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MISANO ADRIATICO - E' morto davanti ai miei occhi, anche se, ufficialmente, Shoya Tomizawa è deceduto circa un'ora e mezza dopo, precisamente alle 14.20 nell'ospedale di Riccione, dove era stato trasportato in ambulanza. Succede sempre così in questi casi, non è certo una novità, è la procedura. A me, comunque, nessuno toglie dalla testa che Tomizawa sia morto sul colpo, possibilità, peraltro, avvalorata anche dalla dottoressa Marina Gambetti di Riccione. Cambia poco, purtroppo.
Solitamente, per avere una visione completa, seguo le gare in televisione dalla sala stampa, con tutti i dati: tempi, intertempi, velocità massime, distacchi, replay. Questa volta, però, avevo deciso di andare a bordo pista per vedere la Moto2, per cercare di rendermi conto, dal vivo, di alcune situazioni che non mi riesco a spiegare dalle immagini e dai dati. Dopo essere stato per un paio di giri alla prima curva, mi sono spostato nella parte centrale, dove si può vedere un bel pezzo di pista, quindi sono andato verso il curvone, il punto più difficile del circuito di Misano, perché volevo capire se c'era un comportamento differente tra le varie moto.
La gara si era ormai stabilizzata per la prima posizione, con Toni Elias in testa con margine, ma alle sue spalle la lotta era serrata per la terza posizione, con Simon, Tomizawa, De Angelis (in rimonta) e Redding racchiusi in pochi decimi. In quel punto, al curvone, non c'è margine di errore, si può percorrere una sola traiettoria, a una velocità attorno ai 230 km/h. Ma Shoya, purtroppo, ha sbagliato: l'ho visto andare leggermente largo, perdere il controllo della moto, finire a terra. Tutto a una velocità pazzesca, in una frazione di secondo e il flash successivo che ho impresso nella mia mente sono Alex De Angelis e Scott Redding che volano in aria, con Tomizawa che rotea esamine sulla pista.
Al momento, mi era sembrato che solo uno dei due avesse centrato il giapponese, in realtà, rivedendo poi le immagini, entrambi i piloti lo colpiscono, con un impatto durissimo. E' chiaro che è successo qualcosa di gravissimo, l'adrenalina mi sale alle stelle: le bandiere gialle vengono esposte immediatamente, i soccorsi sono rapidi. De Angelis si rialza quasi subito, Redding è fuori pista e dalla mia visuale, Tomizawa è pochi metri più in là, davanti a me. I medici lo proteggono in qualche modo con le balle di paglia, gli altri piloti gli sfrecciano accanto a una velocità secondo me troppo elevata per la circostanza, ma tant'è. Tomizawa viene caricato sulla barella, i soccorritori corrono nella via di fuga, dove uno perde l'equilibrio nella sabbia, cade. Shoya rimane immobile sulla barella, in pochi secondi è dietro il guard rail, in una apposita postazione all'esterno della curva.
Da dove sono non posso vedere cosa sta succedendo, ma intuirlo sì, perché i medici sono piegati ed, evidentemente, cercano di rianimarlo. Il mio cuore batte a mille, quello di Tomizawa, purtroppo, non batte più, tutto attorno c'è una calma apparente quasi surreale. Mi stupisce, in positivo, il sangue freddo di chi è vicino a Tomizawa, il loro non perdere mai la calma in un momento così drammatico. Io fatico a ragionare, davanti agli occhi mi continuano a scorrere le moto in piega, ma non riesco nemmeno a vederle, non sento il rumore.
Continuo a guardare là, verso la postazione di Tomizawa dove, con molta calma, arriva un'ambulanza. Non ho la minima idea di quanto tempo sia passato. Mentre viene caricato sull'ambulanza, vengono stesi dei teli bianchi per impedire alle telecamere e al pubblico di vedere. L'ambulanza parte, procede lentissima. Salto sulla bicicletta con la quale mi muovo all'interno del circuito e arrivo al centro medico ben prima del mezzo di soccorso. I minuti successivi sono, come sempre in questi casi, concitati, ma il mio cervello è in tilt, bloccato, incapace di mettere insieme un pensiero dietro l'altro. Esce Max Sabbatani dal centro medico. E' un mio amico, ma non gli chiedo niente. Si avvicinano altri giornalisti, Max fatica a trattenere le lacrime. «Aveva 19 anni» sono le sue sole parole.
