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“Essere o non essere? Due tempi o quattro tempi? 250 o 450?” Certo, la vita del crossista è davvero dura: piena di scelte, e quasi mai facili da prendere. Se poi ci aggiungiamo aziende come Athena, che producono kit big bore capaci di portare una 250 cc a 300 cc, allora i dubbi aumentano ancora di più.
Sarà davvero utile? Si sentirà la differenza? Quanto andrà più forte la moto? Ma soprattutto: sarà più divertente una moto, chiamiamola così, “ibrida”?
Tutte domande lecite, che ci frullavano in testa mentre eravamo in furgone diretti verso la pista di Montagnana, vicino a Padova, dove si è svolto questo test.
Ma da cosa è composto questo kit? Semplice… si fa per dire. Troviamo un cilindro con alesaggio maggiorato — 85 mm per la precisione —, un pistone dedicato con architettura studiata ad hoc per resistere alle maggiori sollecitazioni, guarnizioni specifiche per il montaggio del nuovo gruppo termico e una centralina aggiuntiva, Get Boost, che lavora come una sorta di modulo supplementare, interfacciandosi con la ECU di serie per ottenere il massimo delle prestazioni dal kit 300.
Il bello? È tutto plug and play. Certo, servono esperienza e manualità — stiamo pur sempre parlando di un motore quattro tempi — ma tutto ciò che è presente nel kit si monta perfettamente, senza adattamenti o modifiche particolari. E, all’occorrenza, si può sempre tornare alla configurazione standard.
Le sensazioni sono molto simili su tutte le moto che abbiamo provato. Attenzione, però: questo non significa che i caratteri siano diventati identici, anzi. Di serie, Honda, Kawasaki, Yamaha e Husqvarna hanno personalità ben distinte, con curve di erogazione differenti e uno stile di guida specifico per ciascuna. Bene: tutto questo rimane invariato, ma tutte beneficiano del nuovo kit Extreme Big Bore.
Più coppia ai bassi e ai medi, per tutte. Ognuna, però, mantiene il proprio carattere originale.
Spesso si riesce ad affrontare le curve in terza lasciando scorrere la moto, senza aggrapparsi alla frizione o stressarla eccessivamente. Certo, non abbiamo la coppia brutale di una 450 cc, ma forse non è un difetto: è proprio questo il pregio. E se aggiungiamo che, a livello di sensazioni, la moto continua a sembrare leggera e agile come una 250, allora il risultato diventa davvero godibile: un mix riuscitissimo di leggerezza e coppia.
È chiaro che il grande limite di questa modifica siano le competizioni. In MX2 non si può partecipare e, in MX1, contro le 450, servono parecchio coraggio e soprattutto grandi capacità in partenza: bisogna essere rapidi, scaltri e aggressivi fuori dal cancelletto.
Secondo noi, però, questo kit 300 cc può essere apprezzato soprattutto dall’amatore. Il 450 è troppo impegnativo? Ti stanca eccessivamente? Ti “allunga” le braccia? Dopo appena un paio di ingressi in pista la giornata diventa una sofferenza, magari perché hai la possibilità di girare solo una volta ogni due settimane? Bene, allora questa soluzione potrebbe fare davvero al caso tuo.
La coppia in più permette infatti di guidare senza dover stare costantemente a gas spalancato o continuare a cambiare marcia come accade spesso con un 250 quattro tempi.
Per noi è una modifica assolutamente promossa e consigliata. Il prezzo è di poco inferiore ai mille euro: una cifra che può sembrare importante, ma che, considerando tutto ciò che viene fornito nel kit, riteniamo più che giustificata.
Maggiori info
Tester: Mattia Carpi, 29 anni, 180cm, 95kg
Luogo: Pista Motocross di Montagnana (PD)
Abbigliamento
Casco: Arai MX-V EVO
Occhiali: 100% Armega
Completo: Alpinestars
Stivali: Alpinestars Tech 10 Supervented