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Al Mugello, uno dei circuiti più esigenti e spettacolari del panorama mondiale, Michelin ha scelto di svelare sul campo le potenzialità della Power Performance: la gomma da competizione che, nelle intenzioni del costruttore francese, costituirà la base di sviluppo per le slick ufficiali delle Superbike del 2027.
L'occasione è stata quella dei Michelin Power Days, appuntamento annuale dedicato agli appassionati che montano pneumatici del marchio transalpino, con la possibilità di portare le proprie moto in pista in condizioni di test controllate. La moto prescelta per i test più spinti è stata un'Aprilia RSV4, la supersportiva italiana da 220 cavalli — 225 in versione decatalizzata — ovvero la superbike di serie più potente attualmente in commercio.
La configurazione testata ha abbinato la Power Performance 24 al posteriore — pneumatico nato per l'endurance, capace di coprire due stint di gara completi — e la Power Performance Slick in mescola Soft all'anteriore. Una scelta tecnica precisa, che riflette la vocazione dei due prodotti: la 24 garantisce continuità di resa e resistenza all'usura, mentre la Soft anteriore assicura il massimo grip nelle fasi di inserimento in curva e frenata.
Le pressioni di esercizio rappresentano un aspetto fondamentale nella gestione di questi pneumatici. Per l'anteriore, la pressione minima a freddo è fissata a 2,1 bar, con una pressione target a caldo (dopo 6 giri) compresa tra 2,3 e 2,5 bar. Per il posteriore, la pressione minima a freddo scende a 1,3 bar, con un target a caldo tra 1,5 e 1,7 bar. Durante la sessione al Mugello, si è lavorato sull'anteriore tra 2,3 e 2,4 bar, mentre il posteriore è stato portato progressivamente da 1,7 a valori intorno a 1,6 bar, con consumo omogeneo e comportamento sempre prevedibile.
| Anteriore | Posteriore | |
|---|---|---|
| Misura disponibile | 120/70 R17 | 190/60 R17 / 200/60 R17 |
| Mescole | Hard / Medium / Soft | Hard / Medium / Soft / Medium-Hard+ |
| Pressione min. a freddo | 2,1 bar | 1,3 bar |
| Pressione target a caldo | 2,3–2,5 bar | 1,5–1,7 bar |
| Utilizzo | Competizione / Track Day | Competizione / Track Day |
| Termocoperte | Obbligatorie | Obbligatorie |
| Omologazione stradale | No | No |
Michelin Power Performance 24 (posteriore endurance)
| Misura | Mescola | CAI |
|---|---|---|
| 200/60 R17 M/C | Endurance 24 | 311767 |
Uno degli aspetti più significativi emersi dalla giornata riguarda la rapidità con cui questi pneumatici raggiungono la finestra di temperatura operativa. Grazie alle termocoperte — strumento imprescindibile con qualsiasi slick — la gomma è operativa già dal primo giro lanciato, offrendo quel livello di confidenza che consente di spingere fin da subito senza il timore di trovare la copertura fredda nelle prime curve.
All'anteriore, la mescola Soft dimostra un'ottima capacità di deformarsi sotto carico, in particolare nelle staccate più impegnative, dove la forcella si comprime e la gomma si spalma sull'asfalto mantenendo la traiettoria impostata. Il risultato è una direzionalità precisa e una sensazione di aderenza che permette angoli di piega importanti senza l'instabilità tipica delle gomme che "sbandierano" sotto sforzo.
Al posteriore, la Power Performance 24 si distingue per la sua costanza prestazionale nel tempo: una caratteristica non scontata, specie su una moto da 220 cavalli che sollecita l'interezza dell'elemento in modo estremo. Anche riducendo progressivamente il livello di traction control — fino a impostazioni molto permissive — la gomma ha mostrato capacità di scaricare a terra la potenza senza cedimenti improvvisi, seppur restando al limite del controllabile con interventi di gas bruschi in curva.
Il confronto con la Michelin Power Cup 2, gomma da pista ma omologata all'uso stradale, chiarisce meglio il posizionamento della Power Performance. La Cup 2 è una soluzione versatile e pratica: permette di arrivare in pista direttamente da casa, con tempi sul giro competitivi per un amatore. La slick, però, appartiene a un altro livello: quando l'obiettivo è abbattere i propri riferimenti cronometrici, la scelta diventa obbligata. Il prezzo da pagare, in senso letterale, è un incremento dei costi del track day — termocoperte, logistica, pneumatici da non riutilizzare su strada — ma la differenza di prestazione e la sensazione di controllo giustificano l'investimento per chi prende sul serio la guida in pista.
La Power Performance 24 aggiunge poi una variabile economica interessante: la longevità. Il riferimento a oltre 118 giri percorsi a Suzuka con un singolo treno è indicativo della filosofia endurance di questo posteriore, pensato per chi frequenta i track day con regolarità e non vuole cambiare gomme a ogni sessione.
La domanda che ogni appassionato si pone prima di investire in un set di slick è sempre la stessa: vale davvero i soldi che costa? La risposta, nel caso della Power Performance, è affermativa — ma con una precisazione importante. La gomma da sola non basta: servono linee corrette, un setup adeguato della moto e, soprattutto, chilometri accumulati in sella.
Detto questo, disporre di un pneumatico che offre grip costante e prevedibile giro dopo giro elimina una variabile fondamentale dall'equazione, permettendo al pilota di spingere con maggiore continuità e lucidità. La conferma arriva anche dai dati di giornata: con condizioni atmosferiche non ottimali — temperature intorno ai 15-16°C e pista non perfettamente in temperatura nel corso della mattinata — la Power Performance Slick ha comunque consentito di girare al Mugello su riferimenti cronometrici di assoluto rispetto, con il collaudatore Aprilia presente in pista capace di scendere stabilmente sotto i 2 minuti netti. Per un amatore, la prospettiva concreta è quella di abbassare il proprio tempo sul giro in modo misurabile già dalla prima giornata di utilizzo, a patto di approcciare la slick con la dovuta progressività e il rispetto che uno strumento da competizione richiede.
Michelin posiziona la Power Performance Slick esplicitamente come prodotto per piloti professionisti e amatori esperti, non per i neofiti della pista. La scheda tecnica ufficiale indica chiaramente che le mescole Soft sono consigliate in condizioni di temperatura bassa, mentre Medium e Hard si adattano meglio a temperature più calde. Questo sistema a tre mescole — declinato diversamente per moto da 600cc e da 1000cc — consente una personalizzazione fine dell'assetto pneumatistico in base a tracciato, condizioni atmosferiche e capacità del pilota.
Sul piano tecnologico, la Power Performance Slick integra soluzioni derivate direttamente dal programma MotoGP: tra queste, la tecnologia Aramid Shield per la struttura della carcassa, la Radial-X Evo per la geometria radiale ad alte prestazioni e il trattamento superficiale Premium Touch che favorisce il riscaldamento rapido della mescola