Giovanni Zamagni
05/09/2010
Sono stati inseriti 32 COMMENTI. Commenta »
1. R.I.P.
..la dura legge di questo sport..è un prezzo altissimo che si rischia di pagare..possiamo solo piangere la vita di un ragazzo simpatico quanto bravo..ciao "cocacola"..
ozenit - 05/09/2010 20:59
2.
era un grande
Federico.Li Vigni - 05/09/2010 21:43
3. barbarie
Non riesco a capire come sia possibile giustificare quello che abbiamo visto succedere. Non si possono certo annullare i rischi intrinseci delle corse motociclistiche, ma come giudicare i soccorsi e l'etica della direzione della gara? I casi sono due: se il pilota è morto sul colpo, la corsa si DEVE fermare, non si può continuare come se niente fosse, pronti a far sfilare le "umbrella girls". Se il pilota è ancora vivo, ma come abbiamo visto è chiaramente in gravi condizioni, la corsa va sospesa (bandiera rossa immediata) e i primi soccorsi vanno prestati sul posto per garantire le massime possibilità di evitare lesioni dovute ad un trasporto frettoloso. Quanto è stato fatto oggi è disgustoso ed indifendibile.
MotorSputnik - 05/09/2010 21:45
4. R.I.P
ne stanno accadendo spesso incidenti del tipo se solo pensiamo a quello di De Puniet.
E non può sempre andar bene.
C'è il rischio , c'è l'imponderabile c'è la statistica.
piega996 - 05/09/2010 21:51
5. Il motociclismo: sport estremo... ma non basta!
Siamo inguaribili tifosi di uno sport estremo.
Dietro ogni curva e ad ogni staccata c'è l'imponderabile. Già, l'imponderabile, ma in qualche modo prevedibile ... quando si viaggia a pochi millesimi di distanza su una curva a 240 all'ora.
Dietro ogni curva c'e' il rischio di lesioni gravissime, c'e' il rischio di morire.
Lo spettacolo è tanto coinvolgente per il pubblico quanto folle.
Non sono fatalista: non basta dire che la gente può muorire andando in motorino a fare la spesa.
"Un tempo si moriva di più" dicono i tanti veterani. Ma non può essere un'attenuante o una giustificazione.
Oggi Tomizawa e' morto in diretta in modo sconvolgente.
La vita è troppo sacra e la morte troppo importante per essere affidata all'improvvisazione e all'imbarazzo di telecronisti e piloti.
La morte non può essere commentata da nessuno, neppure da Valentino che dice "mi spiace, mi spiace" e poco dopo "sono contento perche' ho fatto terzo".
Molto meglio il silenzio.
Ma il silenzio stride con l'esigenza di riempire ogni secondo di televisione con immagini o parole.
Ho cercato di spiegare a mio figlio che guardava con me la gara, quello che era successo. Ma mi rendo conto che qualsiasi cosa era inadeguata.
Non ho risposte a quanto accaduto. Ci vorrebbe pero' molto piu' coraggio nel cercare il silenzio, nell'interrompere le gare, nel ricordare in continuazione quanto sia importante la vita cercando in tutti i modi di non mettersi in condizione di morire.
franco_milano - 05/09/2010 22:24
6. tutto il dolore possibile
per un'altra vittima nel duro mondo del motociclismo a distanza di una sola settimana, riposa in pace "cocacola " !!
m.e.r. - 05/09/2010 22:34
7. Che cosa l'uomo darà in cambio di se?
la tua storia dolorosissima per la tragedia, a noi motorider,e a chi si ferma un attimo per capire il senso di quello che succede, a chi pensa non solo alla moto ma anche al motociclista, ci pone solamente una domanda:
"Che cosa l'uomo darà in cambio di sè?" Cioè fino a che punto siamo disposti a rischiare? Per cosa vale la pena rischiare la vita?
