Jack Miller ha le sue idee per la Moto3

Jack Miller ha le sue idee per la Moto3
Circolano voci sulla nuova cilindrata per la Moto3 dal 2028: si parla di motori bicilindrici 750 derivati da un modello di serie. Il pilota australiano non è così favorevole: ha una proposta alternativa che premierebbe il talento dei piloti e non crede alla tesi del risparmio sui costi per i team
16 aprile 2026

Si parla tanto dei nuovi regolamenti tecnici per la MotoGP dal 2027, ma anche la classe Moto3 è pronta a cambiare: dal 2028, anche se non è ancora confermato ufficialmente, le attuali monocilindriche 250 prodotte da KTM e Honda saranno sostituite dalle bicilindriche 700 derivate da un unico modello di serie.

Jack Miller, uno che se ne intende di passaggi “dal piccolo al grande” perché nel 2015 saltò direttamente dalla 125 alla MotoGP, ha la sua idea. Per lui sarebbe centrale valorizzare il talento.

"Penso che fosse necessario un cambiamento - ha dichiarato Jack a Crash.net - ma non sono necessariamente d'accordo con l'idea di un motore più grande. Penso invece che le gomme avrebbero potuto essere più piccole. La tendenza degli ultimi vent’anni è stata quella di montare pneumatici sempre più grandi in Moto3, Moto2 o MotoGP: l'impronta a terra è cambiata, la superficie di contatto è aumentata. Ecco, al momento in Moto3 ci si può permettere di tutto perché si ha un pneumatico davvero buono e una superficie di contatto adeguata, ma riducendo semplicemente la larghezza della gomma ci si divertirebbe di più e si esprimerebbe meglio il talento”

Miller tuttavia condivide gli sforzi per aumentare la sicurezza nella categoria: almeno stanno facendo qualcosa, la Moto3 aveva bisogno di cambiare per essere un po' più sicura, questo è un passo avanti per cercare di migliorare la situazione.

"Era la stessa cosa - dice l’australiano - quando correvano le Supersport 300. Per me, quella era la gara più pericolosa perché le moto non avevano potenza e montavano pneumatici molto grandi. Si tendeva a viaggiare appiccicati uno all’altro ed è lì che succedono gli incidenti più gravi. Penso che sarebbe d’aiuto trovare un sistema che faccia emergere talento e abilità tra i partecipanti".

Altro tema in vista delle modifiche tecniche: i motori derivati ​​dalla produzione di serie si adattano alla filosofia dei Gran Premi? Certo che no. E poi le modifiche necessarie per metterli in pista li renderanno davvero più economici? Miller è scettico.

"Capisco tutto, capisco che il mercato non offre una moto da corsa da 250 su misura e occorre fare dei compromessi. Ma non condivido: sono pur sempre dei Gran Premi… E poi non credo che un motore derivato dalla produzione di serie renderà le cose più economiche per i team: sarebbe meglio avere un motore specifico costruito per le corse, con il cambio giusto e così via”.

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