World Enduro Super Series

WESS-18. Erzbergrodeo Red Bull Hare Scramble. Magnifico Jarvis (Husqvarna)

- L’inglese Pilota ufficiale Husqvarna vince per la quarta volta la Gara austriaca, oggi 2a prova del WESS, al termine di un autentico scontro tra i Titani dell’Estremo. Sul podio Jonny Walker e Manuel Lettenbichler. In 23 soltanto al Traguardo della Montagna di Ferro

Eisenerz, Austria, 3 Giugno 2018. Forse il WESS, World Enduro Super Series, servirà proprio a questo, a mettere in ordine secondo una graduatoria di merito attendibile, alla fine della prima stagione del Torneo, i magnifici, impareggiabili Fuoriclasse dell’Estremo. In questo modo si porrà anche fine, almeno per un anno, al più avvincente dei contenziosi sullo sfondo del Motorsport e del Fuoristrada. Chi è il Re dell’Enduro? Chi lo è dell’Estremo? Chi l’”Assoluto”?

A vederla oggi, al termine della ventiquattresima edizione del Erzbergrodeo Hare Scramble, il candidato numero 1 è e resta Graham Jarvis, l’indomabile quarantatreenne inglese che ha vinto per la quarta volta la più famosa, per certi versi più dura e in ogni caso iconica, Gara di Enduro Estremo dei tempi moderni. Alle spalle del Pilota Rockstar Energy Husqvarna Factory Racing, il Pilota Red Bull KTM Factory Racing Jonny Walker, secondo, e Manuel Lettenbichler, KTM Germany, terzo. Questo è il verdetto emesso dalla Montagna di Ferro al termine di una gara che ha incendiato l’entusiasmo di una folla record, accorsa tra le pieghe della miniera di Eisenerz per assistere alla doppia occasione di un’edizione memorabile della Corsa inventata da Karl Katoch.

Graham Jarvis
Graham Jarvis

Sono le 14:30, Stephane Peterhansel ha da poco terminato il suo secondo show con la Peugeot vincitrice della 40ma Edizione della Dakar. Sulla spianata alla base della Miniera di Eisenerz 500 Piloti sono schierati in dieci file con le loro armi da guerra. La scena è perfetta per scatenare il delirio. Le Moto sono spente, e l’armata silenziosa, da quasi due ore in attesa sotto un sole rovente, aspetta solo che il suo Generale scateni l’inferno. Karl Katoch, Presidente dell’Associazione Motorsport Austria e fondatore della Corsa, viene raggiunto da Monsieur Dakar e scatena quell’inferno dando il via alla ventiquattresima edizione dell’Erzbergorodeo Red Bull Hare Scramble. È proprio l’inferno, e dalla nuvola di polvere che avvolge la vallata artificiale della Montagna “grattata” a colpi di ruspa e di escavatori, il primo a emergere è Taddy Blasuziak, il Pilota Eroe dell’Estremo che ha vinto l’Erzbergrodeo per cinque volte. Il polacco vola sugli ostacoli, si avventa sulle salite verticali che separano le “balze” della Miniera e si fionda impavido sulle picchiate vertiginose dei “gironi”.

Taddy Blazusiak
Taddy Blazusiak

L’azione di Blasuziak è tanto leggera quanto efficace, potentissima, e partendo da quello show di irresistibile bravura è facile evocare il Campione dei Campioni dell’Estremo e intravedere un’evoluzione a senso unico delle quattro ore dell’inferno austriaco. Ma non sarà così, e la stotria si interrompe “drammaticamente” quando la forza dell’azione di Blasuziak si traduce in un brutale impatto dalle conseguenze importanti. Caduto violentemente Blasuziak danneggia lo scarico della sua KTM e retrocede fino alla quinta posizione, minando così definitivamente una Gara iniziata perfettamente e che si chiuderà con un comunque eccellente ottavo posto.

Non siamo neanche alla mezz’ora di Gara, in testa sale Manuel Lettenbichler e contemporaneamente avanzano di una posizione Billy Bolt, vincitore della XL Lagares portoghese, prova inaugurale della prima stagione del WESS, Jonny Walker, vincitore delle edizioni 2012, 2014 e 2015 e Wade Young. La situazione si stabilizza ma i distacchi restano ridotti, e in ogni caso la Montagna è pronta a tirar fuori gli artigli in qualsiasi momento cosicché, visto quello che è successo a Blasuziak, la Gara rimane aperta, incerta e tiratissima. Pochi controlli più avanti, tuttavia, il vantaggio della coppia in fuga raggiunge il minuto.