Può finire tutto per una traiettoria un pò larga? Per una fatalità?
No: non siamo fatti per questo. E non siamo neanche fatti male, perchè non accontentarsi di una risposta che non ci risponde è segno di grandezza, non di debolezza.
Per cui Shoya oggi ce lo hai ricordato, e la tua vita non è finita invano. Grazie
S
motorider5168 - 06/09/2010 00:13
8. Ero anch'io li in quella curva
Giovanni ero anch'io li in quello curva ma sul prato, avevo il corpo di "cocacola" propio difronte a me e mi chiedo perche non hanno fermato la gara?!?!?!?!?!?!?!
Perche non hanno fatto arrivare l'elicottero in pista?
Perche l'ambulanza è arrivata cosi in ritardo e poi ci ha messo cosi tanto ad andare via, paradossalmente andavano piu veloci le BMW X5 che facevano il giro del circuito nelle zone perimetrali che quella maledettisma ambulannza!
Ogni secondo maledetto è stato cruciale..non si è fatto abbastanza..pultroppo..
Ciao Shoya spero che in paradiso ci sia una pista dove poter continuare la tua passione
A
Anto200941 - 06/09/2010 08:48
9. franco.milano
A tuo figlio anche se piccolo , devi spiegare la verità.
Questo sport è pericoloso, tanto da farsi male e rimanere paraplegico se va bene e fino a morirne.
Spiegare che c'è questa triste possibilità nel praticarlo.
Spiegare anche che se non si pratica e si segue anche solo in TV c'è la possibilità di assistere a un dramma.
Solo la verità
piega996 - 06/09/2010 09:01
10. Per interrompere
QUESTO spettacolo Folle, basta vietare tutte le corse.
Basta non prendervi parte.
Basta evitarle e non seguirle non esserne tifosi.
piega996 - 06/09/2010 09:04
11.
Tomizawa è morto per un incidente che è piu' simile ad una fatalita' che ad un incidente di gara. Tuttavia molto si puo' migliorare nella sicurezza. 1) Il curvone di Misano è veramente pericoloso perchè da quando è stato invertito il senso di marcia è vero che non cìè piu' la micidiale staccata del tramonto(chi ha corso sul vecchio circuito sa di cosa parlo) ma quello forse è anche peggio perchè non è una vera curva ma una semicurva che fai a moto inclinata quasi in pieno (vera anomalia rispetto ai circuiti di tutta Europa).
2) All'esterno dopo il cordolo (che tiene come l'asfalto perchè fatto come quello con vernici speciali e che tutti i piloti usano) c'è l'erba sintetica se sbagli di un mm. , come accaduto a Tomizawa, sei per terra ed è assurdo che non ci sia subito sabbia. Inoltre lo spazio di fuga è inadeguato.
3) Ieri nella SBK 1' manche sono caduti in 2; nonostante i plioti alla fine non si fossero fatti, fortunatamente, niente il direttore di gara ha fatto subito esporre la bandiera rossa. Tomizawa probabilmente è morto sul colpo ma ha fatto molto male vederlo cadere dalla barella su cui era stato adagiato per portarlo di corsa dietro il guard rail. La Dorna ha gestito la vicenda in una maniera ignobile ma questo è un altra questione, il punto è che i regolamenti prescrivono che se il pilota è immobile o ci sono pezzi o moto sul percorso la gara deve essere sospesa.
Detto questo nessuno resuscita il povero Tomizawa ma almeno evitiamo di fare diventare le gare di moto una corrida.
