GP di San Marino

L'analisi tecnica del GP di San Marino

- L'analisi dell'incidente di Tomizawa mette in luce i limiti della Moto2. In 125 Marquez vince con la velocità di Pedrosa. Per Rossi la sveglia è suonata al 14° giro | M. Temporali, Misano
L'analisi tecnica del GP di San Marino

 

ANALISI GARA 125

E' raro vedere i record frantumarsi in questa classe, spesso durano anni. Marquez però ha lasciato la firma anche qui, realizzando il tempo di 1'43"195 al 19°giro di 23, che migliora di oltre 4 decimi il tempo di Espargarò dell'anno scorso. Segno di una gara tiratissima. Dal 6° al 22° giro ha martellato solo grandi 43", cambiando passo, rispetto alla sua media,  dal 18° e scendendo anche di 3-4 decimi nei restanti 5 giri. E' lì che Terol ha perso la scia, non riuscendo ad aumentare il ritmo e rimanendo con un palmo di naso. Testa e strategia si uniscono a un gran polso: queste sono le doti di Marquez che differenziano le sue vittorie da quelle più "normali" dei suoi rivali. La sua Derbi è sempre stata velocissima: 8 volte ha superato i 200 km/h, contro le 3 di Terol. Penalizzato anche stavolta dal motore un Espargarò che non  ha mai visto l'ombra dei 200 orari e ha trovato nel T2 le maggiori difficoltà: 3 decimi di ritardo da Marquez.


ANALISI INCIDENTE MOTO2

L'incidente di Tomizawa nella Moto2 ha avuto una dinamica già vista in passato: uscita extra cordolo a moto piegata, la ruota anteriore pizzica l'erba sintetica, la moto si intraversa girando nella direzione della pista, De Angelis (che lo seguiva a ruota) lo urta. Tomizawa cade e viene investito da Redding. La Moto2, l'ho già detto a inizio anno, rischiava di diventare la copia della Supersport degli anni '90, quando gli incidenti erano mortali: 36 piloti racchiusi in meno di 2 secondi a causa di un'eguaglianza tecnica che portava spettacolo, agonismo accesissimo tra i piloti e ravvicinamento tra di essi anche per via dell'elevato numero di partecipanti.
In queste condizioni le cadute anche banali diventano pericolosissime.

La situazione presenterebbe meno rischi se: ci fosse maggior disparità tra i motori (il monomarca non aiuta...), differenziati dalla preparazione tecnica; meno piloti in griglia (anche se in questo caso non si tratta di un incidente da "traffico"). Il secondo riflettore lo punterei sulla bontà dell'erba sintetica utilizzata per delimitare la fascia fra cordolo e ghiaia. Al Sachsenring in 125 Espargarò cadde negli ultimi giri con una dinamica uguale a quella occorsa al giapponese. La fortuna volle che Marquez, che lo seguiva a distanza ravvicinata, lo evitò per un soffio, dopo che, sia Espargarò che la sua Derbi, finirono in mezzo alla pista. In quel caso l'erba sintetica era ancora impregnata di acqua a causa della pioggia. Vi garantisco però che la sensazione di passare sopra a un tappeto rispetto alla vecchia terra/erba si va a perdere e non di poco: ti manca il "duro" sotto alle gomme che ti permette di migliorare il controllo quando già è precario.

