TVS RTX 300 TEST: i pregi e i difetti della nuova adventure monocilindrica [VIDEO E GALLERY]

TVS decide di fare sul serio anche in Italia lanciando la nuova RTX 300, una moto con un motore inedito da 36 CV e una dotazione elettronica da prima della classe. Un attacco diretto al segmento delle adventure per patente A2 che promette di mescolare le carte in tavola sul mercato. Ci sarà riuscita?
17 settembre 2026

Il mercato delle moto Adventure sta vivendo una frammentazione senza precedenti. Fino a pochi anni fa, parlare di "viaggio in moto" significava quasi esclusivamente salire su mastodontici bicilindrici da oltre mille centimetri cubi con ruote da 19 pollici, adatti tanto all'autostrada quanto all'aperitivo domenicale. Oggi lo scenario è radicalmente cambiato: la varietà regna sovrana e i motociclisti sono diventati decisamente più esigenti. C'è chi pretende il cerchio anteriore da 21 pollici per infilarsi nei sentieri più selvaggi, chi preferisce l'equilibrio del 19 pollici per non rinunciare al comfort su asfalto; c'è la fazione dei puristi dei monocilindrici leggeri ed essenziali e chi non rinuncerebbe mai alla fluidità di un bicilindrico di media cilindrata.

In questo panorama ultra-competitivo e saturo fa il suo ingresso ufficiale in Italia un vero colosso del settore: TVS Motor Company. Se il nome non vi dice nulla, dovreste sapere che parliamo di un'azienda da oltre 6 milioni di clienti nel mondo, la stessa che da anni produce le monocilindriche di piccola cilindrata per conto di BMW. Ma ora, con la presentazione della nuovissima TVS RTX 300, il gigante indiano ha deciso di smettere di fare da spalla e di provare a prendersi il palcoscenico principale. L'obiettivo? Sfidare il segmento della patente A2 con una Adventure Rally Tourer (la chiamano così) che punta dritto alla fascia "super-premium" del segmento d'ingresso.

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La tecnica sotto la lente: un cuore tutto nuovo

LTVS RTX 300 non è la solita operazione di rebranding o un collage di pezzi già visti. Si tratta del primo modello nato sulla nuovissima piattaforma motore di ultima generazione denominata TVS RT-XD4, interamente progettata, ingegnerizzata e sviluppata all'interno del reparto corse del marchio indiano. Sotto le plastiche dal design aggressivo e teso a corpo unico batte un monocilindrico bialbero a camme in testa (DOHC) da 299,1 cc, raffreddato a liquido, in grado di erogare ben 36 CV a 9.000 giri/min e una coppia massima di 28,5 Nm a 7.000 giri/min. Questo propulsore moderno, gestito da un sistema a iniezione elettronica con Ride-by-Wire, è accoppiato a un cambio manuale a 6 marce assistito da una frizione antisaltellamento e da un raffinato quickshifter bidirezionale fornito di serie.

Tutta questa tecnologia è alloggiata all'interno di un rigido telaio a traliccio in acciaio accoppiato a un forcellone in alluminio fuso. Sul fronte ciclistico, la RTX 300 non accetta compromessi al ribasso: all'anteriore svetta una forcella a steli rovesciati (USD) da 41 mm con un'escursione di 180 mm, mentre al posteriore lavora un monoammortizzatore con pistone flottante che garantisce la medesima escursione di 180 mm. Le ruote, pensate per un utilizzo prettamente dual, prevedono cerchi in lega con una combinazione di 19 pollici all'anteriore (pneumatico 110/80-R19) e 17 pollici al posteriore (pneumatico 150/70-R17). L'altezza sella fissata a 835 mm, il serbatoio è da 12,5 litri e il peso in ordine di marcia è di 180 kg.

Elettronica da "ammiraglia" per un prezzo da scooter?

La vera provocazione di TVS con la RTX 300 risiede nel pacchetto tecnologico di serie. Mentre molti costruttori europei e giapponesi offrono il contagocce elettronico sulle cilindrate medio-piccole, la RTX 300 mette sul piatto un arsenale tecnologico che farebbe invidia a moto di cilindrata tripla.