PIO23 - 06/09/2010 09:16
12. ...
si, molto probabilmente il povero Shoya è morto sul colpo.
probabilmente tutti i soccorritori, fin dal primo istante, han tentato tutto quanto il possibile di fronte ad una evidente, per loro, situazione impossibile.
probabilmente esiste un "terribile protocollo" da attuarsi in presenza di una diretta televisiva, per la piena tutela del tipo di comunicazione che si stà dando ai parenti ed amici che possono essere difronte ad un televisore.
si, io voglio pensare che un simile "terribile protocollo" esista e sia stato pianificato in passato ... trovo giusto fare in modo che coloro che sono legati profondamente alla vittima non vengano avvertiti della tragedia in diretta televisiva.
ma se così non fosse ... se si scoprisse che la "momentanea omertà" di ieri non fosse in funzione di questo ... beh, allora i responsabili dello scempio morale che si è consumato ieri, andrebbero defenestrati immediatamente.
ciuk time - 06/09/2010 09:51
13. SICUREZZA!
Non si può sempre cercare di crearsi interrogativi a cui dare risposta dopo una tragedia del genere, né con i se, né con i ma, perchè ieri a morire è stato un ragazzo di 19 anni per "colpa" della sua passione. Prima di tutto, va' la sicurezza, non che ad esempio si pensa di allargare le vie di fuga dopo la morte di Kato, oppure ora si penserà a studiare nuovi airbag nelle tute oltre che sulle spalle e schiena per salvare nuove vite. Perchè se è così che ogni volta deve andare, il dazio per la sicurezza è troppo caro!
drino87 - 06/09/2010 09:52
14. Ciao Shoya,
proteggici da lassù. R.I.P.
Matteo
mtt199 - 06/09/2010 12:04
15. x ciuk time
la gara non va sospesa perchè uno muore e non glielo devi dire in diretta!
ma in caso di incidente grave (e qlsiasi parente amico ecc, se n'è reso conto subito senza doverglielo comunicare a parte), detriti in pista e pericolo per i soccorritori.
semmai il terribile protocollo di cui tu parli è quello di non sospendere gare precedenti alla moto gp per non far slittare quest'ultima altrimenti gli sopnsor chi se li sente.
questo è l'inconfessabile protocollo!
altri tempi - 06/09/2010 12:36
16.
Ciao piccolo "cocacola", mi eri molto simpatico, spero che lassù tu possa continuare a fare quello che più ti piaceva! un lampeggio al cielo
Andrea.Zorzini - 06/09/2010 14:33
17.
L'incidente dal mio punto di vista è stata una tragica fatalità !
La morte in questo sport è un'incognita dell'equazione che è sempre presente, ma impossibile capirne il valore di dove e quando !
Possiamo e dobbiamo dare un senso a queste tragiche esperienze per andare avanti e migliorare sempre più l'aspetto della sicurezza delle moto sia in pista che per strada !
Addio Shoya
panda8604 - 06/09/2010 15:39
18. video:
Addio campione
http://yfrog.com/4jshoyatomizawaaddiocaz
COSPAZ - 06/09/2010 15:48
19.
Complimenti a Giovanni Zamagni. Tra tante cose dette e scritte a sproposito, senza cognizione di causa o con ipocrisia, il suo racconto si distingue per la sobrietà e il senso umano che traspare. Nel merito sono d'accordo con quanto scrive PIO23.
Non condivido invece le polemiche sulla necessità di sospendere la gara per agevolare un intervento medico sul posto, dal momento che chi interviene ha la competenza per decidere cosa sia meglio fare e dove. Se chi è intervenuto fosse stato convinto dell'opportunità di operare sul posto, l'avrebbe immediatamente segnalato alla direzione corsa. Chi, tra tutti quelli che hanno contestato la scelta di spostare il ferito è medico rianimatore? Chi ha mai prestato servizio su un eliambulanza? E allora, per piacere, parlate di moto, non di interventi d'emergenza. Altro discorso, naturalmente se, come scrive PIO23, il regolamento impone di sospendere la corsa in caso di pilota immobile o pezzi di moto sparsi (ma non son riuscito ad aprire il file con il regolamento sul sito della Fim...): in questo caso la gara andava sospesa, indipendentemente da ragioni mediche (come in superbike, appunto).