ANALISI GARA MOTOGP

La carena di Max Temporali
La carena di Max Temporali

Dani Pedrosa ha sbriciolato il record della pista di Rossi 2009: 1'34"340 al 7°giro, ovvero 4 decimi più veloce. La cosa fantastica è che il passo del 34" l'ha mantenuto dal 2° al 19° giro dei 28 previsti, ripetendolo poi altre 3 volte in alternanza a dei 35" bassi. Quel passo Lorenzo non è riuscito ad impostarlo fino al 6° giro, Rossi al 7°, segno che le Yamaha impiegano un attimo ad entrare in "ordine di gara". La prima fase per le M1 è quindi più critica e Spies ne è la conferma, poichè è sceso in modo continuo sotto al 36" dal 6° passaggio.
Se Lorenzo ha fatto il possibile per contenere i distacchi da Pedrosa, stessa cosa non si può dire di Rossi che ha trovato regolarità e velocità solo dal 14° giro. Da lì in poi è stato tremendamente veloce, anche più del suo compagno di squadra, facendo siglare il suo miglior crono addirittura al 26° passaggio: segno che forma fisica e moto ci sono, cosa gli manchi, ancora non si capisce. Pronti a scommettere che con quel ritmo spalmato anche sui giri iniziali sarebbe arrivato in volata con Jorge (giunto al traguardo con 2,2 secondi di vantaggio).
Dovizioso dimostra di essere in grado di girare forte ma di non saper cambiare il passo quando occorre. Deve imparare a gestire la gara con freddezza e lucidità per passare da pilota eccellente a campione.  Stoner non ha mai avuto il ritmo, accusando il ritardo di un paio di decimi al T1 e T3, 2 punti con 2 grandi  frenate a moto inclinata. Continuano a mostrarsi lente le Yamaha in velocità: quelle di Spies, Lorenzo e Rossi sono raggruppate nell'ordine in fondo alla classifica. L'aspetto più interessante fornito dai dati è però che la Honda di Pedrosa segna le migliori 5 velocità con una costanza paurosa: 274,9 - 274,5 - 274,3 - 274,3 - 274,1, mentre la M1 di Valentino, 268,4 - 267,4 - 266,7 - 266,5 - 266,3.

MotoGP


1 25 26 Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team Honda 160,0 44'22.059
2 20 99 Jorge LORENZO SPA Fiat Yamaha Team Yamaha 159,9 +1.900
3 16 46 Valentino ROSSI ITA Fiat Yamaha Team Yamaha 159,8 +3.183
4 13 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Repsol Honda Team Honda 159,6 +6.454
5 11 27 Casey STONER AUS Ducati Team Ducati 158,9 +18.479
6 10 11 Ben SPIES USA Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 158,3 +28.385
7 9 5 Colin EDWARDS USA Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 157,9 +34.934
8 8 19 Alvaro BAUTISTA SPA Rizla Suzuki MotoGP Suzuki 157,8 +38.157
9 7 40 Hector BARBERA SPA Paginas Amarillas Aspar Ducati 157,6 +40.943
10 6 33 Marco MELANDRI ITA San Carlo Honda Gresini Honda 157,5 +42.377
11 5 41 Aleix ESPARGARO SPA Pramac Racing Team Ducati 157,3 +45.906
12 4 7 Hiroshi AOYAMA JPN Interwetten Honda MotoGP Honda 157,3 +46.394
13 3 14 Randy DE PUNIET FRA LCR Honda MotoGP Honda 157,0 +50.481
14 2 58 Marco SIMONCELLI ITA San Carlo Honda Gresini Honda 155,2 +1'23.143
Non classificato
36 Mika KALLIO FIN Pramac Racing Team Ducati 155,3 11 Giri
69 Nicky HAYDEN USA Ducati Team Ducati 122,9 25 Giri
65 Loris CAPIROSSI ITA Rizla Suzuki MotoGP Suzuki 0 Giro

