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Sachsenring - Marc Marquez ha confermato la sua forza, o forse è meglio dire la sua facilità di guida, sulla pista tedesca, sulla sua pista tedesca. Secondo al mattino e primo al pomeriggio.
Ad Assen ha giocato in difesa, qui ha detto che può provare ad attaccare. Ecco le sue parole con i giornalisti.
Sei primo al termine del venerdì. Come vedi il weekend da qui in avanti?
"L'ho detto ieri, non mento: qui proverò ad andare in un modo più aggressivo, un po' più d'attacco, per cercare di prendere il massimo dei punti possibili e stare sul podio, sia in sprint che in gara lunga. È vero che siamo primi oggi. È vero che non è uscita come avrei voluto, perché vado bene, ma non mi viene ancora in modo naturale e fluido come deve venire su questo circuito, perché poi la domenica sono 30 giri. Ma siamo abbastanza bene e bisogna cambiare due o tre cosette per cercare di avere un po' più di ritmo"
E la caduta della mattina, in curva 3 a 90 km/h?
"Guarda, è stato un errore mio, per non aver analizzato bene le cadute in Moto2 che c'erano state lì. Perché c'erano già state delle cadute in Moto2, quindi ho pensato: 'va bene, cadono lì'. Ma non ho analizzato bene che c'è una buca nuova, l'asfalto si sta pure un po' sollevando, e per l'anno prossimo mi hanno già detto che lo sistemeranno. Ma sono stato il primo, come sempre: se c'è qualcosa di nuovo, devo essere il primo a provarlo. E sono stato il primo a trovare quella buca. Poi abbiamo visto altre cadute, ma c'è una buca che si trova sulla linea buona: bisogna passare sulla linea meno buona, un po' più verso l'esterno"
Con l'aspettativa che c'è quando arrivi qui che tutti dicano "dai, vinci" non hai mai sentito la spinta di dover dimostrare qualcosa? Cioè, ti è venuto naturale oppure hai avuto anche il pensiero di non voler deludere?
"No, be', è il vantaggio e insieme lo svantaggio di arrivare su un circuito dove hai vinto tanto: se la domenica vinci, per la gente è quello che ci si aspettava, perché eri in uno dei 'tuoi' circuiti; se non vinci, è un disastro. Ma lo gestiamo, lo abbiamo già gestito in passato e bisogna gestirlo. Non significa che, essendo uno dei miei circuiti, debba vincere per forza: io punto a un podio, che è già un obiettivo ottimista ma realistico"
Qui Dall'Igna non c'è (è in vacanza, ndr)...
"Il fatto che non ci sia non cambia nulla, è sempre connesso, si è formato un grande gruppo, sono tanti anni che è qui in Ducati, e ti ripeto, ha tutta la gente di fiducia qui, e lui resta sempre connesso comunque"
Si può dire che il Sachsenring per Marc Marquez è come il Roland Garros per Nadal?
"Ehehehe (ride, ndr) sono circuiti che escono facili, e proprio come Rafa Nadal al Roland Garros: se non vinceva era la notizia, se vinceva era perché era il Roland Garros. Ecco, qui al Sachsenring succede un po' la stessa cosa: se non vinci, è notizia. Ma cercheremo di gestirlo nel modo migliore, e ti ripeto, puntare a quel podio sarà un buon obiettivo"