La gestione elettronica comprende ben quattro modalità di guida distinte (Urban, Rain, Tour e Rally), che intervengono sull'erogazione del motore e sul livello di intervento dei controlli di sicurezza, affiancate da un sistema di controllo di trazione e dal cruise control per i trasferimenti più lunghi. A dominare la plancia di comando c'è un modernissimo display TFT a colori da 5 pollici dotato di connettività Bluetooth avanzata. Non si tratta solo di gestire le chiamate: il sistema a 5 funzioni supporta il mirroring completo delle mappe cartografiche direttamente sul display e integra persino il sistema TPMS per il monitoraggio in tempo reale della pressione degli pneumatici. A completare un quadro dotazionale ricco ci sono i fari full LED anteriori di Classe-D con luci diurne DRL, le leve al manubrio completamente regolabili e gli attacchi rapidi integrati per le valigie laterali e il top-case.

Tutto questo pacchetto rende la RTX 300 una moto che sulla carta non accetta compromessi. La vera scommessa sarà vedere come questa incredibile scheda tecnica si tradurrà su strada e in fuoristrada, considerando il prezzo di listino.........

Prime impressioni su strada

Appena saliti in sella alla TVS RTX 300, la sensazione di accoglienza è immediata. Nonostante le dimensioni compatte della cilindrata, i volumi della carrozzeria spostati verso l'anteriore regalano l'impressione visiva e la presenza su strada di una moto di categoria superiore, richiamando alla mente lo stile protettivo di alcune storiche viaggiatrici europee. L'ergonomia è eccellente: la sella è ben imbottita e sagomata, i fianchi del serbatoio permettono alle gambe di inserirsi in modo naturale e il manubrio largo offre una leva ottimale per dominare l'avantreno. Tutti i comandi sono esattamente dove ci si aspetta che siano, incluse le leve regolabili che impreziosiscono la dotazione di serie. Unica nota stonata in un quadro ergonomico ben rifinito è la curvatura degli specchietti retrovisori: la superficie riflettente rimanda un'immagine leggermente distorta ai bordi, una svista di poco conto ma evitabile.

Su strada, la RTX 300 si rivela una compagna estremamente intuitiva e amichevole, capace di regalare un feeling immediato anche a chi ha poca esperienza. La discesa in piega è rapida nella primissima fase, per poi incontrare una leggera resistenza di centratura prima di scendere in modo definitivo e progressivo; un comportamento a cui ci si abitua in pochi chilometri. Le sospensioni, caratterizzate da una forcella a steli rovesciati e un monoammortizzatore regolabile nel precarico, vantano una taratura prettamente turistica. Questo significa che l'assetto copia egregiamente le imperfezioni dell'asfalto, offrendo un comfort regale. Di contro, se si adotta una guida sportiva ed aggressiva, emerge un inevitabile beccheggio nei trasferimenti di carico in frenata. Ma guidando puliti e raccordando le traiettorie senza forzare gli ingressi, la RTX 300 si dimostra solida, precisa e molto divertente nel misto stretto.

Il motore: che sorpresa!

Il monocilindrico da 299,1 cc si allontana drasticamente dai vecchi stereotipi legati ai motori a un solo cilindro, spesso ruvidi ed inclini a strappare ai bassi regimi. Gli ingegneri indiani hanno svolto un lavoro magistrale sulla calibrazione del sistema Ride-by-Wire: l'erogazione è priva di qualsiasi effetto on-off e la connessione tra la manopola destra e la ruota posteriore è incredibilmente lineare. Un'altra chicca tecnica riguarda il freno motore: la gestione elettronica dell'iniezione fa sì che la moto mantenga un'ottima scorrevolezza in fase di rilascio e scalata prima dei tornanti, riducendo quella sgradevole sensazione di "trattenuta" tipica di questa architettura. La coppia in basso è sufficiente a tirare fuori la moto dai tornanti di montagna anche in quinta marcia senza tanta incertezza, ma è quando la lancetta dei giri sale che il motore esprime il suo vero carattere.

