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Sei piloti spagnoli hanno concluso ai primi sei posti la gara della MotoGP di Misano e due piloti spagnoli, Manuel Gonzales e Maximo Quiles hanno vinto le gare delle altre due categorie Moto2 e Moto3, disputatesi sul tracciato romagnolo.
Marc Marquez, Alex Marquez, Pedro Acosta, Fermin Aldeguer, Jorge Martin e Raul Fernandez, questi i sei ispanici che hanno concluso nelle prime sei posizioni, precedendo tre italiani: Fabio Di Giannantonio, Enea Bastianini e Luca Marini. Una classifica di arrivo che riassume la situazione attuale del motociclismo internazionale, con gli spagnoli a farla da padrone e gli italiani ad inseguire, pur se in netta predominanza rispetto ad altre nazionalità. Come sappiamo nella classifica generale del motomondiale comanda Marc Marquez, che precede il connazionale Jorge Martin. Terzo Marco Bezzecchi.
In Moto2 ci sono tre spagnoli nelle prime tre posizioni della generale, con Manuel Gonzales che precede Izan Guevara e Ivan Ortola. In Moto3 gli spagnoli al vertice sono quattro: comanda Maximo Quiles, davanti a David Almansa, Alvaro Carpe e Brian Uriarte.
In Superbike la situazione è diversa solo nella categoria maggiore, dominata come sappiamo da Nicolò Bulega che in classifica precede lo spagnolo Iker Lecuona ed il nostro Yari Montella.
Ma nelle altre due classi sventola la bandiera a strisce gialle e rosse, in quanto in Supersport il leader è Albert Arenas mentre nella nuova Sportbike riappare la supremazia ispanica che piazza David Salvador in prima posizione davanti ai connazionali Xavi Artigas e Antonio Torres.
Un pilota spagnolo è in prima posizione nel Mondiale Junior Moto3 ed è Carlos Cano. Buon terzo il nostro Giulio Pugliese, mentre Leonardo Zanni è al momento ottavo.
Nel campionato Europeo Moto2, che si corre in ambito Mondiale Junior e CEV, la sorpresa si chiama Milan Pawelec, polacco, che comanda la classifica davanti allo spagnolo Unai Orrodre, e agli italiani Francesco Mongiardo e Alessandro Amorosi.
La Moto4 spagnola, che è di fatto un campionato internazionale, vede al primo posto lo spagnolo Alvaro Lucas, che precede il nostro Lorenzo Pritelli e l’altro ispanico Victor Cubeles.
Restando in quello che viene comunemente chiamato CEV concludiamo con l’Europeo Stock, che è al momento condotto dal francese Lorenzo Fellon, che precede un nugolo di ben sei piloti spagnoli. Gli italiani sono Filippo Filigni, Jacopo Cretaro e Cristian Lolli, che occupano rispettivamente dall’ottava alla decima posizione.
La Rookies Cup è il primo gradino della scala che porta alla MotoGP, o comunque ai maggiori campionati mondiali, e vede tanto per cambiare, in prima posizione lo spagnolo Benat Fernandez. Il giapponese Ryota Ogiwara è secondo davanti a due spagnoli: Fernando Bujosa e Carlos Cano (il già citato leader del mondiale Junior). Primo degli italiani Giulio Pugliese, quindicesimo.
Spagna nettamente davanti a tutti quindi, ma quali sono i motivi di questa supremazia?
Difficile analizzare in profondità le numerose cause di un fenomeno che ha anche risvolti culturali, ma il motivo principale va a mio parere riscontrato nel fatto che le aziende spagnole credono più delle nostre nel motociclismo quale veicolo pubblicitario e per questo supportano piloti e squadre spagnole. Osservando quali sono o sono stati gli sponsor spagnoli, se dovessimo ricercare quelli corrispondenti in Italia, sarebbe come se a comparire sulle moto e sulle tute dei nostri piloti ci fossero ad esempio Unicredit, Agip o Peroni (che in effetti in passato si era legata per alcune stagioni a Valentino Rossi).
Il contributo delle numerose, grandi e piccole, aziende spagnole permette alle squadre di scegliere i piloti solo in base alle loro capacità e non al budget che riescono a portare, alla “valigia”. Questo fa sì che per i giovani piloti (e le loro famiglie) sia meno problematico iniziare una carriera nel motociclismo. Inoltre negli ultimi anni in Spagna sono in aumento agenzie che curano la crescita dei giovanissimi piloti iberici e li accompagnano dai loro primi passi sino ai campionati mondiali. Sono aziende create solitamente da ex piloti che hanno così modo di continuare a mantenere e “coltivare” gli sponsor che li avevano seguiti e supportati nel corso della loro attività.
In questo modo la ricerca degli sponsor, indispensabili in uno sport economicamente impegnativo come il motociclismo, viene demandata alle agenzie o alle squadre, non certo ai piloti che hanno così modo di concentrarsi sulla loro attività sportiva.
Quello sopra descritto è un’espansione in larga scala del lavoro che aveva inizialmente contraddistinto la VR46 Academy, che però ha poi deciso di dedicarsi non più ai giovani italiani, ma solo alla propria squadra in MotoGP.
D’altronde non è certo un dovere dell’azienda di Rossi e Salucci far crescere il movimento motociclistico italiano, ma è un compito che spetta alle istituzioni. Purtroppo, anche a causa dei motivi economici sopra citati, al momento non si vedono all’orizzonte piloti che possano ripercorrere le orme degli italiani che stanno disputando con successo i vari campionati mondiali, ma la speranza è che in futuro la situazione possa cambiare e possano emergere nuovi talenti “made in Italy”.