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Michele Pirro, pilota e collaudatore ufficiale Ducati da quattordici anni, nonché protagonista del CIV (10 titoli per lui), è stato ospite della terza puntata di Piloti, la trasmissione di Moto.it su yt.
Dalla nuova V2 Future Champ Academy al confronto con Aprilia, passando per Bagnaia, Márquez e i segreti del lavoro in pista: ecco i passaggi interessanti di questa lunga intervista.
Nella sigla di Piloti passano le parole precisione, istinto, rischio e ossessione. Tu in quale ti vedi di più come pilota?
"Forse precisione"
Venendo al tuo ruolo da collaudatore: quando hai pensato per la prima volta che la Ducati era davvero la miglior MotoGP?
"Lo penso ancora adesso, perché ogni volta che ci salgo è una moto facile, che ti trasmette delle sensazioni, di altissimo livello. Gli step grossi li abbiamo fatti dal 2017. Ma la moto che ho sentito veramente cambiare le dinamiche è stata la GP15 — il primo progetto che dalle fondamenta ha poi generato tutto il resto. Quando l'ho provata non mi sembrava la Ducati. Dal 2015 a oggi la moto è sempre stata migliorata, con differenze ogni anno"
Per chi la guida continuamente queste differenze sono difficili da percepire, immagino...
"Esatto. A Misano nel 2015 partivo in seconda fila girando in 32. Adesso se vieni a fare i test e giri in 31 basso è comunque un bell'andare. Quando la gente critica e dice 'Pirro diceva non c'è un secondo' — io ti dico la realtà dei fatti. Non è mai successo che dal 2015 in poi una moto andasse un secondo più forte: è stato fatto uno step ogni anno, poi l'introduzione delle ali, degli abbassatori"
La GP25 è migliore della GP24?
"La 25 ha le cose che ha la 24 e puoi mettere delle cose della 25, puoi scegliere la strada. Non è che la 25 annulla la 24"
Qual è che hai preferito a livello di guida?
"Le ultime sono sempre state quelle più belle, è chiaro che va avanti tutto. E poi nello sport quello che conta sono i risultati: la moto più bella è quella che vince, e vince contro la concorrenza, noi questo parametro lo scopriamo gara per gara, magari gli altri sono più in difficoltà. Il nostro miglioramento dipende per il 90% da quanto migliorano gli altri"
Cosa ci dici sulla situazione in campionato?
"Dall'anno scorso non siamo peggiorati e sono migliorati gli altri. Le prime due gare testimoniano questo. In questo momento l'Aprilia ha fatto un lavoro incredibile e sono comunque molto forti"
Cosa ti sorprende di più: il pacchetto Aprilia-Bezzecchi, il ritorno di Martin o la forza complessiva del costruttore di Noale?
"Bezzecchi non deve dimostrare nulla — lo conosciamo, ha corso in Ducati, andava fortissimo, l'anno scorso ha vinto tre gare. Quello che mi sorprende è che l'Aprilia si sia adattata in modo così uniforme a piloti diversi. Quando tutti i piloti vanno forte vuol dire che stanno facendo un grande lavoro — complimenti a loro. Come tutti i cicli sportivi, prima o poi arrivano anche gli altri. Spero che ci giocheremo il mondiale all'ultima gara"
Nico Cereghini chiede: qualcosa ha frenato la Ducati nelle prime due gare, forse la carcassa posteriore?
"La cosa anomala successa sia in Brasile che a Buriram è che con la gomma soft siamo competitivi e avremmo vinto entrambe le gare. C'è qualcosa che l'Aprilia riesce a far performare meglio quando c'è meno grip — quando si monta la gomma media — e a noi questa cosa non riesce allo stesso modo. Dobbiamo capire meglio questo aspetto. Sono curioso di vedere Austin, sarà un bel banco di prova"
Márquez ha detto che il suo problema con la Ducati riguarda i primi giri. È una questione di gomma?
"Siamo meno competitivi al momento con la gomma dura al posteriore. Nelle sprint, dove la gara è più corta e si può spingere di più, lui è più competitivo. Il posteriore alla fine mette in crisi anche l'anteriore — domenica aveva paura di finire l'anteriore, poi la gara è stata accorciata. Ci sono tante dinamiche da tenere in conto"
A che punto è lo sviluppo della 850?