Manuel Lettenbichler
Manuel Lettenbichler

È allo scoccare dell’ora di Corsa che Jarvis, sino a quel momento trasparente alla lotta di testa, come ha già fatto molte altre volte inizia a spingere e ad alzare il ritmo. Protagonista di una partenza non perfetta, anzi disastrosa “intruppato” sulla prima salita, Jarvis è solito attendere che il “nemico” scarichi le sue armi per contrattaccare, ma è un altro colpo di scena che cambia pe carte in tavola. Sia Lettenbichler che Bolt rimangono intrappolati nella scalata a un pendio della parte boscosa della Montagna. Al 21° dei 25 controlli di passaggio che compongono la “geografia” della Corsa, un passaggio che porta il nome romantico di Verde Collina ma che si rivela traditore, Jarvis sale al secondo posto scavalcando Bolt e Lettenbichler e preparandosi all’attacco finale della Montagna in compagnia di Jonny Walker, che aveva seguito le sue orme e che in quel momento è al comando.

Ancora un Check Point, ne mancano solo tre all’arrivo e siamo allo scadere delle due ore di Gara, e l’assalto alla Montagna di Ferro trova la sua fisionomia definitiva. Jarvis passa a condurre e il suo vantaggio su Walker è di ormai un minuto. Lettenbichler non deve più temere il ritorno di Young ormai staccato.

Oltre l’ultimo controllo/finish sulla vetta agonistica dell’Erzberg, Jarvis conquista la quarta vittoria al Red Bull Hare Scramble, Walker resta a quota tre ma passa al comando della classifica del WESS dopo la seconda prova. Lettenbichler è abile e determinato a riprendersi dopo la “sconfitta” della Verde Collina, Young si conferma uno dei più forti specialisti dell’Estremo e Billy Bolt chiude la top five dell’eccellenza. Allo scadere delle 4 ore, tempo massimo per sconfiggere l’Erzbergrodeo Red Bull Hare Scramble, dei 1543 Piloti partiti a scaglioni di 50 in dieci file di combattenti, solo 23 riescono a superare il traguardo della vetta dell’Estremo secondo Karl Katoch. Ad attenderli Heinz Kinigadner, mito assoluto del Fuoristrada austriaco, e non solo.

Michele Bosi, fermato al 23° controllo, non a caso denominato “Dynamite”, è il primo degli italiani classificato al 26° posto assoluto, lo seguono Andreas Pfeiffer, Ivan Franzi, Luca Spinelli.

L’Evento è semplicemente stratosferico, o di un altro pianeta. Bisogna assistervi per percepire, ancor prima di capire, la magia che emana dall’atmosfera della Miniera in questo contesto. Senz’altro Karl Katoch è stato abuilissimo a ideare una formula risultata poi magica, ma gran parte del “sefreto” dell’Erzbergrodeo risiede oggi nella cura maniacale e con cui l’Evento viene fatto crescere ogni anno, migliorando anche i dettagli meno appariscenti al fine di completare sempre meglio il puzzle di una manifestazione davvero eccellente, unica.

Non passerà, adesso, una settimana, e il World Enduro Super Series trasferirà il suo potenziale di spettacolo all’Enduro del Trefle Lozerien francese, in programma nel week end 8-10 Giugno. Dopo due Estreme, il WESS affronta il suo primo appuntamento di tipo “classico”.

  • rendigas, Taranto (TA)

    Considero questo articolo poco oggettivo e irrispettoso nei confronti di un vero endurista quale e' stato Billy Bolt. Infatti il pilota dell Husquarna si e' trovato all inizio della famigerata "green hell" secondo(2°) dietro a Manuel Lettenbichler(1°) che si e' piantato all inizio della rampa insidiosamente viscida. A quel punto Bolt non ha esitato a mollare tutto per andare ad aiutare Lettenbichler a spingere la sua moto consumando tantissime forze. Quando alla fine Lettenbichler era riuscito, grazie all aiuto fondamentale di Bolt, a superare quella rampa insidiosissima, sopraggiungono Graham Jarvis (3°) e Jonny Walker (4°) che superano la moto di Bolt lasciata coricata a terra e cosi' da 2° Bolt diventa quarto.
    Ma non e' finita.
    Sempre in quel passaggio arriva Young (5°) e Bolt aiuta anche lui.
    Per fortuna che almeno in mezzo a tanti squali un minimo di riconoscenza a un Bolt sfinito (che doveva a quel punto prendere la sua moto e affrontare anche lui la rampa...) e' arrivata da Lettenbichler che e' tornato a piedi per dargli una mano a sua volta ma ormai la tanta generosita' di Bolt non poteva piu' essere premiata da una classifica fatta solo da opportunisti...
    Invito tutti i lettori a questo punto a guardare la gara su Youtube e a dare a Bolt la giusta lode di un vero endurista
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