGP e, contando le classi minori, siamo a 13.
Così facendo ha ridotto il distacco dalla vetta a 18 punti (erano 102 quattro gare fa 😳). Il pilota Ducati ha parlato della gestione della gara, della rimonta in campionato e del podio mancato dal fratello Álex, oltre che di Rafa Nadal, indicato ancora una volta come un modello.
Congratulazioni, Marc Marquez, Mister 37 punti (25+12, ndr), di nuovo in Germania, dove bisognava farlo, e l'hai fatto. Mi sembra più importante questo, rispettare l'obbligo, rispetto al fatto di vincere in sé...
"Sì, non mi sono nascosto giovedì. Ho detto che se volevo avere una minima possibilità in questo campionato, bisognava rispettare gli appuntamenti dove serviva, perché ci saranno circuiti dove toccherà soffrire, come in Olanda, ma qui toccava vincere. Abbiamo rispettato l'obiettivo alla lettera, e con un ottimo voto, il massimo, direi"
Senti, dopo l'Italia, quattro gare fa, eri a 102 punti dal leader, e ora sei a soli 18, e quattro sopra Bezzecchi, che era leader. Allora, forse chi credeva nel titolo di Marc Marquez quest'anno non era così pazzo...
"Beh, la verità è che siamo in piena partita, no? Siamo nella lotta totale per il titolo, ma la rimonta non è finita, sono 18 punti indietro. Dobbiamo continuare a lavorare con la stessa intensità, e soprattutto restano 11 gare"
Raccontaci la gara...
"Guarda, sono contento perché l'ho gestita come ho voluto, sono quasi caduto. La gara l'abbiamo controllata come volevamo. Ho avuto un momento di dubbio perché sulla gomma anteriore ho visto dei movimenti strani, e si sono viste molte cadute con la gomma anteriore. Lì ho rallentato un po' per capire, e poi, in quel secondo allungo, siamo riusciti ad aprire un distacco. Sarei stato contento al cento per cento se Alex fosse stato su questo podio, perché se lo meritava: stava andando molto forte in un weekend complicato, e come l'ho visto lavorare dopo la Catalogna... davvero se lo meritava questo podio. Ma comunque ieri se l'è già goduto nella Sprint, e molto presto se lo godrà anche in una gara della domenica"
Chi ti conosce pensa che tu avessi un piano, e che quel piano si stia realizzando: negli ultimi quattro Gran Premi hai fatto 119 punti su 148. Hai l'impressione che la parte più complicata della stagione, anche se può complicarsi ancora, sia passata, e che siamo a questo punto?
"Ho sempre avuto un piano, ma questa volta no, non ce l'avevo, perché un piano lo puoi seguire quando dipende da te, e questa volta questa rimonta non dipendeva da me. Dovevo provarci, e ho fatto il calcolo: vincendo tutte le gare, e chi era primo facendo secondo in tutte le gare, mi avrebbe comunque battuto. Quindi non dipendeva più da me. Allora, quando un piano non è nelle tue mani, non lo puoi eseguire, e semplicemente sto cercando di dare il cento per cento nei momenti in cui serve. Sono in questa posizione più per gli errori degli altri che per merito mio: ho fatto molto bene, ma non ho fatto niente di speciale"
Va bene, ma sei consapevole... sei consapevole che molta gente pensava che saresti arrivato fin qui, e sei consapevole che quando siamo arrivati qui giovedì abbiamo parlato di Rafa Nadal e del Roland Garros, di Pogačar nel ciclismo, di Messi nel calcio, e ci troviamo di fronte a un protagonista, sì o no?
"Io non mi paragonerò mai a nomi di quel calibro, ma cerco di prenderli come riferimento. Non ho visto il documentario su Rafa Nadal, per esempio, ma ho sempre detto che è stato uno dei miei punti di riferimento, e lo vedrò quando finirà la stagione. Ho molta voglia di vederlo, ma non ero e non sono preparato mentalmente per farlo, perché c'è molta sofferenza"
Rimarrai sconvolto?
"Sì, ma ho visto piccoli spezzoni, e non so se sono del documentario o di un'intervista dice: 'Quando stai male, dai il tuo 100% non importa quale sia il tuo 100%. L'obiettivo è arrivare a quel nuovo cento per cento: un giorno sarà più alto, un altro più basso. Ed è quello che cerco di tirare fuori ogni giorno: cercare il 100%, rispettare soprattutto i giorni di riposo, che è una delle cose che prima non facevo, e non succedeva niente. E ora invece lo devo fare: non sono capace di allenarmi due giorni di fila forte in palestra, ma devo dosarmi, perché in quel modo miglioro di più"
Nel documentario, lui dice che quando perde un punto affronta il punto successivo come se fosse il primo: di nuovo a cercare il cento per cento di quel punto, senza ossessionarsi per quello perso...
"Sì, ci sono piloti che non sanno andare al 50%, e io sono uno di quelli, che piano piano, con l'esperienza, ho imparato a gestire. Ma quando sei al 100% quando ti stringono davvero, quando l'avversario ti mette sotto pressione, è lì che tiri fuori cose che nemmeno tu stesso ti aspettavi. Ed è lì, nei momenti critici di pressione, che bisogna saperlo gestire bene"
Pronostico per la semifinale dei mondiali: Spagna, Francia?
"Vince la Spagna. Si soffrirà, eh, ma vince la Spagna, con un piede... con una mano no, con un piede"
E in finale bisogna crederci, no?
"Beh, ci crediamo, no? Sarà una partita dura, tosta, ma credo che la squadra che abbiamo possa sopperire al talento che ha la Francia"
E per la finale: contro Inghilterra o Argentina?
"Argentina"