Moto2


1 25 24 Toni ELIAS SPA Gresini Racing Moto2 Moriwaki 151,3 43'33.996
2 20 60 Julian SIMON SPA Mapfre Aspar Team Suter 151,2 +1.969
3 16 12 Thomas LUTHI SWI Interwetten Moriwaki Moto2 Moriwaki 150,6 +11.917
4 13 3 Simone CORSI ITA JIR Moto2 Motobi 150,4 +15.409
5 11 65 Stefan BRADL GER Viessmann Kiefer Racing Suter 150,4 +16.219
6 10 16 Jules CLUZEL FRA Forward Racing Suter 150,4 +16.676
7 9 2 Gabor TALMACSI HUN Fimmco Speed Up Speed Up 150,4 +16.852
8 8 77 Dominique AEGERTER SWI Technomag-CIP Suter 150,3 +18.330
9 7 71 Claudio CORTI ITA Forward Racing Suter 150,1 +20.650
10 6 44 Roberto ROLFO ITA Italtrans S.T.R. Suter 149,6 +29.678
11 5 68 Yonny HERNANDEZ COL Blusens-STX BQR-Moto2 149,5 +32.720
12 4 14 Ratthapark WILAIROT THA Thai Honda PTT Singha SAG Bimota 149,3 +35.098
13 3 35 Raffaele DE ROSA ITA Tech 3 Racing Tech 3 149,3 +35.428
14 2 56 Michael RANSEDER AUT Vector Kiefer Racing Suter 149,3 +35.933
15 1 52 Lukas PESEK CZE Matteoni CP Racing Moriwaki 149,2 +37.012

125


1 25 93 Marc MARQUEZ SPA Red Bull Ajo Motorsport Derbi 146,0 39'56.117
2 20 40 Nicolas TEROL SPA Bancaja Aspar Team Aprilia 145,9 +2.185
3 16 7 Efren VAZQUEZ SPA Tuenti Racing Derbi 145,7 +5.628
4 13 38 Bradley SMITH GBR Bancaja Aspar Team Aprilia 145,7 +5.912
5 11 11 Sandro CORTESE GER Avant Mitsubishi Ajo Derbi 145,6 +6.378
6 10 44 Pol ESPARGARO SPA Tuenti Racing Derbi 145,6 +7.091
7 9 12 Esteve RABAT SPA Blusens-STX Aprilia 144,6 +23.835
8 8 71 Tomoyoshi KOYAMA JPN Racing Team Germany Aprilia 144,6 +23.891
9 7 35 Randy KRUMMENACHER SWI Stipa-Molenaar Racing GP Aprilia 144,2 +29.914
10 6 99 Danny WEBB GBR Andalucia Cajasol Aprilia 144,2 +29.969
11 5 94 Jonas FOLGER GER Ongetta Team Aprilia 144,2 +30.173
12 4 14 Johann ZARCO FRA WTR San Marino Team Aprilia 143,7 +38.411
13 3 23 Alberto MONCAYO SPA Andalucia Cajasol Aprilia 143,7 +38.689
14 2 15 Simone GROTZKYJ ITA Fontana Racing Aprilia 143,3 +46.494
15 1 26 Adrian MARTIN SPA Aeroport de Castello - Ajo Aprilia 143,2 +46.569

 

  • piega996, roma (RM)

    BRUCE

    Questo l'hanno visto tutti.
    Credo anche Max Temporali.
    L'eccezionalità di Pedrosa è che fa questo dal primo all'ultimo giro.
    E questo vuol dire solo una cosa.
    A parte il click che è scattato nella sua testa, che si sente la moto cucita addosso che gli da fiducia dal primo momento.
    Poi ognuno ha i suoi condizionamenti .
    Pedrosa è libero di ben fare , non compete per il titolo solo se per un fortuito caso.
    Lorenzo , vuole il titolo e quindi gestisce, una caduta rimane fermo e addio titolo.
    Rossi anche non vuole cadere xkè troppo fresco l'infortunio e per non compromettere la stagione successiva.
    A quei livelli già a moto uguale e con predisposizione mentale diversa puoi beccare centesimi di idstacco che diventano qualche secondo.
    Bel Pedrosa godiamocelo.
  • bruce18, Salerno (SA)

    MotoGp

    L'espressione " le Yamaha faticano ad entrare in ordine di gara" è inesatto e fuorviante....La M1 è più critica nella prima fase...: che ovviamente esprime lo stesso concetto non è assolutamente condivisibile. La verità è che da un pò di tempo il signor Pedrosa esprime una competitività sul mezzo che non ha pari, anzitutto in ambito Honda ed in secondo luogo rispetto agli altri competitors. Insomma il piccolino fa un altro sport. Punto.
    Emilio
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