Secondo: molti segnali, dall'esterno, mi inducono a pensare che l'impressione di Zamagni fosse giusta (molti segnali, ma non il fatto, come si legge in alcune dichiarazioni di Rossi, che se ha detto davvero questo sarebbe meglio parlasse di quel che sa fare bene e non di altro, che se l'ambulanza va piano è brutto segno). Probabilmente il pilota è morto sul colpo, e chi è intervenuto se ne è reso immediatamente conto. Di solito un'azione immediata si tenta, comunque. Ma con la consapevolezza che è un tentativo che lascia il tempo che trova (poi ci sono anche altre ragioni alla base della scelta, ma questo è un altro discorso, molto lungo). Non sono invece d'accordo con Zamagni quando scrive che cambia poco. Per Tomizawa senz'altro; ma per quel che circonda l'evento cambia, e molto: per prima cosa se viene constatato il decesso in un incidente occorre l'autorizzazione del magistrato per la rimozione del corpo (e la gara di motoGP... ti saluto!); poi se la morte ti arriva accanto può venire il dubbio se sia il caso di far continuare lo spettacolo o di fermarlo (ma gli sponsor? gli spettatori paganti? Molto più gestibile, quindi, un ultimo commiato dall'ospedale. Preferibilmente dopo la partenza della motoGP). Quanto alla questione della comunicazione della notizia, be' è una giustificazione che fa pietà: la morte fa parte della vita. Assistervi in diretta è una delle possibilità. Se si accetta la comunicazione in diretta si deve accettare anche questo. Cosa resta quindi? Una profonda amarezza, e l'impressione che chi sapeva abbia ipocritamente taciuto.
Un saluto
sebaco - 06/09/2010 16:31
20. molto d'accordo
con SEBACO.
Sulla gestione morte o non morte.
piega996 - 06/09/2010 16:54
21. ....
non voglio giudicare se e'' stato giusto o sbagliato non sospendere la gara dopo un incidente dopo una disgrazia del genere ... voglio sottolineare pero' il fatto che a fine gara, nel parco chiuso , Lorenzo ha dichiarato quanto segue....."...mi hanno dato la notizia prima della partenza......." .
La morte del povero Tomizawa non e'' avvenuta durante la gara della motogp ma forse addirittura gia'' sull 'ámbulanza prima di lasciare il circuito. Vergogna !!!
Chiamo inoltre "assassino" chi dopo una curva che si affronta a circa 240 km/h ha pensato di mettere l'erba sintetica subito dopo la fine del cordolo.....
ciao piccolo grande
alessandro.desidera - 06/09/2010 19:11
22. sgomento
Ero a Lierop ad esultare x il grande tony,ma la gioia mi si e' gelata in gola quando ho saputo la notizia.
RIPOSA IN PACE PICCOLO SHOYA TVB
Goffri - 06/09/2010 19:43
23. PILOTI, CHE GENTE...
QUANDO UNO DI NOI SI FA' MALE NON ANDIAMO A TROVARLO IN OSPEDALE, QUANDO UNO DI NOI MUORE NON ANDIAMO AL FUNERALE... SOLO UNO SGUARDO VELOCE AL CIELO, SOLO UN PENSIERO SINCERO... PILOTI, CHE GENTE...
P.S. Grazie a Giovanni Zamagni per le sue parole..
Andrea Barbieri
ANDRI-97301 - 06/09/2010 20:35
24. Shoya ...è morto.....
La realtà purtroppo è questa punto e basta. Che poi andava fermata la corsa , che i soccorsi sono stati giusti o no che la DORNA ha interessi da difendere è tutto banale. Anche io penso che sia morto sul colpo e che tutto quello che è successo dopo è stato ......solo un guadagnare tempo. Anche a Dovi è successa la stessa cosa solo che dietro aveva Valentino e Casey , non so se questo vuol dire qualcosa.
woxian - 06/09/2010 21:47
25. per sempre
facci una penna dal la in alto....ciao shoya
alby16 - 07/09/2010 02:09
26. precisazione
il medico ha detto che respirava ancora a fatica.