"Scenderemo in pista il prossimo mese. La 850 ha una cilindrata diversa ma la base per iniziare non permette stravolgimenti — ci sono anche gomme diverse, c'è ancora molta esperienza da fare su questi pneumatici. Andremo a capire volta per volta, com'è stato fatto in passato con le moto nuove"
Tu l'hai provata a Jerez?
"No, non l'ho ancora provata in realtà. Provo il prossimo mese. Quello che ho fatto in precedenza era con la base del 1000, non posso entrare nello specifico"
Cosa pensi dei piloti che criticano pubblicamente la propria moto, come ha fatto spesso Quartararo?
"Penso che ognuno dovrebbe farsi un esame di coscienza. Ci sono tanti aspetti da valutare quando c'è pressione. Il maestro in assoluto secondo me è Marc, che rimane sempre molto focalizzato e lucido. Tutti i ragazzi che corrono meritano rispetto, come lo meritano le Case che fanno investimenti importanti. Tutte le persone dal primo all'ultimo danno il massimo: alcune volte si vince, alcune volte no — bisogna avere rispetto per tutti"
Bagnaia ha detto di essere in balìa della moto. Sembra una situazione simile all'anno scorso.
"Faccio fatica a giudicare. Da parte di Ducati credo si stia facendo il massimo, come anche l'anno scorso. Pecco, a parte aver riportato il mondiale in Ducati, mi ha fatto vincere il primo mondiale da collaudatore. Ci sono delle cose che alcune volte vanno fuori dal controllo di qualsiasi cosa ed è difficile dare una spiegazione"
Márquez e Bagnaia stanno chiedendo sviluppi diversi alla moto?
"In realtà non è così. Abbiamo tanti limiti per lo sviluppo e dobbiamo anche pensare che fra otto, nove, dieci mesi ricomincia un mondiale con una moto diversa e gomme diverse. Bisogna essere lucidi e capire quale strada prendere per non essere in difficoltà l'anno prossimo. Vogliamo vincere questo mondiale assolutamente, ma le forze in campo non sono infinite — bisogna fare delle scelte"
Qual è la cosa che cambia maggiormente nel setup tra sprint e gara lunga, a parte il serbatoio?
"È l'intensità che ci metti. Sai che dura la metà, quindi parti a fuoco e arrivi a fuoco — non hai possibilità di gestire. Vai full power, full tutto, full energia fisica. La moto sostanzialmente reagisce allo stesso modo"
Cosa pensi dell'inizio di stagione di Acosta?
"Non sono stupito, perché reputo Pedro Acosta uno dei talenti più forti che ci sono adesso. Mi stupisce la differenza tra lui e i suoi compagni — parliamo di Bastianini, Viñales, Binder, piloti che reputo molto forti. Complimenti a lui"
I limiti della KTM gli impediranno di lottare per il mondiale?
"Nelle corse mai dire mai. Abbiamo visto Stoner nel 2007 e altre situazioni simili. Bisogna rispettare anche le altre Case e dare massimo rispetto ad Acosta e alla KTM — al momento rimane uno forte e uno da tenere d'occhio"
Come vedi il processo di adattamento di Toprak alla MotoGP?
"Mi fa sorridere, perché anch'io mi sono adattato in passato, cambiando sempre gomme e moto — MotoGP con Bridgestone, con Pirelli, con Michelin, il CIV con Dunlop. Non è facile. In MotoGP adesso se prendi 7-8 decimi in un secondo sei ultimo, che vuol dire mezzo decimo a curva. Nemmeno per un campionissimo come lui è facile. Sono sicuro che avrà l'opportunità di avvicinarsi, ma ci vuole tempo. Quando prendi mezzo decimo a curva, limare non è semplice"
KTM ha tre collaudatori, Honda e Yamaha idem. Voi e Aprilia ne avete uno solo: basta?