La spinta si fa corposa superati i regimi intermedi, con un allungo entusiasmante che proietta la RTX 300 fino ai 9.500 giri prima che il limitatore intervenga in modo morbido. Ovviamente, la fisica non si cancella: 36 CV restano pur sempre 36 CV. Nei tratti in salita più ripidi il monocilindrico va spremuto e richiede spesso l'uso della seconda marcia per mantenere un ritmo brillante. Sebbene la moto digerisca senza problemi i ritmi rilassati del turismo a medio raggio, i trasferimenti autostradali evidenziano i limiti fisici della cilindrata, consigliando andature di crociera attorno ai 90-100 km/h per non affaticare pilota e meccanica. Per il mercato europeo, dove gli utenti sono spesso affamati di prestazioni, una cubatura leggermente superiore vicina al limite dei 48 CV della patente A2 avrebbe probabilmente evitato il rischio di assuefazione precoce alle prestazioni dopo qualche stagione di utilizzo.

Fuoristrada: strade bianche sì

La denominazione "Adventure Rally Tourer" non deve trarre in inganno: la TVS RTX 300 non è una fuoristradistica specialistica, bensì una dual-sport votata principalmente al viaggio che non disdegna l'off-road leggero. La scelta del cerchio anteriore in lega da 19 pollici (invece di un più specialistico cerchio a raggi da 21) chiarisce fin da subito la sua vocazione. Nella guida in piedi la moto risulta abbastanza snella e facile da stringere tra le gambe, offrendo un bilanciamento generale rassicurante. Tuttavia, la posizione di guida richiede di arretrare sensibilmente con il bacino e spingere il busto in avanti per ottenere il massimo controllo. Le pedane di serie sono un po' troppo risicate nella superficie di appoggio (rendendo quasi obbligatoria la rimozione dei gommini stradali per avere grip), e la leva del freno posteriore è posizionata leggermente troppo in basso, richiedendo un movimento innaturale della caviglia per essere azionata con precisione.

Finché ci si limita a strade bianche, sterrati battuti o passaggi moderatamente sconnessi, la ciclistica lavora in perfetta armonia con l'elasticità del motore, assicurando un'eccellente trazione e una stabilità a prova di neofita. I problemi nascono se si decide di avventurarsi su passaggi più ostici, scenari per i quali la RTX 300 non è stata semplicemente progettata. In queste situazioni, a penalizzare la guida è soprattutto la taratura dell'ABS in modalità fuoristrada (Rally): l'antibloccaggio si disattiva infatti esclusivamente sulla ruota posteriore, rimanendo attivo all'anteriore con una soglia di intervento decisamente troppo sensibile. Nelle discese ripide su terra o pietrisco instabile, l'ABS anteriore tende ad entrare in funzione con eccessivo anticipo, allungando sensibilmente gli spazi di frenata e costringendo a una guida fin troppo guardinga.

Il verdetto

LTVS RTX 300 si inserisce nel mercato europeo con un prezzo di listino di 5.290 euro. Non si tratta della proposta più economica in assoluto nel segmento delle piccole cilindrate d'importazione, ma il rapporto tra la qualità costruttiva generale e l'incredibile dotazione tecnologica di serie gioca pesantemente a suo favore. La RTX 300 non si comporta come una banale entry-level pensata al risparmio: la robustezza strutturale, la finezza costruttiva del motore RT-XD4 e l'elettronica da vera ammiraglia la rendono una moto formativa, matura ed estremamente godibile a 360 gradi.

Se state cercando una compagna per iniziare a viaggiare, fare commuting quotidiano con consumi irrisori e divertirvi durante il fine settimana tra asfalto e strade bianche, questa TVS ha tutte le carte in regola per essere una validissima alternativa.

Pro e Contro

Pro

  • Motore
  • Dotazione
  • Ergonomia
  • Qualità costruttiva

Contro

  • ABS in off-road
  • Tempi di taglio del quickshifter
  • Velocità di crociera nei lunghi trasferimenti

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TVS Motor RTX 300 (2026)
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  • Cilindrata 299 cc
  • Potenza 36 cv
  • Sella 835 mm
  • Serbatoio 11 lt
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