Toni Merendino ha spento l’ultima sigaretta

Toni Merendino ha spento l’ultima sigaretta
Se n’è andato un altro protagonista di un’epopea irripetibile di genio e vitalità italiani. Dai Titoli di Lucchinelli e Uncini con Gallina alla Dakar con Azzalin. Dai Desert Challenge con Orioli al Team di Romboni con Bieffe, a Tom42
15 febbraio 2026

Sarzana, 15 Febbraio. Toni Merendino se n’è andato. Aveva settantatre anni e più vite. Ha perso l’ultima, perché alla fine c’è poco da fare, bisogna arrendersi. Toni, tuttavia, non era né arrendevole né fatalista, e me lo immagino spegnere l’ultima sigaretta nel posacenere. L’ultima del giorno, in teoria, mai l’ultima. Perché c’è ancora la notte. Come le sue vite, tutte riunite in un modo speciale di affrontarle, di viverle, appunto. Mai un’ultima, che diamine.

Abbiamo avuto esperienze parallele, lui senza dubbio di più e più importanti, siamo stati amici per lo più silenziosi. Non c’era bisogno di parlare tanto, era tutto chiaro da sempre e subito. Solo qualche aggiornamento di ordine cronologico. Toni parlava poco, l’esempio di chi non perde tempo in chiacchiere perché ha sempre qualcos’altro da fare, che poi parla per lui. Sapete quasi tutto e quasi tutti. Dalla perfetta gavetta, ammiratore e poi manager Suzuki con Roberto Gallina, ai Titoli di Marco Lucchinelli e Franco Uncini, 35 anni fa. Da camionista a Pilota della Dakar, con Juan Porcar e Paolino Scalera, e poi ancora manager, la favola dei Team e delle esperienze Cagiva con Roberto Azzalin. Ironia della sorte, sempre un “tabaccaio” sullo sfondo, e quando non un tabaccaio il produttore di accendini numero 1, sulle carenature delle Gran Premio del Mondo o sulle pance dei serbatoi-cisterna delle Gran Premio del Deserto. Ironia della sorte perché Toni ha fumato sempre, e sempre troppo. In anni difficili per i tabagisti i nostri aggiornamenti erano immancabilmente fuori al freddo, a fumare insieme. Io avevo smesso da poco perché andavo via a fette, la cosa non “disturbava” Toni.

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Ci siamo incrociati davvero due volte... e mezza. Come dire, lavorato insieme, divertiti insieme. In una campagna di Doriano Romboni, in pista, nei Desert Challenge di Edi Orioli, nel Ténéré, un Progetto coin Moto.it poi non andato. Un senso pratico mostruoso, la strada sempre giusta, sulla Bidon 5 o come metafora, nei rapporti umani e nell’affetto che poneva nelle persone di ogni missione a cui partecipava. Mi interessa ricordare questo, di Toni. Merendino viene da un Mondo in cui la strada e l’università coincidevano, la prima spesso assai più istruttiva delle seconda. Ci sono altre figure clamorose di questo tipo, soprattutto da noi. Toni era clamoroso e speciale. Giusto. Parole e passi scanditi da una incredibile flemma, quasi ti veniva da pensare: un bradipo. Parole e passi sempre precise e misurati. Le une e gli altri sempre al posto giusto. Questo, anche, era il Toni che conoscevo.

Riuscite a immaginare, oggi, un camionista, prima ancora riparatore di macchine per fare il caffè, che parte all’assalto degli AD degli sponsor più grossi del Mondo, tratta da pari a pari, propone, promette, ottiene porta, a casa? Poi passa dall’altra parte, via la camicia bianca e le maniche rimboccate per tre settimane. Si sporca le mani, è uno della truppa, mantiene le promesse. Vince! Maneggia e porta alle missioni soldi importanti, il più delle volte servono fino all’ultima lira per non lasciare niente d’intentato. È così che Toni Merendino, ogni volta, torna a casa soddisfatto, moderatamente orgoglioso, per lo più della sua truppa, dei suoi piloti e meccanici.

Voglio dire che c’è uno spirito. Che resta. È la passione, certamente, ma è qualcosa di più. L’Africa, il Deserto, le Land Rover piegate in due su un’orizzonte infinito. Tom42, l’esperienza dei nostri giorni che ha già un programma per il 2026. Quello spirito che resta è un esempio di amore e di fedeltà alla coerenza di quella passione scatenante, alimentante, conservante. Non è più una questione di abilità o di età, di traguardi e di ambizioni. È una questione di vita, di un modo di intenderla che, oggi, va inesorabilmente sfumando verso idoli e “percorsi” tutt’altro che autentici. Chi è stato accanto a Toni, anche per una sola settimana, ha imparato questo. Chiedete a Paolo, a Nico, a Botturi, a Beppe, a chi è stato con lui, e aspirate lentamente, profondamente.

© Immagini. Tom42

Ultime da News

Hot now

Caricamento commenti...