"Uno solo è buono. Abbiamo creato un grande gruppo — come poi è stato fatto in Aprilia con Savadori. Il campionissimo per fare i test 360 giorni l'anno forse non basta e forse non serve. Servono ragazzi come me, come Sava, che si mettono in gioco anche quando ci sono da fare cose complicate, non si tirano mai indietro, quel che ho fatto io in questi 14 anni. Facile girare per fare performance, ma quando devi girare per fare l'affidabilità, i lavori più grezzi, devi essere pronto e non devi lamentarti e lavorare per gli altri. Devi essere mentalizzato a lavorare per gli altri non è da tutti: il pilota è abituato a lavorare per se stesso, switchare questa mentalità richiede un percorso"
Tra i piloti Ducati degli ultimi quindici anni, chi era il più ossessionato dallo sviluppo?
"Lorenzo, perché era proprio ossessionato al discorso del miglioramento della moto. Gli altri sono arrivati in una situazione in cui la moto funzionava già — Pecco e i giovani hanno trovato una base che funzionava. Con Dovizioso tantissimo lavoro, Lorenzo ossessionato, poi tutti gli altri che sono passati"
Gabarrini disse che tante delle cose presenti sulla Ducati di oggi arrivano dai feedback di Lorenzo. Confermi?
"Sì, assolutamente. La moto è nata dalle fondamenta nel 2015 e da lì è stata migliorata ogni anno, aggiungendo pezzi e sistemando. È chiaro che ti porti del buono — la moto del 2015 girava in 32 a Misano, non puoi buttare via tutto. Devi trovare sempre qualcosa di buono anche da lì"
Come sta fisicamente Márquez?
"Gli infortuni non fanno mai bene. La spalla, ci vuole un sacco di tempo e va va fatto step by step, sicuramente c'è margine per migliorare un po' la moto e un po' la sua condizione fisica. Diciamo che mi lascia un po' di speranza il fatto che abbiamo ancora un po' di margine da entrambe le parti: lui fisicamente magari e la moto, poi anche Diggia sta facendo un grande inizio di stagione, ci giochiamo le nostre carte"
Come vedi Iannone come eventuale collaudatore Ducati? Riuscirebbe a mettersi nei panni degli altri?
"Questo lo faccio dire a te. Va un po' contro quello che ti ho detto prima, cioè la tendenza di lavorare per gli altri. Grandissima stima per Andrea e per quello che ha fatto con Ducati, però fare il collaudatore — da fuori si vede la parte più bella. Quando vedi il programma prove, alcune cose che devi fare, qualche rischio che ti devi prendere, devi metterti in gioco"
E Marini come collaudatore?
"Lo potrà fare quando vuole, quando smetterà di correre. Lo potrà fare per qualsiasi Casa. Luca è innanzitutto un bravissimo ragazzo, un bravo pilota, credo che ancora possa dare qualcosa al mondo delle corse. Al momento secondo me può ancora dire la sua. Rimane sempre il fratello di Valentino, lo hanno accostato alla Yamaha — credo possa avere un'opportunità importante"
Come sta andando il progetto V2 Future Champ Academy di Ducati?
"Siamo ormai a un mese dalla prima gara e come tutte le cose, i grandi progetti, è sempre interessante capire la situazione, vedere l'evolversi e il creare di nuovi progetti. La moto è completamente nuova, l'abbiamo portata in pista questo mese per la prima volta con i ragazzi e ha dato dei feedback veramente interessanti. Dopo il test abbiamo tirato un sospiro di sollievo perché tutti i ragazzi erano entusiasti e sono andati veramente forte. Mi dispiace un po' che ci siano molti stranieri — metà griglia di stranieri, metà di italiani — però dai, speriamo di tirar fuori qualcosa di interessante"
Quanti sono in totale?
"Una ventina al momento"
Il progetto è questo, per chi vuol saperne di più
Nel campionato V2 Future Champ ci sono piloti interni Ducati o tutti esterni?
"Piloti Ducati no, nel senso che sono tutti ragazzi dai 16 ai 25-26 anni che correranno con la Ducati e sono sotto l'occhio attento nostro e di Ducati. Stiamo mettendo su un bel livello con tanti ragazzi spagnoli, dalla Polonia, dalla Lituania, c'è anche un indiano. Questo è un aspetto positivo — vogliamo tenere un livello medio-alto che possa far emergere il talento"