per me non è morto sul colpo ma sicuramente c'è stata la perdita di conoscenza e si vede da come il corpo sia inerme durante la scivolata.
ma non è morto sul colpo. per me la gara andava sospesa per i motivi già ripetutamente detti che non c'entrano con la rianimazione sul posto (protocollo tra l'altro quasi non più in uso!)ma piuttosto con la sicurezza dei soccorritori.
ragazzi se mi avessero fatto cadere con la barella quando mi hanno raccattato a vallelunga anni fa ora sarei sulla sedia....
lamps
altri tempi - 07/09/2010 08:48
27. non vuole dire nulla
dietro poteva esserci chiunque!
Dovi è stato fortunato perchè le moto che seguivano non stavano così vicine ed è caduto in un punto dove le traiettorie erano più d'una;
ma a 240 mk/h le moto stanno come su dei binari e ci vuole molta più forza e tempo per fargli fare uno scarto del genere, sono gli stessi effetti giroscopici e le quote ciclistiche che tengono la moto sulla linea impostata! inoltre lì la traiettoria più veloce è una!
dovi ha avuto la fortuna che dicevo (e la freddezza di non muoversi guardando le moto che gli venivano incontro!).
altri tempi - 07/09/2010 09:17
28. E' successo anche a De Puniet
e sta accadendo spesso.
De Puniet Tibia e perone.
Ma se la ruota lo colpiva sulal cassa toracica, sul collo,sull'addome?
La sorte.
piega996 - 07/09/2010 10:05
29. sono stufo...
...sono sinceramente stufo di molte cose, forse non ha senso dirlo qui, ma ho come la sensazione che tutto, proprio tutto segua solo la logica del denaro e a nulla, nulla serva qualunque sacrificio. muore un pilota e ci si giustifica dicendo che è morto facendo quello che voleva ed è vero, ma se esiste una senso a tutto questo, penso che ci sia qualcosa di sbagliato, perchè morire è umano, ma è inumana tutta l'indifferenza che ci gira attorno, perchè alla fine la gara si è fatta, poi è seguita la moto GP, il pubblico ha tifato i propri beniamini, loro sono stati premiati sul podio e Tomizawa, alla fine è solo una statistica e nulla mi toglie dalla testa (l'articolo di Zamagni è una conferma) che il pilota giapponese sia morto ben prima dell'orario ufficiale diffuso dai media e che quindi tutto il "sincero" dolore e il cordoglio manifestato (anche dai telecronisti) sia stato "ritardato" dei minuti necessari allo showbiz
tico03 - 07/09/2010 10:09
30. c'è anche un problema giuridico
mi veniva in mente che la nostra giurisdizione dice che i familiari della vittima devono essere avvertiti dall'organizzazione prima che dalla tv o altri media.
non so se avessero annullato la gara della motogp le conseguenze legali del caso ....
poi che su queste pieghe ci giochino molto...
può essere che nel tempo di raggiungere i familiari abbiano dilatato i tempi in modo da far partire la gara....
cmq non ricordo gare successive azzerate per incidente mortale nella storia delle gare motoristiche
ricordatemelo voi s ene siete a conoscenza!
altri tempi - 07/09/2010 10:48
31. Come mai...
Come mai a Misano, tra privati che non contano nulla, può arrivare sulla pista tranquillamente un elicottero e i soccorsi tranquillamente intubano il povero incidentato, che oggi dopo due mesi di coma a cesenatico può dirsi vivo.? E un pilota del motomondiale viene gestito così? sicuramente non escluderei la morte sul colpo.
Simone200710 - 08/09/2010 11:52
32. x Giovanni Zamagni
una domanda...
non voglio far polemica. non e' il mio intento. ma se dici che Sabbatani ha detto che "aveva 19 anni" ed e' successo un po dopo il suo arrivo in Clinica mobile (mentre l'annuncio e' stato dato alle 14.20) significa che era gia clinicamente morto ma poi e' avvenuta effettivamente dopo?
solo per capire, grazie..
v.digiulio@libero.it - 3281546 - 09/09/2010 15:34