Alessandro Mantia, un pilota amatore molto eclettico

Una storia minore: un pilota di Mandello, non più ragazzino, che in vent’anni vince nella velocità, nel cross, nel motard, nel flat track e pure in salita. Ormai non sarà più campione del mondo, ma di sicuro di diverte un bel po’
5 giugno 2026

Alessandro Mantia da Mandello del Lario ha 46 anni, una compagna e una bambina di dieci anni e la moto in testa fin da ragazzino: motorino, Gilera SP02, Honda NSR 125, come tanti a fare il matto per strada. Poi per caso, nel 2001 va a girare a Monza col motoclub e una R6 sulla Stradale, la pista subito nel cuore. E qui scatta la particolarità della storia: dall’esordio nel 2007 va forte, vince facile e continua ancora a vincere. In ogni specialità.

In quel 2007 si aggiudica la rookie all’esordio nel Trofeo Amatori, classe 600 con una Kawasaki a prestito, secondo assoluto. L’anno dopo Mantia passa sulla R6 nel Trofeo Yamaha collezionando piazzamenti. Quindi Moto Estate con poca fortuna, 2010 e 2011 Trofeo Kawasaki, podi e piazzamenti. Nel 2012 prova l’italiano Super Sport con gente come Gramigni.

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Alessandro ha una impresa edile col padre: tra famiglia e lavoro, il budget per le corse è ridotto, la velocità è costosa, passa al motocross. In provincia di Lecco c’è un challenge, il Trofeo Barzaghi che si svolge sulla pista di Bosisio Parini da oltre trent’anni. E si regala qualche soddisfazione anche con le moto da cross.

Però succede che al motoclub Oggiono, dove Mantia milita, gli fanno notare che le gare di Supermotard sono un mix di velocità e di off-road e potrebbero fare al caso suo. Ottima idea: il pilota di Mandello si iscrive al campionato regionale Interregionale 2015 e in sella a una Honda 450, manco a dirlo, vince il titolo rookie del trofeo SIT, poi va ai regionali e interregionali 2017-2018. E’ campione tre volte, senza poter passare alle gare tricolori per i costi troppo alti.

Ma non è finita qui, l’anno scorso fa Mantia scopre il flat track: va a gareggiare a Lonigo, dove gli dicono che non si può correre se non si toglie il freno davanti; lui, abituato alle pinzate della velocità, non vede di buon occhio questa regola però ci prova, stacca la leva del freno anteriore, vince anche sull’ovale enorme di Lonigo nella gara trofeo Dust and Fun. Centrerà il campionato tra i debuttanti. Adesso, fatta la prima gara Open pre italiano e vinto a Lonigo, attende le ultime due gare…

Infine, ultima tappa. In paese c’è la Moto Guzzi e una bella abitudine, quella delle chiacchiere al bar. E’ lì che Alessandro impara che un vero pilota di Mandello del Lario conquista almeno un podio nel campionato di velocità in salita come hanno fatto negli anni Alvaro Falanga, Alfio Micheli, Ezio Gianola, Renato Pasini, Luciano Gazzola, Gabriele Banfi e Valentino Tantardini. E così, in questo 2026 decide di saggiare le cronoscalate tricolori nella categoria Motard, va allo Spino e il 2 maggio vince le due manche. E’ al comando del campionato con la Honda 450 e il suo numero: 341, il 34 di Schwantz non era disponibile…

Argomenti